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L'artista Olivier Ledroit per Heroes of Might and Magic V

Intervista e photogallery di eccezionale valore che testimonia il grande valore della collaborazione del disegnatore per l'attesissimo videogame fantasy di Ubisoft

Come sei arrivato a lavorare per l’universo di Might & Magic?

Erwan Le Breton, il Content Director Ubisoft per Might & Magic, mi ha contattato quando stava cercando un artista che potesse dare una forte identità visiva al nuovo Might & Magic. Gli universi che ho rappresentato nelle mie opere sono oscuri, bellicosi, violenti e questa era proprio la direzione che Erwan voleva dare al nuovo Might & Magic.

Secondo la tua opinione, quali sono le parti più interessanti di questo universo? Come saranno trasportate nel design?

Secondo me, le cose più interessanti di ogni universo fantasy risiedono nel fatto che è possibile percepire i diversi luoghi, altre ere in cui fuggire… Penso sia qualcosa di consueto; ognuno di noi ha bisogno di un posto dove poter fuggire dai limiti del mondo moderno. Alcuni guardano le partite di calcio, altri leggono romanzi fantasy. In passato erano soprattutto gli universi sci-fi a comandare, ma oggi il fantasy, sotto questo aspetto, è sicuramente più importante. Alla fine però, tutti questi generi usano gli stessi canoni; la storia assomiglia molto ad un classico film western. La necessità di fuggire resta la stessa, varia solo il modo in cui lo si attua.

Puoi descriverci il processo di creazione di un tuo disegno?

Inizio sempre disegnando le diverse fazioni, come sono collegate tra loro, quali differenze mostrano, ecc. Poi, per ognuna, realizzo delle forme di base ispirate ai diversi ambienti, ere, ecc. Infine aggiungo il codice grafico per ogni fazione. Uso queste basi per creare tutti i personaggi e le ambientazioni. Per Might & Magic, la limitazione principale è stata quella di differenziarsi dal classico universo fantasy. Fazioni come gli zombie o gli elfi hanno delle caratteristiche visive molto specifiche e appariscenti, ma Ubisoft ha voluto in qualche modo andare oltre a questa classica visione. Ecco perché gli Elfi in Might & Magic non solo si rifanno alla classica rappresentazione Celtica ma anche agli Indiani d’America. Gli Elfi oscuri, dall’altro lato, ricorderanno più il Rinascimento Italiano.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Sono tuttora molto influenzato dalle mie primissime letture, che includevano ad esempio, autori come Giger. Inoltre, la mia ispirazione è anche basata su molti elementi reali. Sono fermamente convinto che per creare qualcosa di originale e duraturo, è necessario basarsi su luoghi storici e comunque reali. Sono cose di cui puoi parlarne con tutti e non saranno mai fuori moda. Per esempio, nell’ultimo volume della mia attuale serie, Requiem, alcuni edifici che ho disegnato sono direttamente ispirati a delle chiese presenti nella mia zona. Quando devo disegnare un’armatura, la prima cosa che faccio è andarmi a leggere la mia enciclopedia sulle armi del 13° secolo, proprio per essere il più possibile collegato ad oggetti e luoghi reali. Inoltre, come ogni artista, tengo sempre d’occhio le opere di tutti gli altri autori. Il loro lavoro è un’importante fonte d’ispirazione.

Quale interesse particolare trovi nel lavorare ad un videogioco? Quanto è diverso dal tuo lavoro abituale?

A mio giudizio, l’aspetto più interessante dei videogiochi è il fatto che ti viene consentito di animare gli universi che hai creato. È davvero impressionante poter camminare in un universo creato da te stesso, proprio come se ne facessi parte. In passato ho già lavorato per questo settore ma era molto più difficile vedere un collegamento diretto tra ciò che creavo e quello che appariva sullo schermo. Per Might & Magic, mi sono particolarmente impegnato nel creare personaggi nei quali sia possibile rimuovere alcuni dettagli senza rompere lo schema generale. Tuttavia, molti di loro non possono ancora essere completamente trasferiti in un videogioco, ma spero che sarà possibile farlo in un prossimo futuro.

Sei diventato molto famoso per il tuo lavoro in Dark Moon Chronicles, anch’esse ambientate in un eroico universo fantasy. Cosa provi a lavorare nuovamente in un simile universo?

