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Speciale Carnevale

Carnevale anno 1957 - Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri "Genco" ALTAMURA (BA)

Gli alunni della predetta Scuola (n. 300 circa), su iniziativa ed organizzati  dall’esimio, indimenticabile ed eccezionale Professore di “Lettere” Antonio Piccininni, coadiuvato da uno scelto ed attivo gruppetto
di studenti diretti dal sottoscritto, mettono in scena la famosa poesia di Lorenzo dei Medici “Il trionfo di Bacco e di Arianna” di seguito riportata.
L’ultimo giorno di Carnevale, pertanto, dopo laboriosi preparativi, per le vie di Altamura (BA), sfila il corteo carnascialesco composto dal carro di Bacco e Arianna (… l’un dell’altro ardenti…) seguito dal vecchio Sileno a cavallo di un asinello (…”soma” cadente che non si regge in piedi…) il quale, non volendosi privare delle gioie del carnevale, ride e gode tuttavia; il carro di Re Mida vien dietro (…che ciò che tocca oro diventa…) che si chiede : a che vale accumulare tesoro se poi l’uomo non si contenta ?
Il corteo e i singoli carri sono preceduti, seguito ed attorniati da quasi tutti gli studenti della Scuola mascherati e raffiguranti le ninfe e  satiretti (…ebbri e riscaldati dal vin di “Bacco”…) che suonano e
cantano allegri e spensierati.
In coda al corteo v’è un carro sul quale vi sono due studenti vestiti da paggetti e un complesso musicale pure formato da studenti mascherati che suonano in continuazione allegri inni e canzonette che mettono brio e allegria ai  i partecipanti.
Quando la sfilata sta per giungere in una piazzetta o spiazzo, il carro musicale sorpassa rapidamente il corteo e raggiunge in anticipo tale largo sistemandosi a lato del medesimo e mentre sfilano i carri allegorici, i “paggetti” declamano alternativamente le strofe dell’allegra poesia che è un inno alla spensieratezza ed è l’invito ad afferrare l’oggi senza preoccuparsi del domani in quanto quel che deve accadere, accadrà, indipendentemente dalla volontà di ciascuno per cui suggerisce il facile abbandono alle gioie della vita sottraendosi ad ogni relativa preoccupazione.
Mi piace ricordare questa istruttiva iniziativa che mi ricorda un evento felice che mi ha fatto tanto divertire.
L’evento, inoltre, riporta alla mia mente e mi fa anche virtualmente  rivivere la mia bella spensierata giovinezza.
Nel corso degli anni della mia vita vissuta non mi è mai più capitato sapere che altre scuole o gruppi giovanili abbiano replicato tale sceneggiatura in Carnevale, per cui ho creduto opportuno raccontare la mia esperienza con la speranza di suscitare un certo interesse nei giovani a ripetere l’iniziativa.

Trionfo di Bacco e di Arianna
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Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arianna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.

Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;

or da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro
da lor esser ingannate:
ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;

se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altri poi non si accontenta?

Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non c’è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi sian, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;

ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!

Non fatica, non dolore!
Ciò c’ha esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

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