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Non sempre un sms richiede un sms

Al contrario di quello che si crede o che per lo meno si pratica, comunicare non è duellare. Ormai è diffusa la mania e non soltanto tra i giovanissimi di comunicare a botta e risposta di sms, ma non sempre manteniamo la presenza del mezzo che stiamo usando per comunicare qualcosa…

Abbiamo già visto che non tutti i mezzi di comunicazione dovrebbero essere usati indiscriminatamente per qualsiasi messaggio, e questo vale ancora di più quando un messaggio cela una emozione.

L’abitudine di rispondere con un sms ad un altro sms è ormai fin troppo diffusa, scatenando spesso delle valanghe di messaggi che altro non portano che a dei fraintendimenti e all’ennesimo blocco delle emozioni.

Se ho litigato con qualcuno, se so che l’altro si sente ferito da qualcosa che ho fatto o che ho detto, e mi giunge comunque un timido messaggio di tregua, inviare un messaggio di risposta non è sempre la cosa migliore.

A volte bisogna fare un passo in più semmai prendere il telefono e chiamare, o andare direttamente, se possibile. La presenza chiarisce tante cose, prendere l’altro tra le braccia e non dire altro è molto più importante di tante botte e risposte. E se proprio non ci si può recare dall’altro, chiamarlo almeno permette di far percepire la voce, di far sentire quando le nostre scuse non sono quelle dei bambini che con il volto ancora imbronciato ti gridano in faccia “scusa!” che tutto significa fuorché: mi dispiace di averti ferito.

Scambiarsi messaggi è un modo comodo e soprattutto conveniente per mantenersi in contatto, ma se il contatto si è raffreddato c’è bisogno di qualcosa in più di un trillo seguito dalle parole caricate di toni di voce immaginari.

Non sottovalutate un messaggio giunto da una persona che ci ha appena detto di non essersi sentito accolto come avrebbe voluto da noi. Semmai esagera è vero, però quella sensazione l’ha provata davvero, a quel punto a noi resta la scelta se restare legati al voler evidenziare che non era nostra intenzione, o che forse non abbiamo veramente fatto niente o prenderci cura dell’altro e stringerlo tra le nostre braccia o almeno accarezzarlo con la nostra voce?

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