È come tornare al passato, in questo universo mi sento davvero a casa. Mi sento a mio agio con il genere fantasy, so come usarlo, anche se questa volta l’approccio è abbastanza diverso. Nelle mie opere, i personaggi sono più semplici, perché sai che dovrai disegnarli centinaia di volte da molti punti di vista differenti. Il mio lavoro in Might & Magic va oltre alla semplice creazione dei personaggi, mi consente infatti di rappresentarli con un maggior dettaglio. Fin dal mio esordio in Dark Moon Chronicles, ho sempre lavorato in molti altri progetti che mi hanno consentito di ampliare l’aspetto dei personaggi che potevo disegnare. Questo mi ha molto aiutato in questo lavoro, dandomi anche quella varietà di cui ho bisogno per creare liberamente. Credo che anche il mio lavoro in Requiem mi abbia influenzato, dato che i personaggi sono più oscuri, con molti più teschi.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Vorrei solo dire che il mio lavoro con Ubisoft in Might and Magic è in assoluto la mia miglior esperienza in questo settore. Basandomi sull’universo che Erwan e il suo team vogliono rappresentare, ho davvero tantissima libertà nella creazione dei miei disegni. È un’esperienza fantastica.

Olivier Ledroit: Biografia

Olivier Ledroit è nato a Meaux nel 1969. Dopo aver studiato Arti grafiche alla Duperrez School, ha iniziato a lavorare come illustratore per alcune riviste di carte collezionabili. Poco tempo dopo, ha incontrato François Froideval, che gli ha offerto l’opportunità di adattare uno dei suoi giochi di ruolo. In quel periodo, Froideval era molto conosciuto nella comunità dei giocatori di ruolo Francesi per le sue traduzioni dei libri di Dungeons & Dragons oltre ad essere stato anche il fondatore della più celebre rivista del settore in tutta la Francia, Casus Belli.

Nel 1989, fu pubblicato il primo volume delle Les Chroniques de la Lune noire (The Black Moon Chronicles). Combinando le intense rappresentazioni di Ledroit con l’epica trama di Froideval, la serie conquistò subito l’intera community per poi diffondersi verso un pubblico più vasto, vendendo oltre 1,5 milioni di copie. The Black Moon Chronicles raccontano la storia di Wismerhill, un giovane uomo designato dall’oracolo come colui che cambierà le sorti del mondo. Andando alla ricerca delle sue origini e del suo destino, Wismerhill parteciperà al grande conflitto che oppone le armate dell’oscurità al corrotto impero di Lhynn.

Nel 1994, con lo scrittore Thomas Mosdi, Ledroit pubblica Xoco, un thriller fantasy in due volumi.

In seguito, Ledroit si unisce ad un nuovo publisher, Soleil ed inizia una collaborazione con Pat Mills, uno scrittore Inglese famoso per il suo lavoro nelle serie di Marshal Law e Slaine. Insieme lavorano ad una nuova serie, Sha, ambientata in un universo futuristico.

Nel 1998, Soleil pubblica il nuovo progetto di Ledroit, The Crimson Gate, un adattamento grafico del libro Planet for Transients di Philip K Dick.

Nel 1999, Ledroit decide di pubblicare un suo lavoro personale e insieme a Mills e Jacques Collin, fonda la Nickel. Ledroit e Mills iniziano una nuova serie chiamata Requiem.

La storia è ambientata in un oscuro e gotico universo guidato da alcuni cavalieri vampiri dove ogni cosa è al contrario: il tempo ringiovanisce e il rispetto è guadagnato compiendo malvagità. Svegliatosi in questo mondo dopo la sua morte nel fronte Orientale della Seconda Guerra Mondiale, Heinrich, un crudele soldato delle SS, diventerà un cavaliere vampiro sotto il nome di Requiem.

Nel 2000, viene pubblicato il primo volume, Resurrection e riscuote subito un grande successo di pubblico. Da quel momento in poi sono stati pubblicati in totale ben sei volumi che hanno sempre ottenuto un buon riscontro: un ottimo risultato per una serie autopubblicata.

L’ultima produzione di Ledroit, The Magical universe of Olivier Ledroit, svela un altro aspetto della sua personalità artistica. In questo autoritratto, Ledroit esprime tutto il suo fascino per un mondo fatto di fate, folletti e altre tradizionali creature fantasy.

Olivier Ledroit ha collaborato anche in altri numerosi progetti, incluso la realizzazione grafica di alcuni personaggi per giochi di strategia da tavolo.

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