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SACRE SPINE

I giorni che precedono la Settimana Santa sono definiti “della prima settimana di Passione” e caratterizzati in alcuni luoghi da celebrazioni particolari tese alla meditazione sulla Passione e Morte di Gesù, accompagnate dalla venerazione di insigni reliquie come le Sacre Spine.

Come più volte fatto presente in precedenti interventi, la spiritualità confraternale tiene in somma considerazione i Misteri della Morte e Risurrezione del Signore, e ne ha sempre custodito con decoro i simboli. Questo aspetto assume un’importanza del tutto peculiare quando si parla di reliquie. In passato, certi orientamenti pastorali hanno messo un po’ in disparte la venerazione delle reliquie ma una cosa è certa, anzi fondamentale: esse sono portatrici di secoli di ferventi preghiere da parte della cristianità. La venerazione delle reliquie non è idolatria ma culto relativo ossia non riferito alla reliquia in quanto tale ma riferito al mistero o al santo che si venera.

Tra le reliquie della Passione di Cristo la più preziosa e venerata è senz’altro la Corona di Spine posta sul capo del Redentore prima della salita al Calvario, custodita nella cattedrale di Parigi, dove fu portata da san Luigi re di Francia nel 1239.

Nel corso dei secoli furono tolte non poche spine per essere donate a chiese, santuari ed enti di culto per ragioni meritorie particolari. Il privilegio della donazione toccò anche alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Vasto (Chieti) dove venerdì 14 marzo 2008 (primo venerdì di Passione, il secondo è il Venerdì Santo) la Venerabile Confraternita della Sacra Spina e Gonfalone rende solenne, annuale culto all’insigne reliquia di una di queste Sacre Spine, che essa custodisce da secoli (vedi i dati storici nel sito).

Sarà il Vescovo diocesano, mons. Bruno Forte a guidare la processione pomeridiana per le vie del centro storico. Il sacro corteo, accompagnato da tante altre Confraternite invitate per l’occasione, si snoda sulle note dello storico canto dell’ “Ave Spina”, inno proprio del sodalizio, composto appositamente per la venerazione di detta Reliquia.

A corollario della celebrazione avviene la presentazione del CD ”Perth” sul recente pellegrinaggio in terra d’Australia (visita alla comunità degli emigrati vastesi ivi residenti) con mostra fotografica sull’avvenimento.

Questo dimostra un aspetto forse meno evidente dello spirito confraternale, ma da non sottovalutare, ossia come sodalizi così carichi di storia, siano ancor oggi dei forti punti di aggreazione per gli appartenenti ad un gruppo (sociale, etnico, di categoria, ecc.), tant’è vero che lo storico G.G. Meersemann, autore del fondamentale “Ordo fraternitatis” definisce le confraternite come un vero e proprio “ordine” intermedio tra lo stato laicale e quello clericale.

Tra le Spine estratte dalla Corona, donate lungo la storia a diversi enti e luoghi di culto, sono presenti in rete: Barletta, Irgoli, Montone, Ariano Irpino, Pisa, Cagliari (l’ostensione qui ha luogo nell’Ottava dell’Assunta, e viene detta “Pasqua della Madonna”, per richiamare il legame tra morte e gloria, sia del Figlio di Dio che della sua SS.ma Madre), Andria e San Giovanni Bianco (in queste ultime due località l’ostensione delle Sacre Spine ivi conservate è periodicamente accompagnata da eventi soprannaturali che possono essere compresi solo con la fede sostenuta da solida preghiera).

I fenomeni soprannaturali che accompagnano in alcuni casi la venerazione delle Spine producono fioritura di piccole gemme bianche o comparsa di goccioline sanguigne. E’ solo il caso di ricordare (e qui ci possono aiutare solo i testi liturgici) che il Sangue di Cristo è sorgente di vita nuova (ecco spiegato perchè gli eventi citati non hanno una dimensione di morte -ancorchè di sofferenza- ma di testimonianza della nuova realtà di Dio: così si può affermare che ogni commemorazione del Sacrificio è fonte della Vita in cui ognuno rinasce per mezzo dei segni sacramentali ed eucaristici dell’acqua e -nella fattispecie considerata- del sangue).