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Se fossi una matita

Siamo quasi a fine anno e approfittiamo un po' tutti per fare grani pulizie nei nostri pc in questi giorni di festa. Mentre cercavo di svuotare un po' la mia casella di posta elettronica ho scovato questa mail…

Dapprima l’ho letta con stupore, non ne ricordavo il contenuto ed apparteneva ad una d i quelle che giungono con mille altri indirizzi, poi scorrendo le righe non ho più pensato a come fosse giunta, ma a come mai dopo tanto tempo on solo non l’avessi cancellata, ma si fosse aperta per caso cancellando una pubblicità che la precedeva…

E’ ovvio che il mio pensiero sia andato a mia nonna che pur non avendomi potuto seguire più da anni nei miei studi, è stata colei che tanto si è impegnata, tanto ha dato perché, pur non sapendo che si trattasse di dislessia la mia, era certa che con l’impegno e lo studio tutto avrei potuto superare.

Per questo vorrei dedicare questo scritto a mia nonna che tra le primissime persone che mi ha insegnato a tenere in mano una matita tentandomi di farmi comprendere quanto possa essere speciale qualsiasi matita se le si da il giusto valore.

LA STORIA DELLA MATITA

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera.

A un certo punto, le domandò:

“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.”

La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:

“E’ vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”

Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.

“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”

“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo. Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. ‘Dio’: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la sua volontà.

Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E’ un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita.

Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.

Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato.

Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.

Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.

Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.”

(Paulo Coelho)

Buon Natale a tutti i nonni e a tutti i nipoti, a tutti i genitori e a chi riesce a farsi un po’ matita…

Marìca