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Se non mi lasci non ti ascolto

Si tratta di una vera forma di incomunicabilità, che come in ogni rapporto, non esime neanche quello tra gestori e clienti.

Sembra incredibile, ma in questo mondo basato su spazi e tempi vitali, è ormai diventato quasi uno sport acquistare Sim nell’intento per cercare le tariffe più vantaggiose, dato che ormai senza, non dico tre, ma quasi sicuramente due cellulari non siamo più capaci di vivere.

E’ ovvio il caro vita si alza, nel tempo ci siamo abituati sempre più alla comodità di spostarci di meno e risolvere i problemi o mantenere i rapporti a distanza e quindi non sappiamo più rinunciare al telefono. Però in questa guerra di “libero mercato” chi tradisce, realmente o anche solo minacciando, viene premiato. Ovvero, dopo la prima attivazione, passato un po’ di tempo, le offerte scemano, i prezzi rincarano e ad ogni richiesta il cliente si vede rispondere con un secco “no, spiacenti, sono promozioni utili e gratuite solo per coloro che effettuano la portabilità”. I clienti “fedeli” si vedono, così, passare sotto al naso tutte le offerte più vantaggiose fino a quando stanchi scelgono di cambiare. Soprattutto i più pigri, rimandano il più possibile, e quando proprio sono stanchi, dell’ennesima ricarica finita troppo velocemente o di una risposta poco garbata di un operatore del call center, cominciano la ricerca della nuova compagnia telefonica fidandosi della tariffa più vantaggiosa. Certi di aver trovato l’offerta migliore del momento acquistano la nuova Sim, convinti che il cambio sarà definitivo. Ma a questo punto il vecchio gestore, proprio come un amante abbandonato, riparte alla carica. Telefonate di stupore, anche dopo mesi che ci si rifiuta di ricaricare, vengono accompagnate da una scatola di cioccolatini in una mano e di rose nell’altra…ovvero tutto quello che un istante prima era sicuramente impossibile ottenere non solo diventa possibile, ma le offerte superano anche le aspettative più rosee: Ricariche gratuite, offerte, le stesse agevolazioni della nuova tariffa scelta e via dicendo. E quando ci si convince a restare la contesa non è però finita, perché ovviamente riparte alla carica anche il nuovo gestore, con le ulteriori controproposte.

E’ ovvio, molti finiscono per trarne non pochi vantaggi, e se le compagnie telefoniche se lo permettono è naturalmente perché il margine di guadagno è ovviamente ben più alto di quanto vogliono far credere. Ma la domanda di base è sempre la stessa, tanto nei rapporti personali quanto in quelli commerciali, è necessario arrivare allo scontento della controparte per correre al riparo?

Se il fine non è quello di produrre un numero illimitato di Sim che restano inutilizzabili, non sarebbe più facile accogliere richieste banali come il cambio gratuito di un piano telefonico o l’invio di un’offerta da poco conto, per sottolineare la cura della fidelizzazione? Insomma se esistono questi call center basterebbe far registrare le richieste del cliente per sapere come muoversi meglio accontentando l’altro con perdite molto più limitate. Ovvero non è meglio tornare più spesso con un mazzolino di fiori o con un oggetto che se pure di poco conto si sa far piacere all’altro, piuttosto che aspettare la minaccia di lite e separazione per correre a comprare fasci di fiori e diamanti?