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29 settembre: San Michele Arcangelo

Le Confraternite non potevano certo “trascurare” il capo delle schiere angeliche, tenuto conto che le principali vie di pellegrinaggio toccavano e toccano importanti luoghi a lui dedicati dove la presenza confraternale ha da sempre garantito culto e sua diffusione, nonché assistenza ai pellegrini.

Si può dire che questo intervento lo faccia direttamente la rete Internet: ecco quindi chi è San Michele, il luogo nella penisola del Gargano dove egli è apparso, uno dei luoghi di culto più originali del cristianesimo, luogo di pellegrinaggio dove fin dalla loro fondazione le confraternite si recano, ed a servizio del quale quelle lungo il percorso assicurano assistenza, favorendo la propagazione di questo culto biblicamente citato, e di tutta la rete di rapporti umani e religiosi che questa realtà cristiana sa portare e sviluppare.

Conseguentemente ecco i testi per invocarlo rettamente (altrimenti, nel panorama di indicazioni new-age, il Santo Arcangelo verrebbe affrontato in maniera idolatrizzante in nome di una non meglio identificata ricerca di spiritualità).

La segnalazione confraternale che ci interessa riguarda innanzitutto il luogo di culto a lui dedicato, ossia il santuario di Monte Sant’Angelo e di conseguenza la omonima “Confraternita” di San Michele che ha sede proprio presso il santuario stesso.

Questa volta il termine confraternita è tra virgolette perché leggendo nella relativa web-pagina ci si imbatte piuttosto nel termine “pia unione”.

Occorre precisare che giuridicamente l’antico diritto canonico poneva delle distinzioni tra le pie unioni (associazioni fondate per opere di pietà e di carità), i sodalizi (strutture simili alle prime, ma costituite come corpi organizzati) e le confraternite (fondate per rafforzare il culto pubblico). Nel diritto canonico recentemente riveduto si parla invece di associazioni “tout-cout”.

Fermo restando che quella in oggetto non può essere considerata una Confraternita dal punto di vista operativo (come si fa ad organizzare “in situ” migliaia di persone distanti geograficamente?), le si riconosce il titolo confraternale perché questo equivale a conferirle il mandato di culto pubblico in nome della Chiesa. Ossia non si tratta più di persone tra di loro isolate, accumunate da devozione personale, ma di un gruppo che prega in nome della Chiesa stessa anche se non in un unico, pubblico luogo ed atto di culto. Ma volendo usare l’invocazione da rivolgere a Dio quando si incensa l’altare, sarà il Signore che vorrà accettare le preghiere dei fedeli come incenso che sale a Lui: e San Michele Arcangelo provvederà a presentargliele, ad impedire che il diavolo le faccia sviare, e ad intercedere perchè siano esaudite.