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Quando si può parlare di vera americanata?

Oramai la parola americanata è associata ad un avvenimento o ad un film che ha dell'assurdo o che nasconde delle esagerazioni che vanno oltre le aspettative della realtà.

In linea di massima il cinema americano ci ha abituati al lieto fine sempre e comunque, e da ogni dove si cerca di imitarli, eppure c’è qualcosa che fa percepire la differenza tra l’americanata “originale” e quella “taroccata”, che come tutte le imitazioni, viene accolta molto peggio.

Nella vera americanata le 3 unità aristoteliche (tempo-luogo-azione) non solo vengono, ma devono essere infrante.

I personaggi devono assolutamente essere molteplici, sebbene spesso il titolo si incentri su uno solo.

La storia attraversa un lasso di tempo di 1 o addirittura più vite e/o generazioni.

Non esiste la possibilità che tutto si svolga all’interno dello stesso luogo (quello diventa genere impegnato!!!) ma molto spesso neanche all’interno della stessa città e diciamocelo molto meglio se su continenti diversi.

Ma tutto funziona se è ben innaffiato di una valanga di soldi, che mai o quasi si vedono o se ne se ne sente parlare, ma sono indispensabili per giustificare tutto l’abbigliamento di marca, le macchine sportive, i costosissimi spostamenti le peripezie per raggiungersi e sconvolgere la vita propria e dell’altro…

La percezione dell’irreale è quella che ci fa vivere l’americanata come la favola per adulti, quella che anche se ci piacerebbe accadesse anche proprio a noi, in realtà sappiamo che è veramente irreale, e per tanto ci strappa sempre un sorriso, ironico o beffardo che sia.

L’americanata “taroccata” invece ha un gusto un po’ più amaro, perché ha in se tutti gli elementi della “originale” con una lieve ma sostanziale differenza, la spasmodica ricerca di un attaccamento alla realtà che non esiste. Alla fine c’è sempre una morale che sembra dichiarare questo “sarebbe potuto succedere veramente a te”, e basandosi, però, su elementi del tutto irreali, fa arrabbiare.

Se è vero che “niente è impossibile” è altresì vero che nessuna scuola di pensiero sarà disposta a dimostrare che senza presupposti e senza lavorare nella direzione di quello che si desidera le cose accadano. Una sorta di “tutto sceso dal cielo” amareggia perché si percepisce come una presa in giro, cosa che si fa più reale quando sono, non tanto le barriere sociali quanto quelle culturali ad essere implicate. Il vecchio buon detto “mogli e buoi dei paesi tuoi” ha sicuramente un fondo di verità…il livello di partenza costituisce la base sulla quale costruire le fondamenta della propria vita, se queste non saranno pareggiate si rischia di creare una torre di Pisa, ma allora ci vuole molta maestria e enorme fortuna perché le cose restino in piedi…certo è molto più seducente essere una torre di Pisa piuttosto che un solido villino…ma durante i terremoti, che mai mancano nella vita reale di tutti, è sicuramente più sicuro quest ultimo.

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