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Sensible Soccer

Nell’attesa dell’uscita di Pro Evolution Soccer 4, ripercorriamo insieme al nostro Lost Highway, le tappe fondamentali dell’evoluzione delle simulazioni calcistiche partendo da un classico senza tempo: Sensible Soccer.

Se oggi parliamo di videogiochi di calcio, parliamo della serie di Pro Evolution Soccer e di FIFA Soccer, veri e propri leader incontrastati del mercato, capaci di soddisfare il gusto di tutti gli utenti, il titolo Konami per il suo spessore e il suo realismo, il titolo della EA per la sua componente arcade; ma quali sono i giochi antenati di questi due capolavori? All’inizio degli anni novanta ci furono due titoli che incantarono ed esaltarono letteralmente tutti i videoplayers amanti del gioco del calcio: Kick Off e Sensible Soccer,e proprio quest’ultimo è il protagonista del nostro viaggio nel passato.

Sensible Soccer, sviluppato dai Renegade Software di Jon Hare,uscì inizialmente per la mitica Amiga 500 diventando uno dei suoi più bei classici. Fu in seguito convertito praticamente su tutti gli 8 e i 16bit sul mercato (inclusi GameBoy e GameGear, la console portatili di casa Nintendo e Sega)e segnò la vera e propria rivoluzione di un genere, quello delle simulazioni calcistiche, che nei primi anni novanta era popolato da giochi piatti e mediocri (con l’esclusione di Kick Off,il capolavoro di Dino Dini), apportando importantissime innovazioni. Il gioco apparteneva alla categoria con visuale dall’alto, presentando una grafica che faceva della semplicità il suo punto di forza. La visuale, molto distante dal campo, ci presentava degli sprite molto piccoli ma egregiamente animati e colmi di tocchi di classe, che riuscivano a dare un’ottima idea di come era disposta la squadra sul campo. Questo elemento rendeva realistica l’azione di gioco, che, per la prima volta, si poteva sviluppare in vere e proprie tattiche collettive. Ma non era solo la grafica il punto di forza di Sensible, la vera rivoluzione veniva dal sistema di controllo e dalle modalità presenti.

Per la prima volta in un videogioco di calcio la palla non era incollata al piede e andava gestita dall’accurato sistema di controllo; ciò permetteva al giocatore di prodursi in dribbling e finte, realizzandosi in giocate davvero realistiche. Si potrebbe a questo punto pensare che il gioco fosse poco immediato o difficile. Falso. I programmatori dei Renegade riuscirono ad affiancare a questo accurato e realistico sistema di controllo del pallone una giocabilità frenetica e divertente, che risultava al tempo stesso immediata ed innovativa. La ciliegina sulla torta di questa capolavoro di gameplay erano le squadre e le modalità presenti al servizio del giocatore. Sensible presentava un numero immenso di squadre e giocatori reali che venivano ampliate e aggiornate regolarmente, fornendo ai videogiocatori un database in grado di competere con i moderni videogames di calcio sulle console di ultima generazione. Non erano da meno il gran numero di campionati e tornei presenti, tutti totalmente editabili, che offrivano la possibilità di gareggiare contro squadre reali o contro squadre create dai giocatori. Ricordo ancora la “Lega dei perdenti” in cui avevo infilato squadre formate da compagni di classe e professori, in un torneo che aveva impegnato per settimane me ed i miei amici. Ah, che tempi (scusatemi, il vostro Lost è un inguaribile nostalgico)! In ogni sua incarnazione videoludica, dagli 8 ai 16bit passando per i portatili, Sensible Soccer ha caratterizzato i primi anni novanta innovando il concetto di calcio virtuale e divertendo milioni di giocatori.

Da PES a Fifa Soccer, tutti i giochi di calcio di oggi gli sono debitori, dai possenti data base di Fifa al realismo del titolo Konami; tutti gli aspetti vincenti che apprezziamo nei capolavori di oggi derivano dal quel piccolo e semplice gioiello di programmazione che, oltre ad aver reso grande l’intramontabile Amiga, ha reso grande questo genere, dando un nuovo senso, una nuova forma ai videogiochi dedicati al calcio, dandoci forse la possibilità per la prima volta di giocare davvero al calcio.


Lost Highway

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