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Riconoscere i propri limiti è la carta vincente

Quante volte ci guardiamo intorno e finiamo perdemoralizzarci perchè crediamo di non aver ottenuto quello che ci spettava? Ma siamo proprio sicuri che ci spettava?

L’essere umano vive anche di rivalità, adora possedere la macchina più bella, la casa più bella, il lavoro più bello e perchè no, il/la compagno/a più bello/a. tutto quello che viene preceduto dall’aggettivo possessivo mio, altro non è che un prolungamento di noi stesso e come tale pretendiamo non solo che sia degno di esprimere noi stesso, ma che ci riscatti se è possibile.

Purtroppo però, questo atteggiamento rischia di causare delle enormi delusioni, non appena il nostro ideale non viene raggiunto.

Infatti, troppo spesso siamo portati a desiderare le cose senza chiederci quali siano i nostri reali limiti e se abbiamo le capacità, non soltanto per ottenere quello che vogliamo, ma soprattutto mantenerla.

Un esempio per tutti, se pur banale, è il desiderio di un oggetto, semmai molto costoso, come può essere una Ferrari. quante volte avete sentito dire: Magari vincessi una Ferrari? e quante alte vi è capitato invece di sentire: Magari mi potessi permettere una Ferrari?

Due frasi sostanzialmente simili, eppure profondamente diverse. La prima comunica che il desiderio va al di là delle reali capacità individuali, che non esistono, visto che l’unico modo per ottenerla è che la vinca. Mentre il secondo pur riconoscendo il proprio limite, non si può permettete di avere e di mantenere una Ferrari spera di trovare il modo per ampliare i propri limiti e poter essere in grado di gestire e mantenere bene il proprio desiderio.

Eh si perchè una volta ottenuto qualcosa che si è a lungo desiderato, ma non si è in grado di mantenerla, comincia a diventare la nostra angoscia, il nostro dolore, la nostra croce, e non sappiamo neanche come disfarcene.

E’ inutile prendersi in giro, continuarsi a dire che siamo tutti uguali e che abbiamo tutti le stesse possibilità. E’ vero siamo tutti uguali in qualità di esseri umani e quindi siamo soggetti agli stessi desideri, alle stesse passioni, alle stesse dinamiche, ma siamo altresì unici ed irripetibili. Nessuno è migliore o peggiore di un altro, siamo solo individui distinti. Il meglio o il peggio lo stabiliamo noi determinando come utilizzare i nostri limiti, come muoverci all’interno di essi, non rendendoci ridicoli sperando che ci piovano dal cielo cose impossibili. Niente si ha senza ottenerlo, ma niente si ottiene senza l’attenzione a ciò che è realmente alle nostre possibilità, di cosa potrebbe esserlo col tempo e di cosa è impossibile che lo sia in questa vita.