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La comunicazione

Domanda

Ciao! sono galloway collega di bibliomania. Gradirei sapere se pensi che, a distanza di tanti anni, non sia ancora valido ciò che diceva McLuhan "the medium is the message". Noi siamo "come" comunichiamo: cellulare, libro, TV, radio, etc. Grazie per l'attenzione e buon lavoro! Antonio

Risposta

Caro Antonio,

ti ringrazio per avermi dato href="http://guide.supereva.com/comunicazione/interventi/2005/04/206431.shtml">l’occasione
di riflettere e trattare un argomento che mi aveva già incuriosito quando, nella
tua guida, avevi pubblicato un sondaggio relativo.

In quella occasione confesso che rimasi più
"confusa che persuasa" perché personalmente non mi ritrovavo in un unico media,
essendo avezza ad utilizzarne molteplici e mi aveva spinto a cercare di
elaborare una mini-casistica volta a scoprire quali fossero i media che
realmente utilizzo e con quale frequenza e cercare poi di fare un paragone con
quelli preferiti da chi mi circonda.

Per questo la tua domanda, particolarmente
gradita, mi spinge a rispondere analizzando due elementi diversi : la validità
della teoria a distanza di poco più di 40 anni e la mia umilissima opinione in
merito.

Per il primo punto, in realtà, al di là della
teoria specifica, credo che la validità o meno del pensiero di autori di tale
spessore come McLuhan (tra l’altro spesso confrontato a Platone) non abbiano un
tempo ed un luogo. Sono persone capaci di interpretare parte del pensiero
universale e come tale, se dei particolari possono non trovare una perfetta
corrispondenza nei cambiamenti storici, l’intuizione di base non viene in alcun
modo inefficiata dal tempo e dagli sviluppi.

Nella fattispecie non credo che oggi o in un
futuro vicino e/o lontano l’essere umano sarà mai capace di creare uno strumento
o un media se preferisci che non condizioni il nostro tipo di comunicazione. Se
così fosse, non esisterebbe più alcun media. E’ la presenza stessa di un
elemento esterno a noi (media) a imporre le regole del gioco.

Infatti, per esplicitare la seconda parte della
risposta, ovvero la mia opinione, credo sia sufficiente prendere in
considerazione un esempio di scelta comunicativa. Ovvero se decido di scrivere
una lettera, piuttosto che telefonare, posso anche nutrire nel corso dello
scritto il desiderio di vedere o farmi vedere dall’altro, ma più che incollare
delle foto, l’immagine e tanto meno l’immagine dell’immediato del "qui ed ora"
(come affermano i Maestri orientali) non potrà essere fermata. E la scelta della
lettera non sarà sicuramente casuale, al di là che io voglia comunicare una
buona o una cattiva notizia è lo scrivente che si impone al centro della
conversazione, negando il diritto di replica nell’immediato all’altro, che
intanto si ritrova (nel bene e nel male) a "subire" la comunicazione e solo in
un secondo momento può scegliere di rispondere e il mezzo.

Quindi mi sento fondamentalmente concorde con le
teorie di McLuhan, anche se preferisco tener presente che diversi elementi della
sua teoria sfuggono se passati attraverso quello che è diventato l’assioma "the
medium is the message". Se è vero che noi siamo come comunichiamo è altresì vero
che sono molto rari i casi di persone che comunicano sempre e solo con un unico
mezzo con tutto e tutti coloro che costituiscono le loro singole realtà. I media
utilizzati sono molteplici e quindi anche la comunicazione si fa molteplice e se
è vero che chi sostiene che "gli strumenti in sé non sono né buoni né cattivi, e
che la loro bontà dipende dall'uso che se ne fa, non tiene conto della natura
del medium"
(http://lgxserver.uniba.it/lei/personali/pievatolo/platone/luhan.htm#nuova) è
altresì vero che chi immagina una persona fare un uso esclusivo di un solo tipo
di strumento in realtà non tiene conto della natura molteplice dell’essere
umano.

Per "McLuhan, infatti "Solo un artista autentico
può essere in grado di fronteggiare impunemente la tecnologia, proprio perché è
un esperto consapevole dei mutamenti che intervengono nella percezione
sensoriale".
(http://lgxserver.uniba.it/lei/personali/pievatolo/platone/luhan.htm#nuova) per
me ogni essere umano è un artista autentico e comunica esattamente quello che
vuole comunicare al di là della volontà razionale, la differenza consiste solo
nell’aver sviluppato la consapevolezza di questa volontà piuttosto che la
pratica "selvaggia".

Spero di aver risposto alla tua domanda e
soprattutto di aver fornito qualche spunto per te o per quanti altri desiderino
riscontrare le reciproche opinioni su un argomento che è talmente vasto e
molteplice da essere impensabile possa risolversi nell’arco di un intervento.
Per quanto mi riguarda, i punti da trattare ed approfondire sono sicuramente
molteplici e oltre ad avermi permesso di regalarmi un momento di riflessione, la
tua richiesta mi ha fornito lo spunto per l'intervento "Dimmi come comunichi e
ti dirò chi sei" (parte prima).

Grazie

Marìka

Se l’argomento vi ha appassionato per bervi
approfondimenti su McLuhan potete cliccare su href="http://news2000.libero.it/webmagazine/6966.jhtml">http://news2000.libero.it/webmagazine/6966.jhtml, e
http://lgxserver.uniba.it/lei/personali/pievatolo/platone/luhan.htm#nuova
o, se "tollerate" l’inglese, direttamente sul suo sito ufficiale href="http://www.marshallmcluhan.com/">http://www.marshallmcluhan.com/.

Se poi volete saperne molto,
ma molto di più allora vi consiglio di recarvi in libreria e
cercare :

-La luce e il mezzo. Riflessioni sulla religione

-Gli strumenti del comunicare

-La cultura come business. Il mezzo è il messaggio

-Media e nuova educazione. Il metodo della domanda
nel villaggio globale

-Percezioni. Per un dizionario mediologico

-Le radici del cambiamento. Platone, Shakespeare e
la Tv

-Dal cliché all'archetipo

-Il paesaggio interiore

-Il punto di fuga

-La sposa meccanica

-L'uomo e il suo messaggio, le leggi dei media, la
violenza, l'ecologia, la religione

-Corrispondenza (1931-1979)

-La galassia Gutenberg. Nascita dell'uomo tipografico

aga*** - 15 anni e 7 mesi fa
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