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Prince of Persia 2: l'anteprima!

In un’assolata Milano di fine luglio, il nostro Lost Highway (responsabile della nostra sezione Retrogaming) è stato al Buddha Bar in cui Ubisoft ha presentato l’attesissimo nuovo capitolo del principe di Persia in compagnia del producer canadese Yannis Mallat. Ecco il report!


A detta di chi vi scrive “Prince of Persia: The Sands of time” è un buon titolo, non privo di difetti, ma decisamente giocabile e fornito di una suggestiva atmosfera. Gli aspetti da migliorare erano, a mio parere, la longevità e la varietà d’azione, specialmente nei combattimenti, talvolta un po’ ripetitivi. 

Da parte mia dunque, l’attesa per il seguito è parecchia e tante sono le aspettative che ripongo nei Montreal Studios di Ubisoft. E’ quindi con molta curiosità che sono andato alla presentazione italiana del gioco che Ubisoft ha organizzato a Milano, presso il Siddharta Cafè, con la presenza del producer canadese del titolo Yannis Mallat. Bisogna subito complimentarsi con la filiale italiana di Ubisoft, che ha messo in piedi un’anteprima in grande stile, a partire dal locale scelto (dall’arredamento e dalle atmosfere fortemente orientaleggianti), fino ad arrivare alla presenza di Mallat, che presentava per la prima volta alla stampa una versione giocabile di POP2, completa circa al 70%, per PS2 e X-Box. L’incontro ha inizio con il simpatico Yannis Mallat, producer dei Montral Studios, che ci parla del gioco e dei cambiamenti che il team ha voluto implementare ai personaggi e alle atmosfere di questo seguito, uniti ai miglioramenti relativi alla meccanica del gameplay.

Si coglie fin dalle prime parole di Mallat la volontà dello studio di partire dal prequel, Prince of Persia:The Sands of Time, per migliorare la già buona giocabilità con elementi nuovi e con maggior spessore, elementi, a detta dello stesso producer, scartati durante lo sviluppo di PoP. La parola “dark” è quella che sembra caratterizzare di più ogni aspetto del gioco, a partire dalla trama (scritta in collaborazione con degli sceneggiatori professionisti di Hollywood) che ci presenta un principe su cui incombe una maledizione che ha scritto la parola morte nel suo destino, fino alla caratterizzazione di personaggi e scenari di gioco, che assimilano POP2 più a titoli come Devil May Cry piuttosto che il primo POP. Dopo l’introduzione ad opera di YM e una serie di brevi domande da parte dei reporters presenti in sala, si è dato il via ad una prova on screen del gioco, per mano dello stesso Mallat, che ci accompagna all’interno dei nuovi scenari, mostrandoci le novità riguardanti il gameplay di POP2.

Da subito si nota nel menù della versione X-Box l’icona relativa alla modalità ondine, in cui, ci spiega Mallat, sarà possibile partecipare ad un ranking e ad una modalità in stile survivor. Oltre alla modalità on line saranno presenti degli extra, non ancora pronti, che il producer non ci ha voluto svelare. La demo parte sul ponte di una nave persiana in fiamme, nel mezzo di una battaglia. Si rimane subito impressionati dagli effetti dinamici delle luci e delle ombre,e in generale dalla pulizia delle textures, davvero particolareggiate. Alla comparsa del nostro eroe si nota subito il nuovo stile, il nuovo design che lo caratterizza: abbandonate le vesti più eleganti del prequel, il principe appare ora decisamente minaccioso, molto più aggressivo, con un look vagamente piratesco. Appena inizia il combattimento con i primi avversari, si percepisce subito la componente violenta di cui il producer canadese ci aveva poco prima parlato; il principe sferra un paio di fendenti con la sua scimitarra e poi, con un abile balzo, si porta alle spalle del nemico e lo decapita, per ridurre letteralmente a pezzi i restanti avversari.

Combattimenti più cruenti quindi, ma anche più profondi grazie all’interessante introduzione di nuove armi. Una delle novità più interessanti del nuovo sistema di combattimento è data infatti dalla possibilità di impossessarsi dell’arma del proprio nemico prima di finirlo con il colpo di grazia. Nella versione definitiva saranno disponibili diversi tipi di armi (si va dalle semplici spade fino alle potenti asce), diverse per caratteristiche e durata. Questa variante dà al gioco un leggero tocco RPG che aumenta notevolmente la varietà e la profondità dell’azione.

La demo prosegue con l’incontro con il primo boss del gioco, che introduce un’altra novità,quella dei classici nemici di fine livello, in grado di aumentare ulteriormente il divertimento e la sfida di questo sequel. L’azione si sposta in seguito nelle segrete di un palazzo diroccato, dove si nota con piacere il miglioramento delle fasi di esplorazione. Se infatti nel primo POP c’era uno stacco netto tra l’esplorazione degli ambienti e i combattimenti, ora le due fasi di gioco appaiono più amalgamate, dando al titolo un ritmo più continuo e divertente. Una conferma è invece l’introduzione dell’uso del tempo. Il giocatore può in qualsiasi momento, sia in fase di esplorazione, sia in fase di combattimento, utilizzare i poteri per manipolare il tempo, come, ad esempio, l’inversione temporale (che permette di tornare indietro nel tempo per cancellare qualsiasi errore commesso o per evitare un attacco) e il rallentamento (che permette di rallentare lo scorrere del tempo di tutto ciò che lo circonda mantenendo però la stessa velocità di movimento).

Il sistema di controllo di POP2 sembra essere ottimo come quello del suo predecessore, con l’aggiunta di nuove azioni riguardanti i nuovi attacchi a disposizione (con scelte multiple su come finire una combinazione) e un’aumentata interazione nell’uso dell’ambiente di gioco. La grafica ricalca le nuove atmosfere disegnate dai programmatori, abbandonando le tinte calde di POP in favore di colori più tetri e oscuri. Le texture sembrano buone già a questo stadio dello sviluppo,così come sembra davvero ottima la fluidità (salda sui 30fps, scelti dai programmatori per non compromettere la ricchezza visiva del gioco), che presenta un motore grafico solido. 

Si può dire che,con questo nuovo capitolo,gli sviluppatori canadesi abbiano voluto miscelare l’eleganza e la spettacolarità del predecessore con le atmosfere oscure ed evocative di giochi come Devil May Cry e Ico, unite ad una cruenta violenza in stile Mortal Kombat. Ovviamente ogni giudizio è rimandato all’uscita del gioco (a novembre, per tutti i formati) ma, da ciò che ho potuto vedere, si preannuncia davvero convincente, come un probabile successo per il periodo natalizio. Non resta che aspettare la versione definitiva, per scoprire tutte le opzioni e le modalità che verranno implementate (su tutte, quella online) e per gustarci un gioco che, se mantiene le promesse, non potrà che regalarci ore di divertimento e azione, all’interno di suggestivi scenari e di una storia emozionante e coinvolgente.

Prima di chiudere, vorrei spendere un ringraziamento particolare per i ragazzi della filiale italiana di Ubisoft per l’accoglienza e per la cortese collaborazione dimostrata in occasione di questa giornata.

Lost Highway

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