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AND THE WINNERS ARE...

Squillino le trombe, rullino i tamburi. Ecco i vincitori delle 5 copie di GTA – VICE CITY

Eccoci qui finalmente per rendere noti i nomi dei 5 vincitori del forum contest. Scelta non semplice, in verità c’erano almeno altri 6/7 “scritti” che avrebbero meritato di vincere ugualmente ma visto che le copie in palio erano quelle, abbiamo dovuto fare una gravosa e difficilissima scelta. Veramente complimenti comunque ad almeno 30 partecipanti che hanno scritto bellissime cose! In rigoroso ordine sparso, andiamo a scoprire finalmente i vincitori.

PRIMO VINCITORE:
ilgrandesilenzio@supereva.it che ci ha riproposto un esercizio comunicativo in versione Vice City:

“Missione Miami”

Michael Moses Monteleone, malvagio “mammasantissima” mafioso messinese, migrò
Miami metà marzo millenovecentottantaquattro meditando massacri.
Manuel Mendoza, mediocre malavitoso magnaccia mezzosangue messicano, minacciò
Michael mandando muscolosi manganellatori mentre mangiava (macchiandosi
maglione marrone) maccheroni, mustaccioli, melanzane modenesi, mitili, mirtilli
montani, manghi Madagascar, mele Melinda, meloni, mandarini, mandaranci,
mandorle, mostarda, melassa, marmellata, meringata, mescendo Merlot, moscato
marchigiano millesimato, Malvasia mediterraneo.
Maneschi malfattori menarono malcapitato, massacrandogli mandibole,
martoriandogli milza, mentre Michael malediva malasorte, macchinando
mentalmente macellare magistralmente Mendoza.
Mathias Mohammed Maghreb, medico marsigliese (madre marocchina), millantando
miracolosi medicamenti, medicò malridotto malcapitato massaggiandogli mascella
martoriata, mettendogli medicinali magari marcatamente medioevali ma
maledettamente “miracolosi”.
Manifestando magnanimità, Michael Monteleone mise munificamente mano medico
molte monete metalliche.
Malconcio, malfermo, montò macchina (“Mustang milleotto”), mise moto motore,
macinando mille miglia “mollò” malinconicamente Miami.
Metà maggio, molto migliorato, memore maltrattamenti, munitosi mazza,
“Magnum”, mitraglietta, meditò minacciosa “missione Miami” mobilitando
mercenari massacratori muniti machete.
Mercoledì, mezzanotte.
Mentre Manuel Mendoza molestava Maria Madera, magnifica modella minorenne
messicana, manipolandole mutandine meditando maialate, millantando magnifica
maratona moda mondiale mietendo milioni, Michael, mascherato, mise mano
mattanza.
Mendoza, mettendosi male, mentì mendicando misericordia, ma Michael,
mozzatagli mano malferma:
“Muori., miserabile maledetto” -
…mentre molte munizioni martoriavano messicano morente.
Miami, metropoli moderna, meritava malavita…”migliore”!

SECONDO VINCITORE:

teovercetti@supereva.it con un test dedicato agli anni ’80:

Piccolo test:

Sei figlio degli anni ‘80 quando..

- almeno una volta nella vita ti sei chiesto cosa fosse di preciso un
“razzomissile” e come funzionassero i “circuiti di mille valvole”

- almeno per una volta ti sei chiesto per quale misteriosa legge fisica, Mimì
riuscisse a far scomparire il pallone e a farlo riapparire a caso sul campo di
pallavolo…e sempre rigorosamente dentro la linea

- ti sei chiesto almeno una volta quanto fosse alta la rete del suddetto campo

- o quanto fosse lungo il campo di Holly&Benji dal momento che si vedeva la
linea dell’orizzonte

- ti ricordi di Licia Colò che, al posto di parlar con gli orsi bianchi,
parlava coi cani rosa

- ti ricordi di quando Gerry Scotti era ancora un dj

- hai ballato almeno una volta Reality (del tempo delle mele) a distanza di
sicurezza e sotto la sorveglianza di insegnante o genitore che sia. Magari con
una scopa in mano

- ti sei incazzato almeno una volta perchè tua madre non ti ha comprato
l’Allegro Chirurgo

- ricordi quando le Barbie non subivano ancora mutazioni genetiche bagnandole
con l’acqua calda o fredda

- ti ricordi di giocattoli geniali come il Forno Harbert, la
Macchina per lo zucchero filato Harbert, la Gelatiera Harbert, la Macchina dei
popcorn Harbert..

