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MURCIA 14-18 novembre 2007: II° CONGRESO INTERNACIONAL COFRADIAS

L’anno pastorale appena iniziato è ricco di eventi che permettono almeno due precise riflessioni: da un lato è possibile mantenere la fedeltà alle origini di questo tipo di associazione senza trascurarne il rinnovamento, d’altra parte è doveroso guardare al futuro della religiosità e dell’azione socio-ecclesiale, quali i tempi contemporanei richiedono. Per riflettere e prepararsi a questi compiti, si svolgono importanti appuntamenti.

Sabato 10 novembre scorso Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza le Confraternite italiane. Non è la prima volta che accade, vedi ad esempio l’udienza alle Misericordie (10 febbraio 2007) e non sarà certo l’ultima poiché i recenti documenti ed interventi del Magistero (sia episcopale che Pontificio) rivalutano in modo del tutto particolare le forme più antiche di associazionismo laicale, in primis l’ “ordo” -intermedio tra il clericale ed il laicale puro- costituito dalle Confraternite, appunto. Il loro movimento torna a risaltare come tale proprio in virtù della loro identità. Ferma restando l’indubbia rilevanza che esse hanno avuto lungo i secoli nel gestire la religiosità popolare (che tuttavia non è il loro scopo specifico), il loro punto di forza è il mandato pubblico ed ufficiale che le autorità della Chiesa conferiscono loro. Questo elemento è fondante e sostanziale. Se si pensa che in passato non era così “facile” che delle organizzazioni di laici ricevessero incarichi ecclesiastici pubblici ed ufficiali, si può ben capire come i nostri sodalizi siano stati precursori dell’importanza di un laicato “adulto e formato nella fede”, tanto da riuscire a dimostrarlo in prima persona e da offrire garanzie di serietà nell’esercizio dell’apostolato, tali da ottenere loro il conferimento di detta missione. Sostanzialmente questo rinnovamento di consegna del mandato è emerso una volta di più dalle parole del Papa che ha ricordato pure che le Confraternite non sono però semplici società di mutuo soccorso oppure associazioni filantropiche, ma un insieme di fratelli che vogliono vivere il Vangelo nella consapevolezza di essere parte viva della Chiesa. I criteri che guidano il loro essere ed operare si riassume ancora una volta, quindi, nei requisiti dell’”evangelicità” e dell’”ecclesialità” che queste associazioni devono continuare a possedere e presentare per continuare ad essere scuole popolari di fede vissuta e fucine di santità, proseguendo ad essere nella società “fermento” e “lievito” evangelico e contribuire a suscitare quel risveglio spirituale da tutti auspicato (come non ricordare che in passato questi sodalizi ebbero un ruolo significativo nell’animazione temporale secondo lo spirito cristiano, in situazioni difficili come settarismi, discordie religiose e sociali, ecc.).

Ad appena pochi giorni di distanza, prende quindi avvio il II° Congresso internazionale Confraternite, che si terrà a Murcia (Spagna) dal 14 al 18 novembre, col patrocino del Pontificio Consiglio per i Laici. Il primo Congresso internazionale delle nostre associazioni si tenne a Siviglia nell’ultima settimana del 1999 e fu un evento di eccezionale portata, nel pieno del lavoro di rinnovamento secondo l’antica esperienza che era letteralmente decollato a partire dal Giubileo delle Confraternite tenutosi il 1.4.1984, durante l’Anno Santo Straordinario della Redenzione. Forse il Congresso presente non è o non sembra così “pubblicizzato” come quello precedente che aveva una impronta più pastorale mentre quello che si celebrerà in questi giorni a Murcia sembra maggiormente orientato verso i temi dell’arte e del suo impiego confraternale. In effetti il tema su cui si dibatterà in tre apposite sezioni durante le quali illustri studiosi (tra cui alcuni italiani) presenteranno le loro relazioni, è: Le immagini processionali: arte e devozione. Del resto, l’arte come simbolo destinato a produrre un determinato effetto è una necessità caratterizzante delle nostre associazioni nel concretizzare il loro scopo di culto.

La scelta della località non è casuale, Murcia celebra quest’anno il 3° centenario della nascita dello scultore Francisco Salzillo “testimone di un secolo dei cui sviluppi egli stesso fu forgiatore” come si legge nell’introduzione a questa commemorazione. A parte questo, il Comitato Scientifico preparatorio ha strutturato un attraente programma di alto livello culturale. Durante i giorni dell’incontro verranno affrontati temi senz’altro di interesse diffuso, non solo per “addetti ai lavori”, e quindi una serie di aspetti avvincenti sotto diversi punti di vista: dottrinale, storico, artistico, della conservazione dei beni culturali, ecc.-.

Come ben puntualizzato nella convocazione del Congresso, durante i lavori i diversi punti di vista saranno sviluppati partendo dal concetto di immagine processionale come plasmazione artistica dei valori religiosi, plasmazione artistica che si intende presentare alla società come manifestazione esteriore, tangibile, di Fede, e che serve da ponte tra l’uomo e Dio. Una processione è un atto che si tiene all’esterno di un luogo sacro proprio per annunciare col proprio muoversi che la Chiesa è in cammino per recare Cristo tra le case degli uomini. Una processione non è, infatti, una rievocazione storica (Cristo è vita, non museo!) e non è davvero mai stato previsto da nessuno, da nessuna parte, che tra i compiti delle Confraternite ci sia quello di “condecorare” (termine tutto da capire) le manifestazioni religiose con i loro notevoli apparati.