
superEva: Mr Carruthers, per prima cosa, grazie per la sua disponibilità a rispondere alle nostre domande ma ora… Iniziamo! Molte persone ed esperti la considerano il più grande esperto di Jeet Kune Do. Secondo lei è vero?
TC: Ho fatto molti seminari in tantissimi posti al mondo: e sono stato uno dei primi occidentali ad andare in Cina ad imparare il Jeet Jeet Kune Do. Ho fatto molti seminari in Canada, Germania, Inghilterra, Irlanda e America ma rimane il fatto che Bruce Lee sia stato il fondatore dello Jeet Kune Do. Ci sono discussioni molto accese riguardo quest’arte marziale visto che ci sono due scuole molto divergenti. Una pratica quello che ha creato Bruce Lee, l’altra quello che altre persone hanno aggiunto dopo la morte di Lee ma che chiamano ugualmente Jeet Kune Do. Noi riteniamo che questo sia incorretto perché il vero Jeet Kune Do è quello di Bruce Lee e non debba essere modificato. Aggiungendo altre cose si porta via il cuore pulsante dello Jeet Kune Do che ruota attorno ad un concetto ben preciso: come uno scultore che ha tutta l’argilla e pian piano inizia a forgiare la sua opera, noi procediamo nello stesso modo per lo Jeet Kune Do. Ci sono ancora tante controversie a riguardo e lo Jeet ha una pessima reputazione perché molte persone hanno visto la versione “riveduta”, mentre non troppe persone hanno visto la versione originale.
superEva: In poche parole, ci può dire cos’è lo Jeet Kune Do?
TC: E’ probabilmente l’arte marziale più difficile da comprendere e probabilmente la più difficile da descrivere visto che non è stabile. Il motivo? E’ perché si reagisce all’azione di chi ti sta di fronte e così non c’è un piano ben preciso quando tu stai facendo una serie di mosse.
superEva: Cosa rappresenta per lei Bruce Lee?
TC: Come ho già menzionato, egli è stato il creatore dello Jeet Kune Do. Io sono sempre stato affascinato dalle arti marziali ma Bruce Lee negli anni ’70 con i suoi film le portò ad una dimensione differente. Così pensai, mentre vedevo quei lungometraggi: “I amerei fare quello che fa lui!”. Quell’uomo aveva tutta l’attitudine, le idee, la velocità e la forza che mai si erano viste prima!

superEva: Cosa può dirci della collaborazione con Nokia per il beat’em up The One e qual è il suo feedback riguardo questa esperienza?
TC: Beh, per prima cosa devo dire che non ci troppe mosse di Jeet Kune Do, perché i programmatori volevano qualcosa di più “violento”. Quando loro mi chiedevano: “Come reagiresti a questa mossa?” e gli mostravo loro cosa avrei fatto loro mi facevano quasi sempre: “Bella
ma non per il gioco!”.E’ stata comunque una bella esperienza, un lavoro decisamente duro. Non so quanti muscoli ho usato e mi sono anche rotto un’articolazione mentre il mio partner si è infortunato. Io penso che quando i programmatori si mettono in testa le idee per il gioco e le persone adibite al motion capter non pensano mai a chi dovrà fare 8 ore di arti marziali al giorno ad una velocità supersonica! Perché si va a “full speed” solo per pochi secondi ma hai bisogno di molto tempo prima di riandarci nuovamente. E spesso la stessa mossa l’ho dovuta ripetere 30 volte! John, lo sparring partner per il motion capture e mio studente si è dovuto mettere un casco protettivo integrale perché ho dovuto colpirlo con forza sia con calci che con pugni e se pur fosse così protetto qualche botta l’ha sentita!
superEva: E’ stato divertente rivedere i suoi movimenti in un videogames?
TC: Ah, ah! E’ veramente divertente rivedersi sullo schermo: quando abbiamo fatto il motion capture in Germania, mi rivedevo ogni giorno sul monitor come “uno stick man”, tipo come disegna un bambino disegnerebbe un uomo e non mi piaceva rivedermi così! Però questo mi ha aiutato a realizzare al meglio le animazioni per migliorare i movimenti utilizzabili poi nel gioco. Poi quando ho visto il risultato finale e ho giocato con me stesso è stato ugualmente divertente. Devo però confessarvi che per quanto bravo sia nelle arti marziali, sono un pessimo videogiocatore: le mie abilità sono nello Jeet Kune Do, non nel premere pulsanti!
superEva: Qual’è la tua opinione riguarda The One? Io penso che sia un gran bel gioco, soprattutto per le sue features multiplayer.
TC: Anche io lo trovo veramente un gran bel gioco ed il livello grafico e tecnico è veramente avanti rispetto a tutto quello che si è visto fino ad oggi nel campo del mobile gaming. Sono certo che i competitor di Nokia proveranno a copiare The One perché è veramente un gran bel gioco!
superEva: E’ possibile prevedere sue nuove collaborazioni nel mondo dei videogiochi?
TC: Se Nokia avrà intenzione di realizzare un sequel per The One e mi vogliono ancora con loro, sarei ben felice di proseguire la collaborazione visto che ho tante idee per migliorare il già ottimo lavoro che abbiamo fatto per The One.
superEva: Cosa può dirci invece del cinema? Molti pensano che lei sarebbe l’eroe perfetto per un action movie!
TC: Sarei ben felice di interpretare qualche film di arti marziali. Ci sono anche stati dei contatti con un produttore di Hong Kong che ha visto alcuni dei miei clips ed è rimasto piacevolmente sorpreso e stupefatto. Sto aspettando notizie a riguardo perché, oltre a continuare ad insegnare alle persone lo Jeet Kune Do amerei veramente iniziare una carriera cinematografica: sarebbe veramente un sogno! E senza superbia devo dire che quando confronto le cose che vedo fare da vari attori nei film e poi li paragono a quello che faccio nei miei “show reels” senza tagli, montaggi o effetti speciali, credo proprio che farei felici molti fan di action movie al cinema!
superEva: Vuole salutare i suoi fans italiani e tutti i lettori di superEva?
TC: Con piacere saluto tutti e spero che vi divertirete con The One!

Fabry T








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