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Osservare

Dopo la diffusione della PNL aumentano sempre più i telefilm che incentrano le loro trame sull'importanza di saper osservare e svelare i segnali della comunicazione non verbale. Tra le regole principe sicuramente l'osservazione riveste un bel ruolo.

Saper osservare è la capacità di base di qualsiasi buona comunicazione. Rendersi conto dei micro segnali (mani che si poggiano discretamente su una parte dolorante, sorriso forzato, grado di calorosità dell’abbraccio di un saluto) permette di evitare errori marchiani. Infatti anche se ormai è diventata un’abitudine salutarsi baciandosi e abbracciandosi, e per quanto sia educato salutare tutti i membri di un gruppo allo stesso modo, semmai più o meno caloroso, non è mai un’arma vincente, per migliorare i rapporti cercare di forzare le cose, nel caso qualcuno non vi saluti, farglielo notare aumenterebbe l’imbarazzo, meglio porsi discretamente in una posizione strategica, semmai tra due persone che sapere vengono salutate sempre.

Ma anche osservare con discrezione particolari dell’abbigliamento o della postura vi può dare delle indicazioni essenziali su chi avete di fronte. Qualcuno particolarmente trasandato è facile che abbia una cattiva autostima e difficoltà di accettazione del proprio corpo, ma questo non garantisce che si tratti di qualcuno di particolarmente remissivo, anzi è probabile che si tratti di qualcuno che aspetti il momento favorevole per godersi la propria rivincita, esercitando semmai il potere su qualcuno, meglio se attraente e subordinato al suo potere. Se scorgete invece dei segni di dolore, o ancor più vi confidano di non sentirsi bene, fate attenzione a quello che state per dire. Le persone diventano più insofferenti e sicuramente meno accoglienti quando non si sentono in forma e sentono mancare le forze, semmai meglio se entrare in rapporto intuendo di cosa si tratta ed aiutandolo a sentirsi meglio, semmai anche a trovare il modo perché l’argomento di discussione non sia esclusivamente il dolore. Se non avete una cura infallibile, che probabilmente avrà già tentato l’interessato, allora meglio non ricordargli costantemente all’altro cosa lo affligge. Distrarre la mente, che è la centralina alla quale arrivano i segnali di tutte le sensazioni che proviamo e decodifica gli impulsi, da quello che sta diventando il chiodo fisso è un modo più efficace per aiutare ed entrare in contatto con l’altro, specie se fate in modo che sia l’altro a introdurre un altro argomento interessante.