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Problemi con i vicini? La condivisione fa scemare la rabbia

Quante volte vi sarà successo di organizzare un festa e di pensare al vicino brontolone sperando che non vi venga a suonare nel cuore dei festeggiamenti?

La vita di condominio si sa è un gran bel allenamento alla condivisione e alla tolleranza, ma nonostante tutto in ogni condominio che si rispetti c’è il vicino brontolone, il petulante e l’intollerante però è anche vero che piccoli nostri comportamenti potrebbero smussare un po’ queste difficoltà.

Infatti, molto spesso tutto nasce da una mancanza di condivisione o dal sentirsi isolati da situazioni che in cuor nostro alla fine ci farebbero piacere. Chi rimane a casa e comincia a sentirsi invadere da rumori attigui facilmente rischia di innervosirsi, sia perché potrebbe trovarli esagerati, sia perché semmai non si sente bene, moralmente o fisicamente e quindi non in condizioni ottimali per accettare che altri gli si stiano divertendo.

Sicuramente la mossa più sbagliata è mostrarsi infastiditi se l’altro si presenta alla porta chiedendovi (anche se innervosito) di abbassare il volume dello stereo. E’ vero che entro le 24.00 si può fare rumore, ma non è il caso di ribattere legge alla mano se è un accordo che si vuole cercare. Siate accondiscendenti e chiedete scusa, rimandando semmai al giorno dopo le motivazioni e le scuse per non aver prevenuto prima, semmai presentandovi con una bella fetta di torta.

Ma in ogni caso tenete anche ben a mente che se i vicini sono più o meno coetanei sarebbe carino porte intavolare un rapporto tale da invitarli (ed è un modo sicuro che vi garantisce che non vengano a suonarvi a metà festa per rovinarvela). Se così non fosse non dimenticate comunque di avvisarli semmai chiedendo loro di scusarvi anticipatamente per il rumore che arrecherete e che cercherete di fare in modo di dargli il meno fastidio possibile…e dulci si in fundo (ma appuratevi prima che non sia diabetico) non dimenticatevi comunque di portategli l’indomani una fetta di torta. Si è sempre più disponibili a scusare l’altro se si conoscono le motivazioni di quello che fa e se sa porgerci le scuse in modo “dolce”.