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Violenza, violenza, e ancora violenza

Dopo tanti giorni caratterizzati dal dolore per la perdita di una vita umana per uno stupido scontro tra ultras sembra che siamo solo interessati a quanti stadi riapriranno, se non sono già stati riaperti tutti. Come al solito una settimana di dita puntate alla ricerca del carpo espiatorio e poi... Forse dovremmo cominciare a puntare il dito contro di noi.

L’ennesima tragica morte del tifo calcistico fa auspicare in molti un cambiamento. In tanti rasseganti assistono chiedendosi quando tutto si metterà a tacere nuovamente e ricomincerà allo stesso modo fino al prossimo episodio, che ci porterà a guardare sconvolti come un ragazzino, o un adulto, questo poi è molto relativo, possano colpire a morte un’altra persona.

Molte parole sono state sprecate, sulla necessità di rispettare la divisa, sulla necessità di essere responsabili, sul saper essere sportivi.

In realtà in un mondo che è sempre pronto a offrire un volto imbellettato basato sulla corsa senza sosta ai soldi e al guadagno apparentemente facile dove li andiamo a cercare i valori?

Ci scandalizziamo quando sentiamo che tra gli arrestati ci sono dei figli di “gente per bene” o addirittura dell’arma, ma che significa essere “gente per bene”. In realtà tutti noi ci riteniamo gente per bene, il cattivo è fuori, il cattivo è nell’altro. Quando vengono i genitori dei miei alunni a parlarmi mi sento ripetere mille volte “mio figlio?!?!? Strano a casa è un angelo, non si muove proprio!!! Lui, è un bravo ragazzo, sono le compagnie…”.

E frasi di questo genere le diciamo TUTTI, ma proprio TUTTI, e non solo quando riguarda i nostri figli, ma quando ci toccano qualsiasi cosa ci riguardi.

Io sono sicuramente molto indignata. Mi ci sono voluti molti giorni per potermi avvicinare alla tastiera e scrivere qualcosa. Addolorata per una morte gratuita e addolorata per un assassinio che rivela un mondo di infermo.

Ma secondo voi bombardati da videogiochi violenti, dove buoni o cattivi gli eroi si rialzano sempre, telefilm dove ci si spara e ammazza in mille modi diversi, tanto i buoni si salvano sempre e i cattivi resuscitano nelle nuove serie, da notizie tragiche dove nominare 10 o un milione di morti al giorno ormai lascia quasi indifferente, che senso della preziosità della vita più dare ai nostri ragazzi?

Ci lamentiamo tanto che i giovani d’oggi non sono più come quelli di una volta, ma ci sarebbe da chiedersi se gli adulti di oggi siano come quelli di una volta.

Li cresciamo senza regole, e senza ruoli, finiamo per giustificare qualsiasi cosa accusandoci di “essere troppo severi” e riempiendoci la bocca di come vogliamo la libertà, ed in realtà è solo alla responsabilità che ci fa specie rispondere.

Lasciarli parcheggiati davanti alla televisione o un videogioco da soli, non li fa crescere, ma li svuota.

Non ci stupiamo poi se preferiscono riempire quel vuoto con tanta rabbia contro tutto ciò che rappresenta la regola, il ruolo e la responsabilità che non siamo stati capaci di insegnargli.

E i primi responsabili siamo noi nel privato, e gli uomini e donne di spettacolo nel pubblico. Invidiatissimi, questi ultimi, sono coloro che stanno sotto gli occhi di tutti. Se basta avere i soldi per farla franca, perché qualsiasi atto venga dimenticato con che coraggio puntiamo il dito contro di loro che altro non fanno che emulare il modello che gli viene propinato?

Se a distanza di neanche una settimana nessun vero provvedimento è stato preso, visto che avrebbe causato una perdita economica troppo esosa per una vita (come se poi fosse possibile quantificare il valore di una vita), se accettiamo tranquillamente che si fischi sulle forze dell’ordine, se negli stadi “blindatissimi” non è poi così difficile trafugare una spranga, con chi ce la vogliamo prendere?

Cerchiamo di crescere noi adulti per prima, senza finti sensi di colpa, ma assumendoci la colpa di quello che abbiamo permesso e cominciamo a cambiare noi e a non dare per scontato che noi o i nostri figli o i nostri conoscenti siamo esenti da tutto questo!!!

 

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