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RESURREXIT !

Negli interventi della Settimana Santa degli anni passati si è cercato innanzitutto di affrontare e sviluppare il Mistero della Passione e Morte, giorno per giorno dal Lunedì al Sabato Santi. Il culmine è la Domenica di Risurrezione a cui non mancano certo di dare il loro preciso apporto le nostre associazioni.

Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede. San Paolo (1° lettera ai Corinzi, cap. 15, versetto 17) non dimentica mai di ricordarlo.

 

Sarebbe dunque stata una contraddizione palese e senza ragione se le Confraternite si fossero fermate ai soli riti della Crocifissione. La spiritualità della Passione connota tanto queste nostre associazioni perchè vuol contribuire ad affermarla in funzione della Vita nuova in Cristo. Partecipare ai Suoi patimenti (completo nella mia carne ciò che manca alla Passione di Cristo, è ancora San Paolo che lo ricorda al capitolo 1, versetto 24 della lettera ai Colossesi) per dire agli uomini: è morto per ognuno di noi, smettiamola di operare odio (come non ricordare che il Movimento penitenziale medievale da cui ebbero origine le confraternite, nacque con scopi di pacificazione sociale tra avverse fazioni in lotta cruenta tra loro?).

 

Il Triduo Pasquale (vedi i vari interventi della sezione “Settimana Santa”) non conclude quindi la “mobilitazione” per le sacre rappresentazioni, che trovano il loro compimento nella mattina di Pasqua. Una sommaria rassegna di siti Web permette di rendersi conto di quello che accade praticamente in tutte le regioni italiane, in Sicilia e Sardegna in particolare, ma non solo in esse come si è visto.

 

Il più rilevante atti confraternale esterno del giorno di Pasqua è la processione del Cristo Risorto (ad esempio a Savigliano ed in altre località del Piemonte, oppure a Savona),  o quello dell’incontro tra Gesù e la Madonna (conosciutissimo, in Sardegna, come “s’incontru”, dalla cui buona sua riuscita si traggono auspici meteo-ambientali).

 

La Risurrezione stravolge l’ordine delle cose e quindi anche degli atteggiamenti relativi. Nei programmi di alcune delle manifestazioni in oggetto è espressamente richiesto che i partecipanti tengano un comportamento ed un abbigliamento consoni e decenti. I gesti ed anche alcuni abiti mutano di conseguenza, come quello confraternale pasquale di Civitavecchia. La caduta del velo nero che avvolge il simulacro della Madonna a Sulmona, è un chiaro richiamo alla caduta delle tenebre della morte eterna e pure della stagione buia e fredda.

 

Uno degli aspetti che forse non vengono sufficientemente valutati, è essere testimoni totali del Risorto. Cristo non ha vinto la sola “morte dello spirito” che si tira in causa quando si parla in modo vago -e quindi impreciso- di cose soprannaturali. La Sua vittoria sulla morte è stata piena, riguardante cioè anche il corpo, tempio dell’anima e strumento per realizzare la missione di Dio verso il prossimo. Non si tratta di conseguenza, di curare solo l’interiorità ma anche il fisico. Una buona Pasqua di risurrezione (e non di semplice trasmigrazione su altre dimensioni) investe tutto l’essere: spirito, anima e corpo (San Paolo 1° lettera ai Tessalonicesi, capitolo 5, versetto 23) e -di conseguenza- i modi di essere e di fare.