Questo sito contribuisce alla audience di

LA “GRANDE SETTIMANA” E LA RISURREZIONE

L’appuntamento classico per le nostre associazioni si ripropone anche quest’anno secondo il calendario liturgico. Ferma restando l’impostazione penitenziale dei riti del Triduo Pasquale (Giovedì, Venerdì e Sabato Santo) occorre considerare il loro culmine, ossia la domenica di Pasqua: l’apostolo san Paolo avverte infatti che “se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”.

L’abbiamo detto e lo ripeteremo chissà quante volte ancora in futuro: la spiritualità confraternale é fortemente improntata alla Passione di Cristo. Tuttavia sarebbe fortemente limitativo fermarsi al Venerdì Santo. E’ assolutamente vero che Cristo si è fatto in tutto simile all’uomo (eccetto il peccato) e quindi il passaggio dalla vita terrena a quella eterna si è compiuto anche per il Dio-uomo attraverso la morte. Di conseguenza per richiamare un momento tanto terribile della vita come l’ultimo atto di essa, si è ricorsi secondo il gusto di ogni epoca a rappresentazioni degli ultimi, salienti momenti dell’esistenza umana di Cristo. Queste non sono solo rappresentazioni ma sacre rappresentazioni sia perché parlano del Signore e sia perché la parola “sacrificio” deriva dal latino “sacrum-facere” (= dare valore aggiunto a qualcosa, rendendola sacra per amore di Dio e/o del prossimo, decidendo di sopportare spontaneamente una attuale situazione difficile - una fatica, una sofferenza, una rinuncia, ecc. - in vista di una maggior realizzazione, pace e/o gioia che verrà).

Cristo sopportò volontariamente il supplizio della Croce per redimere l’umanità, e l’umanità redenta fa memoria e propone questa memoria al mondo anche attraverso l’ausilio di segni e simboli. Quindi, a cominciare dalla Quaresima, prima ancora di entrare nel vivo della settimana più importante per il Cristianesimo, vengono già state poste in essere delle azioni liturgiche penitenziali precise:

- l’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso presso la Basilica di San Marcello al Corso in Roma, organizza ogni anno il proprio sacro corteo per le vie del centro storico dell’Urbe;

- alcune Confraternite (ecco quel che succede a Sessa Aurunca dove, inoltre, Venerdì e Sabato Santo si può pure assistere in diretta -sul relativo web- alle Processioni dei Misteri che ivi si svolgono) tengono delle vere e proprie paraliturgie per scendere i gruppi statuari dalle nicchie in cui sono custoditi durante l’anno, ed esporli ai fedeli, usando tali simulacri -di fatto- per scopi di catechesi sulla Redenzione.

Un evento tutto particolare è la Settimana Santa di Taranto delle cui Confraternite ci sarà modo di parlare anche in altri interventi in materia confraternale.

Oltre a quanto già apparso a suo tempo su questa Guida e pure ad es. sulla Guida Campania, per ogni giorno della Settimana Santa, sono rimarchevoli due eventi del Venerdì Santo: la processione delle Macchine a Vercelli e la processione delle Casse a Savona.

Il Sabato Santo é considerato il giorno del silenzio e dell’attesa. E’ comunque la domenica di Pasqua che vede il culmine di questa serie di appuntamenti istituzionali, vere e proprie tappe dell’anno oltrechè del calendario liturgico, per molte Confraternite e per un numero ancor maggiore di loro iscritti, che considerano queste date come qualcosa di intimamente legato alla propria vita personale oltreché associativa. Come non ricordare allora:

- la “Madonna che scappa in piazza” a cura delle Confraternite di Sulmona;

- la processione del Cristo Risorto a cura della Confraternita savonese di San Domenico;

- le numerosissime processioni dell’ “incontro” tra la Madonna ed il Cristo Risorto, specie in Sardegna e Sicilia (eccone un piccolo “assaggio”).

Insomma, cominciando dal Mistero della Pasqua continuato nella domenica, in ogni domenica che è “Pasqua della settimana”, c’è la possibilità di fare esperienza della nascita a nuova vita in Cristo (e non a nuova vita per reincarnazione). In questo senso continuano a ripetersi ed a perpetuarsi gli atti confraternali e guai se dal rinnovamento secondo un’antica esperienza simile non derivassero frutti del genere: Cristo è vita, non “museo”! Farne memoria solo per motivi culturali equivale ad un cristianesimo ateo in cui la fede non trova spazio o comunque espressione (e quindi non produce effetto).

Dunque, nel segno della Risurrezione: auguri di cuore a tutti !

Fateci caso: la stagione lo consente ma a parte il meteo, si tratta di riti che si compiono all’aperto, perchè tutti li vedano e possano esservi coinvolti, perchè Cristo è morto e risorto per tutti e questo evento ha cambiato il mondo. Questa ricorrenza in diversi luoghi è definita Pasqua grande, quasi a sottolineare il suo ruolo di primo piano rispetto al Natale, detto Pasqua piccola (torniamo a chiamare le cose col loro nome: la “Pasquetta” NON è il Lunedì di Pasqua ma il giorno dell’Epifania, giorno in cui si dà l’annuncio della data della prossima Pasqua).