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Nel 2007 si conferma una crescita oltre il + 40%

In Italia, però, ancora oggi la maggior parte delle aziende sul web “piluccano”.

– La crescita del digitale nel 2007 si conferma molto sostenuta (+41,5%) rispetto al 2006 e vi sono le premesse perché il 2008 si sviluppi con tassi sostanzialmente analoghi. Ad affermarlo, nel corso della seconda giornata dello IAB Forum di Milano, è AssoComunicazione, associazione che riunisce 174 imprese della comunicazione.

I mezzi digitali e interattivi conquistano una quota sempre più importante nel mix di comunicazione e nella creazione di nuove strategie di relazione. Internet si afferma anche in Italia come mass medium nonostante le differenze riscontrate rispetto ad altri paesi europei. Queste le conclusioni del convegno Iab-AssoComunicazione che ha visto l’alternarsi di approfondimenti istituzionali ai dibattiti tra aziende e operatori di settore sulla struttura del mercato.

L’On. Ministro Paolo Gentiloni, in collegamento da Porretta Terme, ha aperto il convegno sottolineando l’impegno crescente anche da parte delle istituzioni, nel garantire il diritto di accesso universale alla rete, quale elemento fondamentale per l’accelerazione e lo sviluppo del mercato digitale del paese.

Nel corso della conferenza è stata presentata da Enrico Gasperini, Presidente Audiweb e della Consulta Digitale di AssoComunicazione, il nuovo impianto di ricerca Audiweb, progetto rilanciato sei mesi fa e che si ritiene strategico per attivare ulteriormente il mercato. Il sistema si basa su una grande ricerca di base, su rilevazioni panel e censuarie, che saranno integrate per dar luogo a un nastro di pianificazione che sarà fornito agli operatori nel corso del 2008.

In base alle proiezioni presentate da Roberto Binaghi, Presidente del Centro Studi AssoComunicazione, il comparto digitale acquisirà nel 2008 una quota intorno all’8% sul totale degli investimenti pubblicitari, contro il 6,3% alla fine di quest’anno e il 4,6% a chiusura del 2006, a quota 2008. Sarà quindi in linea con un prospettico 10% nel 2010.

Nella sua analisi Binaghi ha illustrato i numeri di un “turnover” abbastanza alto tra gli investitori pubblicitari sul digitale e ha evidenziato come “esiste in Italia un piccolo nucleo di aziende che fa investimenti pubblicitari sui nuovi mezzi in maniera stabile. Alcuni player nel settore della finanza, delle tlc e dell’automotive hanno ormai una consapevolezza matura sulle potenzialità della rete, ma una fetta maggioritaria di aziende fa soltanto assaggi. ‘Pilucca’ il mezzo senza continuità non riuscendo a misurare bene i risultati. E’ normale che in questa fase – ha spiegato il responsabile del Centro studi Assap - ci si avvicini al nuovo mezzo con cautela e che assistiamo a sperimentalismi non perfettamente compiuti ma la scommessa di chi fa comunicazione pubblicitaria è proprio quella di stabilizzare questo grande parco di aziende”.

Il settore che crede di più nella pubblicità digitale è indubbiamente quello delle “telecomunicazioni”, che assorbe il 15% del totale degli investimenti. Seguono il settore della “finanza” (14%), dei “servizi business” (11%) e dell’ “automotive” (10%). L’ “information technology”, invece, non va oltre il 6%. Secondo i dati Nielsen citati da AssoComunicazione, i settori che generano maggiormente la crescita del comparto sono in primo luogo le “telecommunication” e, nell’ordine, l’”automotive”, i “servizi business” e la “finanza”.

“L’online – ha detto Enrico Gasperini Presidente Audiweb e del Comparto Digitale di AssoComunicazione – è ormai un mass-media e sta conquistando progressivamente quote sempre più importanti nel mix di comunicazione, è un mercato che non è diventato maturo e che, a giudicare dall’importante panel di aziende presenti al convegno nell’anno prossimo continuerà a crescere in modo significativo.

“Il consumatore-prosumer – conclude Marzia Curone, Presidente Settore Direct AssoComunicazione – vuole interagire, costruire e inventare a favore della marca. La collaborazione dei clienti, o collaborazione di ‘massa’, cambia ogni cosa. Cambia atteggiamenti, approcci, linguaggi e modalità. E’ il mondo della ‘economia partecipativa’, wikinomics, il segreto attorno al quale ruota il futuro dell’impresa che sa riconoscere nel proprio cliente una risorsa e un partner, costruendo valore”.