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Fiera … confraternale

Uno dei punti di forza delle confraternite fu il loro esser presenti nella società ed a favore dei bisogni del tempo e del luogo: essendo composte di persone residenti in loco, agendo sul territorio da cui avevano avuto origine o dove si erano insediate, sapevano individuarne i bisogni ed attivarsi per intervenire concretamente. Anche oggi è possibile “uscire dalla sagrestie” per fare sensibilizzazione in questo senso.

Sabato 25, domenica 26 e lunedì 27 giugno 2005 prossimi si tiene a Piano di Sorrento la 3° Fiera Contadina, il cui ricco programma si può scaricare dal sito della locale Arciconfraternita della Santissima Trinità.

Qualcuno si chiederà cosa c’entra un ente ecclesiale con una manifestazione profana ma se si riflette su quanto premesso all’inizio di questo intervento e sui contenuti della manifestazione segnalata, c’è da augurarsi che numerose altre confraternite abbiano la forza ed il “coraggio” di mettersi in piazza per fare promozione sociale oltrechè religiosa.

Ecco, nelle parole del Priore, Mariano Cappiello, i motivi ispiratori e conduttori dell’evento:

“La stretta iterazione tra tradizioni, territorio, attività socio economiche primarie ed ambiente è una realtà che nella zona collinare di Piano di Sorrento esplicita tutte le sue contraddizioni, ma anche le sue potenzialità sia in termini di sviluppo delle produzioni agricole tipiche che della fruizione del territorio e della sua cultura.

Il notevole risultato in termini di interesse riscosso, di afflusso di persone e di immagine, il coinvolgimento della popolazione locale e dei vari gruppi operanti all’interno della Parrocchia di Trinità e la sinergia fra generazioni diverse ottenuto dalla manifestazione Fiera Contadina (2^ edizione) dello scorso anno è una spia delle potenzialità dianzi citate e della necessità di riproporre un intervento di promozione del territorio, partendo dal territorio stesso e dalle sue peculiarità sociali e produttive.

L’Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, in collaborazione con le varie realtà parrocchiali, anche quest’anno intende organizzare in occasione della Processione della Beata Vergine del Rosario ai Colli di San Pietro (25-26-27 Giugno 2005 ), una manifestazione legata all’ambiente ed all’agricoltura con esposizione di prodotti tipici, nell’ambito delle attività sociali di codesto pio ente, di promozione dello sviluppo del territorio e di valorizzazione delle tradizioni collegate alle attività locali, proponendosi di realizzare quanto innanzi esposto affidandone la responsabilità tecnica al confratello Agronomo dr. Tonino Miccio.”.

Gli scopi di base di queste associazioni sono il culto -beninteso- ma anche la carità non disgiunta dalla cultura che può essere trasmessa e conservata, innanzitutto, con i segni della cultura materiale. E’ quindi notevole che tra gli appuntamenti della fiera in oggetto siano previste dimostrazioni e gare di manualità con utensili del territorio.

La manifestazione sorrentina non è un atto di culto e dunque non fa parte dei compiti istituzionali del sodalizio ma si segnala comunque per la presenza di tale ente accanto agli enti pubblici della società civile. Molti servizi sociali e di volontariato, ad esempio, vedono i loro precursori nelle confraternite, che li realizzarono per amor di Dio oltre che per spirito umanitario e/o corporativo, quando l’intervento delle strutture della società civile era ancora praticamente inesistente.

La pratica e l’esperienza confraternale definiscono l’esercizio di questi scopi, vi aggiungono il recupero dello spirito di penitenza e valorizzano i genuini recupero e promozione della religiosità popolare (una delle ricchezze delle Confraternite sono precisi simboli e riti che non sono reperti archeologico-storici ma precise consegne, cioè Tradizione, ossia strumenti per testimoniare e presentare Cristo e introdurne il Suo lievito nel mondo, NON semplici “tradizioni” nel senso di ripetizioni di atti, validi solo finchè qualcuno ha interesse o piacere di farli esistere. Se così fosse, sarebbe solo un fare museo, che è il rischio che molte confraternite finiscono per correre quando non vanno al dilà del semplice folklore (dove peraltro, per loro benemerenze storiche, si erano conquistate un degnissimo posto che meriterebbe anche oggigiorno una rivalutazione più elevata cominciando proprio dai diretti protagonisti).

Si produce crisi quando ciò che è vecchio non smette di morire

e ciò che è nuovo non smette di nascere (Bertolt Brecht)