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Venerdì Santo

Le manifestazioni della pietas confraternale sono in pieno svolgimento. Non sono fatti devozionali limitati ad alcune aree geografiche né solo memoria storica. Tutto ruota attorno alla Croce, simbolo di morte e di vita. I segni usati alternano il dolore alla speranza, lo sconvolgimento dell’ordine delle cose con la nuova prospettiva data dalla risurrezione.

I contenuti del Giovedì e Venerdì santo si compenetrano a vicenda, come si è già detto in altri interventi, cosicché:

- a Venaus (TO) ieri pomeriggio si è svolta una antica ed originale processione rievocativa della Passione;

- per le vie del centro storico di Genova ieri sera si è svolta la “visita alla sette chiese”, a cura delle Confraternite cittadine, che compiono l’adorazione al Sacramento Eucaristico in tono penitenziale (com’è nelle loro origini) ossia senza alcun apparato se non la croce coi simboli della Passione (senza l’immagine del Cristo crocifisso) e senza altri paludamenti se non il semplice abito confraternale senza mantelline o altri annessi. E’ da ricordare che gli altari della reposizione, nel Genovesato costituiscono un vero e proprio fenomeno artistico (un po’ come il Lombardia per gli altari delle Quarantore), oggetto di studio da parte dei cultori dell’arte e della sua conservazione;

- stamattina è rientrata la processione cominciata alle 23 di ieri sera a Jelsa (Croazia) che ha toccato 6 parrocchie limitrofe per un percorso di 22 km: “Le croci passano nella notte limpida. Passano gia da centinaia di anni come il simbolo della tradizione e fede. Passano per gli stessi sentieri, le stesse colline. I secoli non hanno diminuito il loro fascino o il loro significato profondo” (Barban, di R. Kupareo, 1943).

La processione più antica che, a quanto è dato sapere, si compie in Italia il Venerdì Santo, è quella di Orte (RM), organizzata dalle Confraternite Riunite.

Un’altra imponente processione che ha più di mille ani di vita si celebra a Civitavecchia (sempre RM), a cura della locale Confraternita del Gonfalone.

A Romagnano Sesia (NO) la Confraternia del Santo Enterro (= sepoltura) organizza una Sacra Rappresentazione che nel tempo ha assunto tale rilevanza al punto che il Governatore della Confraternita ha, nel giorno di oggi, autorità anche civile sulla comunità.

Nella vicina Svizzera italiana, a Mendrisio, ieri e oggi si svolgono due importanti cortei storico-religiosi che da una parte hano una loro precisa valenza simbolico-devozionale, dall’altra dimostrano (a livello organizzativo) l’evoluzione che hanno avuto a partire dal seolo scorso quando la gestione passò dalle Confraternite ad un apposito comitato civile.

Per Corsica e Sardegna basta la parola … per la prima il rito più originale e ricco di contenuti sia interiori che esteriori è il “catenacciu”, per la seconda è probabilmente la processione “delle scale”.

In tutto questo panorama un solo nome basta per esprimere preghiera: il salmo 50, il Miserere. Ogni zona ha il suo, in rete ci sono solo degli “assaggi” audio … ma ovviamente questo non si può gustare telematicamente: la realtà che i riti di oggi celebrano è terribilmente profonda, non virtualmente descrivibile. Ecco perché l’excursus di questi giorni raggiunge il suo scopo -come indica la definizione di GuideSupereva- se si riesce a dare al navigatore l’informazione che chiede, per indirizzarlo al luogo dove il fatto si svolge, per farglielo vivere.