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Sonic

Di fronte all’incredibile successo di pubblico che la Nintendo stava ottenendo con la sua mascotte,il baffuto idraulico Mario, Sega non poteva stare a guardare, per questo motivo creò un personaggio destinato a rappresentare, insieme allo stesso Mario, i videogames degli anni 90: Sonic!

Oggi le console war sono sicuramente un argomento che ci infiamma,portandoci a dibattere per ore sulla superiorità di questa o quella console,con la divisione in vere e proprie fazioni.

Queste infinite diatribe sono sempre esistite,sia dalla parte di noi utenti,sia dalla parte delle case produttrici di console a caccia della fetta più grande di mercato;la differenza forse è che,mentre oggi si combattono a suon di esclusive e di specifiche tecniche,un tempo,le “armi” principali delle software house erano le loro mascotte e i giochi a loro dedicati,quasi delle icone che portavano alta la bandiera delle loro case. Le due case regine del mercato tra gli anni ottanta e novanta sono state Sega e Nintendo che,dagli 8 ai 16bit,hanno portato avanti la loro rivalità con due personaggi tra i più riusciti dell’intera storia dei videogiochi:Mario e Sonic!

Dopo aver parlato in questa rubrica di Super Mario World per SuperNes,affrontiamo oggi il classico di casa Sega,il primo capitolo della saga di Sonic per MegaDrive Nel 1991 la Sega,bisognosa di una mascotte che la rappresentasse per contrastare il fenomeno Mario,presentò Sonic per la sua neonata console a 16 bit,il MegaDrive. Il titolo fu un successo,a partire dal design vincente del personaggio fino ad arrivare alla pura meccanica di gioco. La storia era molto semplice:un folle scienziato,il Prof.Eggman,decide di conquistare il mondo trasformando la verde natura e le indifese creature che la popolano in un imprendibile fortezza popolata da feroci creature meccaniche.Compito del nostro Sonic è ovviamente quello di liberare il mondo da questa minaccia tecnologica.

Fondamentalmente,Sonic si presentava più semplice ed immediato rispetto al suo rivale di casa Nintendo,infatti,mentre sia Super Mario Bros 3,sia Super Mario World presentavano come punto di forza la profondità dei livelli di gioco e la miriade di segreti da scoprire,Sonic puntava tutto il suo appeal su un elemento che avrebbe in seguito caratterizzato tutta la saga:la velocità. Fin dalle prime partite si rimaneva colpiti dalla velocità dell’azione;i livelli infatti erano sfruttati in modo tale da spingere il giocatore a concentrarsi,più che sull’abbattimento dei nemici e sulla scoperta delle zone segrete degli stages,sul superare a gran velocità gli ostacoli. Ad aiutarci in questo scopo,i game designer avevano fornito i percorsi di giri della morte,ripide discese e dei cunicoli a spirale che il nostro eroe affrontava acquistando sempre più velocità. Le ambientazioni variavano da erbosi paesaggi di campagna a futuristici mondi popolati da robot e caratterizzati da rampe e piattaforme a scomparsa. Il tutto ottimamente condito da trabocchetti e rompicapi da risolvere grazie al ritrovamento di pulsanti nascosti.

La parte da leone la faceva comunque l’azione frenetica,in grado di mettere alla prova i riflessi dei videogiocatori come mai nessun platform era riuscito a fare. Un esempio significativo della filosofia di gioco di Sonic lo si aveva nel bellissimo Spring Yard Level:in pratica,questo livello era un enorme flipper e,indovinate un po’,noi stessi eravamo la pallina rimbalzante,tra molle e trampolini,in grado in pochi istanti di spararci a centinaia di metri di altezza. Prima si accennava all’azzeccato design del personaggio,difatti,per riuscire a contrastare lo strapotere Nintendo,la Sega doveva affiancare ad una meccanica di gioco perfetto un personaggio carismatico,capace di sfidare il rivale Mario oltre i pixel e i frames. Venne così partorito un porcospino blu dal look sportivo e accattivante,dai guanti bianchi e dalle scarpe da basket rosso fuoco. Il risultato fu vincente.Se l’idraulico Mario aveva sfondato nell’immaginario collettivo degli anni ottanta,Sonic inaugurò gli anni novanta con un’ immagine aggressiva che riuscii a sfondare tra i teenager di tutto il mondo.

A riprova di ciò,arrivò di conseguenza l’inevitabile merchandising che,tra serie tv a cartoni animati,fumetti e infiniti altri gadgets,conquistò il panorama videoludico e non solo. La sfida tra le due mascotte si risolse,a mio parere,con un pareggio.Se infatti Mario poteva contare su gameplay alla lunga più duraturo e più appagante,Sonic usciva sicuramente vincitore dal punto di vista dello style,grazie all’azzeccato disegno che lo rappresentava. Inutile dire che dopo,il primo Sonic,uscirono una caterva di seguiti che,oltre a presentare nuovi personaggi (tra tutti,la simpatica volpe Tails) che affiancarono il porcospino creando nuove meccaniche di gioco basate tra la cooperazione tra i più personaggi,portò il mondo di Sonic a conoscere prima uno pseudo 3D bidimensionale con visuale isometrica (Sonic 3D) e,con il finire del vecchio millennio e l’avvento del Dreamcast,a presentare il mondo di Sonic per la prima volta in vero 3D poligonale. A questi seguiti si aggiunsero poi svariati spin-off più o meno azzeccati:tra tutti Sonic Drift,in pratica un clone di Mario Kart con i personaggi del mondo di Sonic impegnati a sfidarsi in pista e Sonic Spinball,un gioco di flipper ispirato allo Spring Yard Level del primo episodio.

Oggi sappiamo che la Sega ha perso la sua battaglia con la morte del grande Dreamcast portando la sua mascotte ad esordire su tutte le altre piattaforme,perdendo di fatto il confronto con Mario che,oltre ad essere un saldo porta bandiera della famiglia Nintendo,aveva stupito e rivoluzionato il mondo dei platform con il capolavoro Super Mario 64. Vale comunque davvero la pena di rispolverare la saga di Sonic,riscoprendo (o scoprendo per la prima volta) grandissimi classici che hanno saputo dare una vera spinta adrenalinica al genere dei platform,entusiasmando grazie a stile,semplicità e una grande,frenetica velocità. Per coloro che sono interessati al mondo di Sonic consiglio sicuramente la collection uscita su Game Cube,che ci presenta tutti i giochi dedicati al porcospino blu usciti nel periodo dei 16bit,inoltre vi suggerisco anche di dare un’ occhiata alla riedizione di Sonic Adventure (l’avventura poligonale uscita originariamente su Dreamcast)ed al suo seguito,convertiti su tutti i sistemi di ultima generazione,per scoprire come anche Sonic abbia affrontato in maniera vincente il passaggio al poligonale,reinventando le sue folli corse nelle moderne tre dimensioni.


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