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ECOMUSEO CONFRATERNALE

Sabato 14 giugno scorso è stato inaugurato a Vobbia (entroterra di Genova) il museo confraternale presso l’Oratorio del locale, storico sodalizio della Trinità. L’originalità di questa realizzazione sta nell’aver creato una struttura mobile che non intralcia le celebrazioni ed i cui pannelli esplicativi invitano a visitare gli altri Oratori confraternali della valle, in un sistema museale territoriale.

Vobbia è il Comune capoluogo di una delle più belle valli dell’entroterra genovese. Fin dalla fine del ‘600 in questa località opera una Confraternita della Trinità che fu tra le principali protagoniste dell’opera di riscatto schiavi nel Mediterraneo del suo tempo (ossia del tempo delle ultime grandi incursioni Saracene).

Presso il suo Oratorio, dopo una lunga fase progettuale che ha dato i suoi risultati, con il contributo delle Istituzioni (in particolare della Comunità Montana Alta Valle Scrivia e del Parco naturale regionale dell’Antola) è stato aperto al pubblico il Museo delle Confraternite.

Parlare di museo rimanda, di solito, ad uno spazio espositivo statico. Non così in questo caso. Innanzitutto si tratta di uno spazio espositivo del territorio, sul territorio, presso una sede confraternale attiva, non devoluta ad un ri-uso diverso. Entrando in chiesa (chiesa confraternale, quindi ad aula unica rettangolare) si possono ammirare gli oggetti liturgici ed i documenti archivistici, debitamente esposti in appositi armadi a vetri dove i visitatori possono agevolmente visionare memoria ed attualità di questa forma associativa.

Giunti in prossimità dell’altare, una serie di pannelli propone schede di formazione. “l’Oratorio”, “la Confraternita”, “il Cristo processionale”, ecc.-. In particolare uno di essi mostra il territorio e le chiese confraternali interessate da questo lavoro di salvaguardia. Si può dunque dire di essere in presenza di un vero e proprio “ecomuseo” poichè il visitatore ora sa dove si trovano gli altri luoghi di culto oggetto del progetto di recupero che si intende perseguire, può visitarli spostandosi in zona, ed – almeno quanto agli elementi-base – uscendo dall’Oraorio-museo saprà cosa sono le Confraternite.

La caratteristica dei pannelli è che sono ripiegabili su sè stessi, e la caratteristica degli armadi è che sono provvisti di ante che possono scorrere sopra i vetri. Una volta che l’Oratorio torna officiabile (vi viene celebrata la Messa), dette strutture “scompaiono” dietro appositi drappi coordinati con le tinte delle pareti, in modo che le due destinazioni d’uso non si sopraffanno.

All’inaugurazione non poteva mancare Maria Ratto, insegnante e bibliotecaria, che è la memoria storica vivente della valle e non solo. Consorella della Trinità da sempre, ha scritto diverse opere sul suo paese e sul suo territorio, ivi compresa la storia (che verrà ristampata) della Confraternita, di cui nell’anno 2000 è stato celebrato il 300° di fondazione. Non meno fondamentale, ovviamente, è stata la presenza del Priore del sodalizio, Dalmazio Grandi (ma da tutti conosciuto come Angiulin) che dall’altare, rivestito (come è normale che sia) della “cappa” completata dal tabarro ricamato spettante alla sua carica, ha fatto da moderatore, con la giovialità che lo accompagna da sempre (e sono circa 90 primavere di vita, di cui quasi 60 di matrimonio ed oltre una trentina da Officiale!).

Non meno importante è l’attenzione che è stata posta verso il territorio. Di solito si abbelliscono gli insediamenti, in questo caso si cerca pure di valorizzare l’ambiente, il bellissimo ambiente della Val Vobbia, ricco di vegetazione, sormontato dal castello della Pietra, testimone da millenni dei passaggi di merci, persone, varia umanità, sull’altrettanto storica Via del Sale verso il mare. Per informazoni e visite si può contattare il Municipio al nr. 010.939311.