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Le frasi da evitare quando un esame volge al peggio

Sarebbe buona norma presentarsi sempre preparati ad ogni prova, ma se così non fosse.....

Se per qualsiasi motivo non vi siate preparati bene e presentandovi ad una prova le cose non dovessero volgere al meglio evitate frasi che cerchino di muovere a compassione il docente come:

1. La prego Prof. È il mio ultimo esame…

Il professore tende ad irrigidirsi quasi sempre a questa esclamazione, perché se si tratta di un esame difficile si sentirà quasi “ricattato”, e difficilmente le persone che si sentono ricattate rispondono benevolmente. Se invece si tratta di un esame sufficientemente semplice il docente si innervosirà ugualmente avvertendo una volontà di sminuire la sua materia e di dare per scontato che tanto anche non studiando l’esame ve lo sentivate già in tasca.

2. Non sapevo che ci fosse questa parte in programma…

Questo atteggiamento denota immediatamente poca accuratezza e sciatteria nella preparazione. Non sa chi non vuole sapere. Se mi sto preparando per la partenza di un viaggio che desidero molto, non posso certo arrivare in ritardo all’aeroporto dichiarando “mi scusi non sapevo a che ora partisse il volo”. L’esame è un viaggio che si affronta almeno in due, le regole del gioco si conoscono dal principio e se qualcosa non è chiara meglio chiarirla prima di cominciare, se no le brutte sorprese sono in agguato.

3. Pensavo che questo argomento non fosse importante…

Se vi viene detto che state andando nella direzione sbagliata, le vostre considerazioni non servono ad altro che sottolineare quanto foste fuori strada. Gli argomenti d’esame non sono opinabili, e non siete voi che potete giudicare il grado di importanza.

4. Mi può fare un’altra domanda?

Se a seguito di una domanda che dimostra che non avete studiato una buona parte del programma meglio chiedere scusa, visto che siete voi in torto e aspettare che cosa vi viene proposto dal docente, semmai cercando tra i vostri ricordi un argomento che pensate di poter padroneggiare, nel caso in cui vi venga fatta una domanda a piacere.

5. Per me è uguale…

Se il docente avesse deciso di darvi una seconda possibilità e vi chiedesse una domanda a piacere non rispondete per nessun motivo in questo modo. Date l’idea che qualsiasi cosa vi chieda la sapete in maniera mediocre e che comunque non c’è nessuna parte del programma che vi abbia veramente coinvolto. Nessuno è felice di sapere che gli argomenti che lo interessano tanto da farne i capi saldo della propria vita non interessano al proprio interlocutore.

6. Prof. Sono qui solo per l’idoneità…

L’idoneità è una delle trovate della nostra Università, sul lavoro corrisponde un po’ a chi dice l’importante è portarmi a casa il pane con il minimo sforzo. Nessun datore di lavoro sarà felice di assegnare un incarico a qualcuno che non prenda a cuore il proprio impiego e comunque non lo assegnerà a qualcuno che ha meno competenze, se proprio non può fare diversamente tutt’alpiù lo affiderà a chi dimostra il minimo delle competenze necessarie. Quindi non giustifica un’arbitraria riduzione di programma o di preparazione.

7. Rispondere alla domanda con un altro argomento

Tergiversare da l’idea precisa che l’altro non sappia quello che stiamo chiedendo. Se non siete certi cominciate sondando lentamente il terreno, create un buon cappello e createvi degli agganci molto solidi che rendano naturale lo spostamento da un argomento ad un altro. Saper spaziare è molto apprezzato, non rispondere appropriatamente molto meno.

8. Non polemizzare

Un po’ dipende dalla propria natura, un po’ viene accentuato dall’essere profondamente coscienti o che non si è preparato bene l’argomento (senso di colpa) o al contrario di averlo preparato veramente bene e non sentirsi giudicati adeguatamente (ingiustizia). In ogni caso è da evitare. Anche se il professore/datore sta veramente sbagliando rispondere e polemizzare non vi porterà a migliorare la vostra posizione e se le cose non dovessero volgere al meglio sarà più facile ricordarsi di voi la prossima volta. E soprattutto sarebbe meglio tacere perché molto spesso chi ci sta di fronte ha potuto cogliere degli aspetti che noi fatichiamo a comprendere e quello che a noi può sembrare un’inutile pizzicata potrebbe essere un consiglio prezioso per quella ed altre occasioni.