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Super Mario World

Un balzo indietro nel tempo per parlare di quello che può essere definito come il più bel platform e, forse, come il più bel gioco in assoluto mai realizzato: Super Mario World.

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1982. Nelle sale giochi e nei bar fa la sua comparsa un cabinato chiamato “Donkey Kong”in cui un baffuto idraulico saltella su e giù per i livelli nel tentativo di salvare una principessa. E’la nascita di un mito,di una vera e propria icona dei videogames.

Fast-forward,1990. La Nintendo lancia la sua nuova console a 16bit,il Super Famicom (ribattezzato SuperNes/Nintendo in occidente),vendendolo in bundle con il nuovo episodio della sua serie ammiraglia,del suo personaggio simbolo:Super Mario World. Seguito ideale di Super Mario Bros 3,l’ultimo episodio uscito sul Nes a 8bit,questa nuova incarnazione di Mario cambiò in un solo istante la faccia dei platform game proiettando il SuperNes verso il traguardo di console più venduta,superando la console di casa Sega,il Mega Drive. Il nuovo capolavoro di Shigeru Miyamoto fu un ottimo biglietto da visita,sia delle capacità tecniche della macchina su cui girava (gli effetti di zoom e di sprite scaling che per la prima volta facevano la loro comparsa su una consola casalinga),sia della classe e dello stile unico dei giochi made in Nintendo.

Partendo dalla grafica,semplice ma al tempo stesso perfetta,fino al sonoro,arricchito da musiche ed effetti ben fatti e capaci di creare l’atmosfera giusta in ogni momento,il gioco dimostrava l’incredibile talento dei programmatori della grande N,capaci di creare un mondo fantastico e vibrante. La storia dietro al gioco era molto semplice,un classico,con il cattivo di turno (Bowser,storico nemico di Mario) che rapiva la giovane principessa (Peach,storica compagna di Mario),ma il vero punto di forza di SMW erano la giocabilità e la longevità,da sempre fiore all’occhiello dei giochi di Miyamoto e soci.

Partendo dal concept del suo prequel,SMB3,questo nuovo capitolo ne conservava la struttura a mappa dei livelli e la capacità di Mario di sfruttare nuove abilità con travestimenti particolari,riuscendo a fondere i pregi del suo predecessore con le novità portate da questa nuova versione,in una nuova entusiasmante esperienza di gioco. Mario era in grado,oltre che di sparare palle di fuoco come nei precedenti giochi della serie,di volare con un mantello magico e di percorrere i livelli a cavallo di Yoshi,il simpatico traghetto verde amico di Mario che fece la sua prima apparizione proprio in SMW.

Queste piccole aggiunte,unite al geniale level design,resero la classica (e perfetta) alchimia dei platform della serie irresistibile,capace con le sue trovate di far passare ore ed ore di puro divertimento. In quanto alla longevità,SMW svettava sopra a qualunque platform uscito fino a quel momento.Il numero degli stage e dei mondi da superare era molto alto,ma il vero colpo di genio fu come questi livelli andavano affrontati. Il giocatore poteva prendere diverse strade e scoprire nuovi passaggi e stage segreti, in questo modo, percorrendo le strade e le scorciatoie giuste,si poteva persino raggiungere il castello di Bowser in 15 minuti.Molti livelli infatti aprivano uscite multiple che svelavano aree segrete e nuovi mondi che si univano a quelli già presenti sulla mappa. La sfida principale,il segreto dell’incredibile longevità del gioco,era proprio questa: non il portare a termine la storia salvando la principessa Peach,ma svelare e completare il gioco al 100%,scoprendo e superando tutti i 96 livelli presenti.

Più si giocava,più si desiderava completare ogni parte di questo capolavoro,ed anche una volta esaurito ogni segreto si veniva presi dalla voglia di ricominciare l’avventura da capo. Una giocabilità perfetta,una difficoltà abilmente bilanciata dai programmatori e una longevità elevatissima.Questi elementi fanno di SMW il più bel platform mai creato e,forse,il più grande di tutti i giochi in assoluto, che mai passa di moda,che non invecchia nel tempo e che ancora oggi può solo insegnare come si fa un videogame davvero giocabile. Per tutti quelli che come me hanno vissuto gli anni degli 8 e dei 16bit,SMW è uno dei giochi che meglio rappresenta quel periodo,quella spontaneità,quel sano e puro divertimento che alcuni titoli moderni sembrano aver smarrito;per tutti gli altri,che non hanno vissuto quel periodo,e che quindi non hanno conosciuto certi capolavori,non posso che consigliare loro l’acquisto di un GameBoyAdvance con una copia della versione di SMW che la Nintendo ha convertito sul suo portatile.Provatelo,non ve ne pentirete e non ve ne staccherete facilmente.

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