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Netgaming: la nuova rubrica di superEva Games!

Netgaming: la nuova frontiera del videogames. Da questa frase ad effetto nascono comunque molte domande per chiunque sia all'oscuro di questo termine, ormai in voga fra i navigatori del web. Il nostro nuovo collaboratore Z@pp@ ci terrà informati su tutto quello che accade in questo variegato mondo ma oggi parte dalle origini del netgaming...

Netgaming: la nuova frontiera del videogames. Questa è la definizione più efficace che potrei dare ad un qualunque lettore per far comprendere l’importanza del netgaming. Da questa frase ad effetto nascono comunque molte domande per chiunque sia all’oscuro di questo termine, ormai in voga fra i navigatori del web.

Cos’è il netgaming? Chi lo pratica? Dove si pratica? Quando è nato?

Per rispondere in modo esaustivo è necessario fare un passo indietro, intorno agli anni novanta e cercare di capire come sia nato questo fenomeno. I videogames hanno iniziato ad assumere importanza ormai da un ventennio e iniziano a divenire uno strumento ludico di massa anzichè di nicchia come era sino a qualche anno prima. Contemporaneamente negli States spopola Internet, una rete in cui computer scambiano dati e informazioni, inizialmente a scopo didattico (era in uso tra le università americane) e poi più generalmente a scopo informativo. In Italia nel frattempo cominciano a nascere le prime “Arene” nelle quali diversi giocatori incalliti si sfidano a colpi di frag. DooM è uno dei primi esempi di netgaming via LAN, ma questa modalità di gioco si svilupperà presto su tanti altri giochi, specialmente FPS (volgarmente detti sparatutto). Le problematiche legate al gioco in LAN sono comunque grandi, ci sono problemi di trasporto, di costi, di postazioni disponibili. Insomma, queste poche persone che potevano dedicarsi al gioco in rete non erano comunque sufficientemente numerose per poter far esplodere il fenomeno. Ed è proprio qua che subentra Internet: grazie alle connessioni sempre più veloci, e allo sviluppo estramemente rapido del Web nelle nostre case la frontiera che divide una piccola setta di adepti al gioco in rete e il grande pubblico può finalmente essere abbattuta. Nasce Quakenet, nascono i primi GSP italiani, nasce poco a poco la comunità, e con essa si sviluppano le prime associazioni, le prime manifestazioni legate al netgaming, i primi clan, e poco alla volta uno sport (perchè questo è ciò a cui mira il netgamer professionista) come questo si fa largo tra le grandi masse di giocatori. Il motivo della sua esistenza pare quasi essere scontato, non vorrete paragonare il gusto di trovarsi faccia a faccia (o schermo a schermo in questo caso) con un avversario reale, in carne d’ossa, che pensa, agisce, impreca, anzichè dover affrontare una fredda seppur evoluta intelligenza artificiale? Bene, il netgaming nasce per questo, si espande a macchia d’olio a partire dagli anni novanta e prosegue la sua evoluzione sino ad oggi, in cui l’obiettivo dei netgamer è quello di portare il gioco su un’altro piano, quello sportivo. In Italia infatti colui che pratica il netgaming è ancora considerato un semplice appassionato, uno smanettone che si diverte a giocare su Internet con gli amici, ma in altre nazioni in cui il fenomeno è introdotto da maggior tempo il giocatore è ormai considerato a tutti gli effetti uno sportivo professionista, che dedica ore e ore al giorno di allenamento e preparazione alle gare. Può sembrare esagerato forse, ma per chi si addentra in questo fantastico ambiente sarà molto facile cambiare idea.

Per avere un’idea di cosa significa essere un netgamer provate a collegarvi ad un server fun di Counter Strike o Unreal Torunament e iniziate a contare i secondi di vita che vi restano…

Z@pp@

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