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Divieto di Fumo

Negli spazi e ambienti condominiali vale il divieto ?

Com’è noto, il divieto di fumare è previsto nei locali privati che sono “aperti ad utenti o al pubblico”.

Il problema nasce, appunto, dal significato attribuibile al termine “utente”.

Il “Battaglia”, il più autorevole vocabolario della lingua italiana, dice che l’utente è “chi usufruisce di un bene o di un servizio erogato da un Ente pubblico o privato”; cioè, in pratica, è utente che usufruisce di un contratto di somministrazione, p.e, : l’utente dell’ENEL, del gas, dell’acqua, e così via.

Si potrebbe, quindi, affermare che al Condominio non è applicabile il divieto di fumo in quanto non eroga alcun servizio, e quindi, i frequentatori dei suoi locali non si configurano quali “utenti”.

Per chiarire l’enigma sia La Confedilizia (Associazione dei Proprietari di case) sia l’ANACI (Associazione degli Amministratori) hanno rivolto uno specifico quesito al Ministro della Salute che ha risposto, in data 24 gennaio u.s., con nota 1505.

La nota Ministeriale riferisce che

“Le disposizioni dell’art. 51 della legge 16/01/03 n. 3 hanno una portata ampia e generalizzata del divieto di fumare ad esso conseguente, che, in pratica, interessa indistintamente tutti i locali chiusi, con particolare riguardo ai luoghi di lavoro…… La piena applicazione della nuova disciplina, ispirata al principio della tutela della salute dei non fumatori nella prospettiva generale di salvaguardia della salute pubblica, comporta l’applicazione del divieto di fumare anche nei locali comuni chiusi dei CONDOMINI per l’indubbia esigenza di garantire in essi la tutela della salute del fumo passivo. “

Si afferma, inoltre, che tali spazi (androni, scale, ecc.), non possono essere equiparati ad una abitazione privata in quanto frequentati da condomini ed altri soggetti-utenti (portinai, addetti alla manutenzione dei vari impianti, alla consegna della posta, ecc.) che svolgono in essi la propria attività lavorativa e ai quali deve essere estesa e garantita la tutela prevista dalla legge.

In questi locali, quindi, dev’essere applicato il DIVIETO DI FUMARE.

Da ciò deriva per l’Amministratore sia l’obbligo di apporre in essi i prescritti cartelli di DIVIETO sia la responsabilità della vigilanza sull’osservanza del divieto medesimo.

I Condomini e chiunque altro, quindi, riscontrando il mancato rispetto della norma, sono facultati a richiamare all’osservanza del divieto i trasgressori e, in caso di inadempienza, segnalare alle autorità competenti tale comportamento.

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