- il tuo idolo a colazione era un malato di mente romanista con il fantasioso
nome di Mago Galbusera

- a furia di biscottini del Malato di Mente Galbusera anche casa tua sembrava
un covo romanista: a colazione indossavi una tuta rossa e gialla, prendevi i
biscotti da una biscottiera rossa e gialla, li inzuppavi
nel latte in una tazzona da 3 litri rossa e gialla, ..

- non sei mai riuscito a completare il Cubo di Rubik

- baravi staccando le etichette colorate del Cubo di Rubik

- baravi staccando i cubetti del Cubo di Rubik perchè le etichette non si
incollavano più

- ti ricordi quando le sorpresine non erano dentro gli ovetti, ma nelle
merendine. E non si collezionavano. Si perdevano

- ti ricordi quando al piccolo MugnaioBianco Clementina (comprensibilmente)
dava il due di picche (Sarà per via delle dimensioni? Una generazione di uomini
con l’incubo delle misure per colpa dei pubblicitari?)

- ti ricordi quando a scuola si spacciavano le gomme profumate

- ogni volta che pigli un traghetto ti viene in mente Gopher e ti metti sul
ponte a canticchiare: “…mare profumo di mareeee…con l’amore io voglio
giocareeee…”

- hai creduto almeno una volta in vita tua che i Righeira fossero davvero
fratelli

- ti ricordi quando Paolo Rossi era ancora il nome di un calciatore

- ti ricordi quando il Milan era in serie B e l’Inter vinceva ancora gli
scudetti

- ed infine… sei in grado di completare la seguente frase:
“…arriva presto, finisce presto e di solito non pulisce il…”

TERZO VINCITORE:

melisenda80@supereva.it con un racconto inusuale…

L’ATTESA

Svoltò all’angolo della 5^ St e socchiuse gli occhi contro la luce degli
abbaglianti che si avvicinavano dall’altro lato della strada.

Era stanco, l’alba stava per sfiorare le spiagge di Miami e il cielo e il mare
erano ancora del colore dell’acciaio scuro, più scuro dell’asfalto che ogni
giorno e ogni notte percorreva fino a quando staccava e lasciava il posto a
qualcun’altro perché continuasse il suo lavoro.

Non erano in pochi a fare quel lavoro, ma per una città grande come quella non
erano comunque mai abbastanza e i turni si succedevano con ritmo massacrante.
Solo quella notte era passato da una sparatoria in un garage sulla 12^ St di
Miami Beach, un regolamento di conti tra bande, a una rissa al Jameson’s Pub
vicino al Courthouse Center finita con un morto accoltellato e un ferito che
aveva poi trovato al Victoria Hospital insieme a tre infarti, un annegato e due
suicidi. Per non parlare del pomeriggio che era stato tutto un susseguirsi di
ambulanze, incidenti stradali, vecchi criminali e pazzi omicidi.

Guardò il mare punteggiato dalle luci dei pescatori che riportavano indietro le
barche in porto e gli yacht che procedevano verso l’oceano e le coste
caraibiche.

-Se il tempo tiene– pensò, fissando le nuvole gonfie che si addensavano
all’orizzonte, perché se fosse arrivata un’altra tempesta, una di quelle belle
grosse, con vento e pioggia e onde alte come un palazzo, avrebbe spazzato via
tutto e sarebbe di nuovo stato compito suo occuparsene.
Ora voleva solo tornarsene a casa.

