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SAN FRANCESCO DI PAOLA E LE CONFRATERNITE DELLA TRINITÀ

Il 2 aprile il calendario liturgico ricorda San Francesco da Paola (Cosenza), patrono della Calabria e della gente di mare. Un aspetto poco conosciuto o forse ignorato (ma non meno importante e particolare) della devozione a San Francesco da Paola, riguarda lo sviluppo del suo culto in e ad opera di alcune particolari Confraternite: quelle della Santissima Trinità.

A differenza di quelle a lui intitolate, sorte chiaramente attorno alla sua figura ed in sua devozione, le Confraternite trinitarie si occupavano istituzionalmente di assistere i pellegrini e di riscattare gli schiavi, ed il culto più intenso lo tributavano e tuttora lo tributano al Mistero principale della Fede.

Questi elementi, però, non spiegano la loro relazione col nostro Santo; per comprenderla bisogna invece considerare la cosiddetta “visione delle tre corone”, collocabile tra il 1435 e non oltre il 1445, anno a partire da cui prende avvio la missione del santo in diversi luoghi d’Italia e di Francia. Qual’era il richiamo immediato, l’immagine che più chiaramente poteva venire focalizzata (prima ancora di pensare ai suoi significati)? Senz’altro ci si poteva ricondurre alla Trinità ed anzi, certe raffigurazioni iconografiche ritraggono proprio il nostro Santo ai piedi della Trinità che, addirittura, é essa stessa a presentargli una tiara (= corona pontificia, composta da tre corone sovrapposte).

Dio volle, con questa visione, accreditare in forma sensibile a Francesco la missione speciale: “… di mostrare in sé stesso la virtù di Gesù Cristo attraverso la triplice luce della mortificazione, dell’umiltà e del martirio …”.

Insomma: come si può vedere, gli argomenti toccati o sviluppati in queste narrazioni, o messi in luce dalla loro analisi o da appropriata esegesi degli studiosi, evidenziano sempre una matrice trinitaria: tre corone, tre virtù, tre caratteri …

Più semplicemente, la visione delle tre corone ben presto identificò San Francesco da Paola come santo della Trinità. Questo ne diffuse straordinariamente la devozione in direzione delle Confraternite della Trinità che, a loro volta, divennero “canale speciale” di ulteriore propagazione soprattutto del suo culto (cui esse possono provvedere, essendo il culto uno dei loro scopi peculiari ed avendo mandato ufficiale di compierlo in nome della Chiesa). Data la loro funzione di assistenza ai pellegrini ed i collegamenti esistenti tra le Confraternite per gestire questo servizio, non fu difficile avere agili canali di trasmissione per far conoscere questo santo cui si era accumunati dalla stessa spiritualità.

Ciò premesso e spiegato, non si deve trascurare che nelle chiese “paolane” era usanza inserire (sull’altare oppure nella mensa o anche sopra la pala d’altare stessa) opere a carattere trinitario, e l’opposto accadeva nelle chiese “trinitarie”. In entrambi i casi si trattava sia di ricordare il Mistero principale di Dio e sia di evidenziare che Francesco era stato ammesso alla sua contemplazione già quand’era su questa terra.

Di questo grande santo si è appena concluso il Quinto Centenario (2007) della morte (avvenuta a Tours, in Francia, il 2 aprile 1507).

Tutta questa rassegna vorrebbe proporre alcune riflessioni.

La prima é che questa presenza del Santo Taumaturgo Paolano non può e non deve essere solo accettata in modo passivo.

In secondo luogo la visione delle tre corone testimonia la fede e l’umiltà che consentirono a San Francesco da Paola di ricevere tale prezioso attestato della benevolenza divina e gli diedero forza per non cedere alle tentazioni di potere e vanità.

Infine, ricordando l’impronta penitenziale dell’Ordine dei Minimi, essa deve servire di incitamento alle Confraternite per il recupero di una corretta pratica penitenziale (scopo che le ha caratterizzate fin dalle origini), intesa cioè come conversione e cambiamento del modo di pensare e vivere il proprio vitale rapporto con Dio e con i fratelli.