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460 anni di Trinità dei Pellegrini, ora Parrocchia Tridentina

La Solennità liturgica della Santissima Trinità (che si celebra la domenica successiva a quella di Pentecoste) quest’anno 2008 cade domenica 18 maggio. 460 anni fa veniva istituita in Roma una apposita Confraternita per rendere gloria al Mistero principale della Fede Cristiana attraverso una precisa azione liturgica. Da quest’anno l’Arciconfraternita (ossia la “casa-madre”) omonima diventa protagonista del ripristino della Messa secondo il Rito Tridentino.

Era il pomeriggio del 16 agosto 1548 quando nel rione del Lungotevere di Roma il giovane Filippo Neri, non ancora sacerdote, si riuniva assieme ad un gruppo di “compagni d’avventura” davanti al Santissimo Sacramento esposto in forma di Quarant’Ore. Da quel momento si sarebbero incamminati in una realizzazione che ancor oggi è ricordata a giusto titolo tra le più geniali del suo tempo, ed antesignana per l’avvenire e per chi vi si sarebbe ispirato: la fondazione della originaria Confraternita della Trinità dei Pellegrini e Convalescenti (elevata -appena una ventina d’anni dopo- al rango di Arciconfraternita, cioè confraternita avente diritto di aggregare a sè le altre simili, sparse per il mondo cattolico).

Questa Arciconfraternita è legata all’Ordine dei Trinitari con apposito vincolo sia giuridico che spirituale, rinnovato debitamente, attraverso il quale essa si pone come “capofila” della Famiglia Trinitaria (comunità ecclesiale tra coloro che si riconoscono nel Nome del Mistero principale della Fede Cristiana) quanto alla specifica forma aggregativa rappresentata e costituita da essa e dalla sue aggregate.

Costituire una confraternita nella Roma papalina non era inusuale: era però innovativo costituirne una per alloggiare i pellegrini che giungevano numerosi nell’Urbe, specie per gli Anni Santi, e per assistere i dimessi dagli ospedali ed i lungodegenti che non avrebbero altrimenti saputo a chi rivolgersi per l’assistenza domiciliare.

La Trinità dei Pellegrini costituisce una forma ed un’espressione di economia solidale che è stata oggetto di studi. Negli Anni Santi essa arrivò ad accogliere, alloggiare e cibare decine di migliaia di pellegrini, tra cui numerosi confratelli e consorelle di sodalizi omonimi, ad essa aggregati con preciso vincolo spirituale ed operativo, che venivano invitati espressamente in occasione dei Giubilei (per attestare il pellegrinaggio, venivano stampate apposite “patenti” identificative di e per chi lo stava compiendo).

Pare che si debba a questa Arciconfraternita l’ideazione del “senso unico” per favorire la viabilità delle folle che transitavano sui ponti, dal centro città verso la Basilica di San Pietro e viceversa.

Inconfondibile l’abito per il servizio liturgico che i suoi iscritti sono tenuti ad indossare per le funzioni: una sopra-veste detta “sacco” di colore rosso, colore che simbolicamente richiama la regalità (= regalità del Signore sul mondo e sulla storia), chè fin dai tempi più antichi le vesti colorate con la porpora erano impiegate per l’abbigliamento dei sovrani.

La spiritualità confraternale ha saputo attrarre schiere di fedeli intenti a realizzare -nella fattispecie in oggetto- il preciso carisma trinitario applicato a questa specifica istituzione e sue emanazioni: dare gloria alla Trinità attraverso la liberazione di chi è emarginato, schiavo a causa della propria fede, migrante, solo. Numerosi i santi che si sono formati a questa “scuola”: Alfonso dè Liguori, Giuseppe Benedetto Labre, Paolo della Croce (che accolse i suoi confratelli venuti per il Giubileo a Roma dalla nativa Ovada, e che benedisse il labaro della loro associazione, tuttora conservato) e, non ultimo, Giuseppe Moscati cui la sua confraternita di Napoli riservò e conserva uno speciale ricordo.

Presso la chiesa della Trinità, sede dell’omonima Arciconfraternita, la Diocesi di Roma ha eretto nei giorni scorsi la prima “parrocchia personale” della città per i fedeli che seguono la “forma straordinaria” della liturgia del Rito Romano, affidandola alla Fraternità sacerdotale San Pietro. Per la Fraternità è una vera e propria pietra miliare: è la prima parrocchia ad essere istituita in Europa con questa formula. La cerimonia della presa di possesso di P. Joseph Kramer e la Messa di apertura ufficiale della parrocchia stessa avranno luogo l’8 Giugno 2008 alle ore 10.00. La nomina di padre Kramer lo ha reso anche cappellano dell’Arciconfraternita. “San Filippo Neri – ha osservato – sembra essere stato il primo a dare inizio alla Devozione delle Quarant’Ore qui a Roma e noi porteremo sicuramente avanti questa tradizione nella chiesa. Siamo anche interessati alla carità pratica nei confronti dei convalescenti nelle loro case”, ha aggiunto. “Come San Filippo, che assisteva quanti erano stati mandati via dagli ospedali sovraffollati nel XVI secolo, faremo visita e ci occuperemo di quanti sono malati e costretti in casa”. Il rettore della chiesa ha rivelato che tra i progetti previsti c’è anche quello di predisporre un centro per accogliere i molti studenti pellegrini a Roma. “Ci sono nuovi programmi universitari sempre aperti in città e vorremmo diventare un punto di riferimento spirituale per quanti vengono qui non solo per studiare, ma anche per approfondire la propria fede”. (fonte: Zenit).