Sapeva che Angelina lo stava aspettando, seduta sul dondolo di vimini nella
veranda affacciata sulla Biscayne Bay, con una coperta sulle gambe e una tazza
di caffè con panna e zucchero tra le mani. Un’altra tazza di caffè nero e forte
vicino al bollitore era nella piccola cucina, già caldo, per lui. Una piccola
cucina in una piccola casa di una piccola donna. Una casa bianca con gli
infissi azzurri che lui aveva detestato fin dal primo momento, così tutta
pulita e ordinata e povera, da far venire una fitta al cuore. Non gli era mai
piaciuta, la odiava, eppure, per un sentimento di autolesionismo perverso non
aveva mai smesso di tornarci, ogni notte, ogni mese, ogni anno, per anni. Non
era la sua casa e non era la sua famiglia, non poteva averne una, ma non sapeva
farne a meno. Prima c’era stato un marito e dei bambini, una maschio e due
femmine che aveva tenuto in braccio e spinto sull’altalena, ma ora Angelina era
sola, suo marito morto, i figli lontani.

Ora lei lo aspettava, senza ansia, ogni mattina all’alba, per raccontargli la
fine di una storia, una storia d’amore e di avventure e cavalieri fate pirati
principesse draghi rivoluzioni, che sembrava non finire mai… erano
sessantasei anni che gli raccontava quella storia, che iniziava con “era una
notte buia e tempestosa” e andava avanti chissà come e chissà dove portava.
Come una novella Scheherazade giocava la sua partita con la Morte di mattina in
mattina, con le rughe del viso raccolte in una ragnatela impenetrabile,
tagliata dagli occhi grigi, perduti per sempre dietro un punto indistinto oltre
il mondo.

Glielo aveva giurato che quella sarebbe stata l’ultima volta… poi l’avrebbe
lasciata andare, liberata da un peso troppo forte per una donna di quasi
cent’anni, cui anche il respiro era diventato fatica insopportabile. Si stava
spegnendo come una candela che si affloscia su se stessa senza che un soffio di
vento le strappi la luce.

Non voleva lasciarla andare, ne aveva ancora bisogno. Non sapeva più stare
solo.

La luce degli abbaglianti si fece sempre più vicina, non fece in tempo a
sterzare, lo schianto delle lamiere fu tremendo. Non avrebbe mai saputo come
finiva la sua storia.

Angelina Peynet l’attese tutto il giorno senza muoversi dalla sedia a dondolo
sulla veranda affacciata sull’oceano. Sapeva che non sarebbe più venuta, non
avrebbe mantenuto la promessa, non avrebbe ascoltato la fine della storia, non
l’avrebbe lasciata andare. Aveva perso la partita, una partita durata più di
mezzo secolo. Le luci di Miami si accendevano come una vetrina nelle feste di
Natale.

Aveva incontrato la Morte a trentaquattro anni, nell’incidente di macchina
sulla statale 41 che l’aveva lasciata vedova. Aveva barattato il resto dei suoi
anni da vivere con una storia che neanche lei sapeva di poter raccontare. Aveva
visto sposare i figli, crescere i nipoti, li aveva visti andarsene e pensava di
aver fatto quel che doveva. Non aveva smesso di raccontare neanche quando non
aveva più nulla per continuare a farlo. Adesso era stanca di quella vita
forzata e la Morte non veniva più a prenderla. Una bella fregatura. Forse le
avrebbero mandato un sostituto. Magari.

Poteva fare di meglio, l’idea della Morte fermata da uno scontro frontale non
era molto credibile, ma aveva avuto poco tempo, il bando del concorso scadeva
il 25 novembre alle 23.59, l’argomento era un po’ debole, non che avesse molto
da dire su Miami o sugli Anni ’80.
Prima di andare a lavorare salvò i dati su floppy e inviò il file con i suoi
dati al “Forum Contest: Vinci 5 copie di Vice City” di superEva Games. Niente
di meglio che una partita con la PS2 per togliersi lo stress della giornata.
Mise il mantello, prese la falce ed uscì.

