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Gears of War

La next generation della next generation videoludica è arrivata con Gears of War? Siamo di fronte alla killer application "definitiva" della console di casa Microsoft? A queste e molte altre domande questa recensione prova a rispondere... Buona Lettura!

































Ci siamo. Finalmente uno dei titoli più attesi in tutta la storia videoludica di sempre si è materializzato su XBOX360. Presentato come un passo evolutivo rivoluzionario sotto il profilo tecnico, come il punto di non ritorno della next generation, Gears of War nel giro di pochi giorni dal momento della sua uscita planetaria è stato un clamoroso successo di critica e di pubblico, superando già ampiamente il milione di copie vendute. Questo spazio web sarà la voce fuori dal coro o ci uniremo umilmente a tutti coloro che lo hanno già lodato senza esitazione? Per scoprirlo basta continuare a leggere questa recensione…



La produzione di Epic Games per conto di Microsoft, è un gioco molto d’impatto, senza troppi ghirigori di alcun genere e che punta tutto sull’azione. Lo scenario è quello di un futuro più o meno prossimo in cui il genere umano è alle prese con delle creature denominate “locuste” e che stanno letteralmente radendo il suolo la nostra terra dall’interno. Il protagonista di Gears of War, il granitico Marcus, viene fatto uscire di prigione (non ci viene dato modo di sapere perchè ci sia finito… prequel all’orizzonte?) perchè la guerra si sta facendo veramente difficile e visto che forse è stato trovato il modo di concluderla definitivamente, si è pensato a lui per far parte di una squadra intenta ad una missione impossibile.

Se pur GOW offre delle sequenze cinematiche di primissimo valore, l’esclusiva di XBOX360 (anche se si vocifera di un prossimo porting per PC) è un titolo molto improntato all’azione dura e pura. Siamo di fronte a delle coordinate ludiche simili a quelle di Resident Evil 4 (da cui riprende letteralmente la particolare inquadratura di spalle e leggermente a lato) ovvero uno shooter arcade al 100% e che a differenza dell’opera di Capcom, non vuole contaminazioni di altro genere o momenti “pseudo-adventure”: in Gears of War si spara, si spara, si spara e si spara ancora e lo si fa con un arsenale di tutto rispetto che ha i suoi “highlights” nella terribile motosega (a schermo la sensazione è veramente splatter che più splatter non si può!) e il martello dell’alba, un sistema di puntamento che permette di far arrivare sul malcapitato di turno i raggi laser satellitari a nostra disposizione. Certamente non manca qualche piccola variazione, oltre agli splendidi boss che incontreremo nel corso dell’esperienza, a cominciare dalla possibilità di dare ordini ai nostri compagni e al doversi destreggiare in alcune situazioni tramite alcuni punti di riparo in cui stare al coperto tramite la pressione del pulsante A. Con quest’ultimo sarà possibile successivamente compiere altre operazioni come passare da un riparo all’altro oppure fare una capriola “diversiva”. Siamo comunque di fronte ad un action-shooter tremendamente arcade di indubbio valore. Mi sorge però qui un piccolo interrogativo: mentre su queste pagine, si è sempre cercato di attribuire ad un prodotto il suo valore al di là della dicotomia arcade-simulazione, come mai in tante altre testate si idolatra il gameplay di GOW e si sono condannati altri prodotti con una impostazione simile? Scusate questa piccola digressione ma ogni tanto capita di pensare a “voce alta”…



Indubbiamente dove Gears of War al momento non ha termini di paragone è nell’aspetto tecnico: nonostante forse si sia ecceduto in dichiarazioni e affermazioni roboanti sulla sua realizzazione, ponendolo in qualche modo a distanze siderali da quanto visto sino ad ora su XBOX360, bisogna comunque confermare che siamo effettivamente di fronte alla qualità grafica migliore mai vista fino a questo momento su qualsiasi piattaforma di gioco. L’Unreal Engine 3 inizia a mostrare le sue potenzialità in fatto di qualità delle texture, di modelli poligonali, di effetti luce e ambientali, soprattutto nelle locazioni al chiuso dove i programmatori in taluni casi hanno veramente realizzato background da lasciare senza fiato (di contro, alcuni altri presentano un qualità più bassa rispetto a quanto si vede in molti altri frangenti). Quell’11 un pò “provocatorio” è solo per affermare che ci troviamo indubbiamente ad un punto nodale della next generation “tecnica” ma mi sento anche di affermare che su XBOX360 potremo vedere nel corso degli anni cose ancora più performanti come ad esempio un Gears of War che invece di andare a 30 frames (con qualche piccolo rallentamento di tanto in tanto) raggiunga l’obbiettivo dei 60 fps.

Alcune annotazioni le merita indubbiamente anche il sonoro: gli effetti ambientali sono tra i migliori mai ascoltati sino ad oggi con un uso del surround che toglie veramente il fiato. Musiche di discreta fattura ma invece di puntare a temi “classico-drammatici”, chi vi scrive avrebbe preferito un orientamento “metal”, adattissimo al “way of being” di Gears of War. Solo lodi invece per la localizzazione in italiano, indubbiamente una delle migliori di sempre.



Per quanto riguarda infine l’aspetto longevità, saranno sufficienti all’incirca 7-9 ore per completare la modalità in single player. Oltre alla sfida rappresentata da altri due livelli di difficoltà, è doveroso annotare la possibilità di giocarlo in compagnia di un altro soldato dello spazio sia on line che tramite split screen su una stessa console (c’è anche la terza via del system link) e indubbiamente questo è un aspetto interessante anche perchè la partecipazione di un altro giocatore può avvenire in modo non continuativo. Immancabile poi una componente multiplayer di indubbio valore: 8 giocatori, divisi in due squadre (una umana, l’altra “locustiana) si possono affrontare, nelle 10 mappe a disposizione, in tre modalità diverse: il survivor altro non è che la vittoria di chi sopravvive all’altra squadra, la seconda premia chi raccoglie più punti fra tutti e 8 i giocatori, mentre molto più peculiare si dimostra la modalità “assassinio”. In quest’ultima, per ogni squadra ci sarà un obbiettivo prefissato che se eliminato, darà la vittoria agli avversari. Sarà così una sfida molto più tattica e strategica in cui si dovrà prestare attenzione a difendere il proprio predestinato alla morte, ma al tempo stesso cercare di eliminare il nostro target tra le file della squadra nemica.











I NOSTRI VOTI


CONCLUDENDO…

Le categorie della guida