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NEO E L'ARCHITETTO: ESCLUSIVO!

Pronti ad essere smentiti, ma non abbiamo trovato sul web italiano ancora una trascrizione del lungo dialogo finale fra Neo e L'Architetto. Siamo a primi a proporvelo grazie all'incredibile lavoro del lettore Tempoinfinito oramai divenuto un preziosissimo collaboratore sul campo!

N= Neo

N= Neo

A= Architetto

A: Salve Neo

N: Lei chi è?

A: Io sono l’Architetto, ho creato io Matrix. Ti stavo aspettando. Tu hai molte
domande e sebbene il tuo processo abbia alterato la tua coscienza resti irreversibilmente
umano. Ergo, alcune delle mie risposte potrai comprenderle, altre no.
Concordemente, malgrado la tua prima domanda possa essere la più pertinente
potresti renderti conto o non renderti conto che essa è anche la più irrilevante.

N: Perchè mi trovo qui?

A: La tua vita è un prodotto di un residuo non compensato nel bilanciamento delle
equazioni inerenti alla programmazione di Matrix. Tu sei il risultato finale di
una anomalia che nonostante i miei sforzi sono stato incapace di eliminare da
quella che altrimenti è un’armonia di precisione matematica. Sebbene resti un
problema costantemente arginato essa non è imprevedibile e pertanto non sfugge
a quelle misure di controllo che hanno condotto te inesorabilmente qui.

N: Non ha risposto alla mia domanda.

A: Giusto, è vero. Interessante, sei stato più veloce degli altri…

*Nei televisori appare la risposta delle precedenti anomalie*

N: Altri, quali altri? Quanti altri?

A: Matrix è più vecchia di quanto tu immagini. Io preferisco contare partendo dalla
comparsa della prima anomalia fino al manifestarsi della successiva: questa è
la sesta versione.

*Nei televisori appare la risposta delle precedenti anomalie*

N: Io non ci credo! Sono tutte stronzate!

 

N: Ci sono solo due spiegazioni: o nessuno me l’ha mai detto o nessuno lo sa.

A: Precisamente. Come ora stai senza dubbio intuendo l’anomalia è sistemica e crea
pericolose fluttuazioni anche nelle più semplici equazioni.

*Nei televisori appare la risposta delle precedenti anomalie*

N: Non puoi controllarmi! Non puoi! Ti ucciderò! Non lo voglio! Io posso dire tutto
quello che voglio! Sei un bastardo!

N: La scelta, il problema è la scelta.

A: La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta, un’opera d’arte impeccabile,
sublime; un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento.
L’inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale conseguenza dell’imperfezione
intrinseca dell’essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra
storia per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra
natura. Tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento. In seguito giunsi alla
conclusione che la risposta mi sfuggiva perchè esigeva una mente inferiore, se
vogliamo una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione. Tant’è
che la soluzione fu trovata per caso da un altro programma intuitivo
inizialmente creato per indagare su alcuni aspetti della psiche umana. Se io
sono quindi il padre di Matrix lei è senza dubbio alcuno sua madre.

N: L’oracolo.

A: Ti prego! Come ho detto lei trovò per caso una soluzione grazie alla quale il
99% dei soggetti testati accettò il sistema a condizione di avere una scelta,
anche se la consapevolezza di tale scelta era a livello quasi

inconscio. Benchè la trovata funzionasse era fondamentalmente difettosa dato che
di fatto generava quella contraddittoria anomalia sistemica che se non controllata
poteva minacciare il sistema stesso. Ergo, coloro che lo rifiutavano, e
parliamo sempre di una minoranza, lasciati senza controllo potevano costituire
una crescente probabilità di disastro.

N: Qui sta parlando di Zion.

A: Tu ora sei qui perchè Zion sta per essere distrutta. Ogni suo abitante sarà sterminato
e l’esistenza stessa della città sarà cancellata.

*Nei televisori appare la risposta delle precedenti anomalie*

N: Stronzate!

N: Stronzate!

A: Il rifiuto è la più prevedibile di tutte le reazioni umane. Comunque sia sta
tranquillo, questa sarà la sesta volta che siamo costretti a distruggerla e ormai
siamo diventati oltremodo efficienti nel farlo. La funzione dell’eletto è quella
di tornare alla sorgente permettendo una temporanea distribuzione del codice di
cui sei portatore e il ripristino del programma originale. Dopo ti verrà
chiesto di selezionare dall’interno di Matrix 23 individui: 16 femmine e 7
maschi per ricostruire Zion. La mancata ottemperanza a questo processo provocherà
un cataclismico crash del sistema che ucciderà chiunque sia collegato a Matrix,
cosa che abbinata all’annientamento di Zion sostanzialmente causerà
l’estinzione dell’intera razza umana.

N: Non vi conviene, non lo permetterete. Gli esseri umani vi servono per

sopravvivere.

A: Esistono livelli di sopravvivenza che siamo preparati ad accettare. Tuttavia
la questione più rilevante è se tu sei pronto ad accettare la responsabilità per
la morte di ogni essere umano di questo mondo. E’ interessante osservare le tue
reazioni. I tuoi 5 predecessori erano di proposito costruiti intorno alla comune
attribuzione di una sensibilità positiva allo scopo di creare un profondo
attaccamento al resto della tua specie per facilitare il compito dell’eletto.
Ma se gli altri vivono questo attaccamento in modo generico la tua esperienza
al riguardo è molto più specifica dato che coinvolge l’amore.

N: Trinity!

A: A proposito, è entrata in Matrix per salvarti la vita al costo della sua.

N: No.

A: Il che ci porta infine al momento della verità in cui la vostra fondamentale
imperfezione finalmente si manifesta e l’anomalia può rivelarsi nella sua doppia
veste di inizio e di conclusione. Ci sono due porte: la porta alla tua destra
conduce alla sorgente e alla salvezza di Zion, quella alla tua sinistra riconduce
a Matrix a lei e alla tragica fine della tua specie. Come tu hai ben riassunto
il problema è la scelta. Ma noi sappiamo già quello che farai non è vero? Già
intravedo la reazione a catena: precursori chimici che segnalano l’insorgenza
di un’emozione disegnata appositamente per soffocare logica e ragione,
un’emozione che già ti acceca e ti nasconde la semplice ed ovvia verità. Lei è
condannata e sta per morire e non c’è niente che tu  possa fare per
impedirlo.

*Neo sceglie la porta alla sua sinistra*

A:La speranza, la quintessenziale illusione umana e al tempo stesso la fontedella
vostra massima forza e della vostra massima debolezza.

N: Se fossi in lei spererei di non dovermi rincontrare.

A: Non accadrà.

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