QUARTO VINCITORE:
pokemon9@supereva.it con il suo esilarante pezzo:

Io penso che credo che Miami, la quale ho visto molte volte in televisione, sia
una bella città. Infatti ci sono le palme che sono sempre verdi (ma non è che
queste ultime, e cioè le palme, sono sempre verdi come ad esempio i pini, che
sono proprio un tipo di pianta, i quali sono chiamati sempre verdi perché sono
sempre verdi, sia l’estate che l’inverno e tutte le stagioni) e poi c’è il sole
(che sta pure qui dove abitiamo noi, però lì è più splendente e bello), ci sono
anche le femmine quasi senza vestiti (le quali somigliano molto alle femmine
che si trovano sulla rivista che in quanto una volta ho trovato di nascosto nel
cassetto del mio babbo) che sono anch’esse molto belle (ma poi non lo so
proprio se anche dal vero sono così belle perché io credo che penso che la
televisione fa vedere quello che vuole, ci prende in giro perché quella non è
la realtà, questo lo so bene. Infatti lì se uno muore mica è vero che muore, ma
per finta, è un attore). Miami è molto bella, infatti è la mia città preferita.
Tutti sono felici (a anche io sono felice se il padrone di questo sito mi fa
vincere in quanto che mia madre non me lo vuole comprare il nuovo gioco di Vice
City. Io penso che questo concorso sia una bella cosa, proprio come Miami,
perché dà la possibilità di vincere questo gioco che è davvero emozionante, il
primo era emozionante, io credo anche il secondo).

Gta è stato un gioco bellissimo (io purtroppo non ho capito il finale in quanto
credo che forse nascondeva qualcosa, credo che il protagonista non sia finito
con quella donna che lì fa vedere, forse mi sbaglio, ma io penso così) e penso
che il seguito sarà ancora più bellissimo.

Vi saluto a tutti (anche al padrone del sito, spero che mi leggi tutto fino
alla fine!)

QUINTO VINCITORE:
mattduran@supereva.it che ci propone il testo di una canzone

LA CITTA’ DEL VIZIO.

Sul principiare degli anni ottanta

proprio nel cuore della city del vizio

dove la trasgressione era tanta

io conoscevo questo tizio.

forse per via di un’infanzia tradita

forse perche’ non credeva in niente

ma era forte di una violenza inaudita

ed era un pericolo per l’altra gente.

lui ti apriva la portiera di un’auto

in poco meno di un secondo

ma al tempo stesso era molto cauto

perche’ era figlio del suo mondo.

di un mondo finto, di politici ‘allegri’

di vestiti ridicoli, di musica vana

un mondo di razzisti contro i ‘negri’

e perbenisti dalla mente ruffiana

durante il giorno incontravi gli anziani

che saturavano ogni posto

ma alla sera, solo party strani

e prostitute di ogni costo

facevi baldoria per tutta la notte

e cocaina che sembra che nevica,

i negozi in fiamme, le vetrine rotte,

a celebrare la ’swinging america’.

ed il mio amico di cui vi ho parlato

lui ci viveva ma non assorbiva

quella morale da depravato

che praticava ma che non capiva

cosi’ passarono gli anni ottanta

ed il mio amico ha abbandonato la ressa:

ha quattro figli, una moglie santa

mentre Miami e’ ancora la stessa.

A questo punto i vincitori non devono fare altro che scrivere alla mia E-Mail (nwo4life@supereva.it) utilizzando chiaramente l’indirizzo con cui hanno partecipato al concorso e darmi i loro dati (nome, cognome, indirizzo, CAP e città) per l’immediata spedizione della copia di Vice City che hanno meritatamente guadagnato. A tutti gli altri vorrei esprimere ancora i miei ringraziamenti per la partecipazione e per l’altissima qualità di un buon 80% degli elaborati e l’augurio che continuino a partecipare ai prossimi forum contest (uno nuovo è già attivo!). E poi dai, animatemi un po’ il forum anche per fare 4 chiacchiere sui videogames dai! ;-P

Cogliamo ancora una volta l’occasione per ringraziare Cidiverte che ha messo a disposizione per i lettori di superEva Games le 5 copie di Vice City.

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