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Accademia Italiana dei Videogiochi: Intervista!

Sapevate che esiste anche in Italia un modo per imparare a fare videogiochi? Per conoscere meglio questa realtà, abbiamo intervistato i responsabili dell'Accademia Italiana Videogiochi!

Volete parlare ai nostri lettori come è nata l’idea dell’Accademia Italiana dei Videogiochi?

Quando Black Sheep Studios ed Elemental nel 2003 decisero di unire gli sforzi per produrre videogame ci si rese subito conto che i professionisti veramente validi con cui sviluppare i nostri titoli sul territorio italiano erano decisamente rari. Il passo consequenziale fu la crezione di un’accademia per formare direttamente i professionisti che avremmo poi usato per sviluppare i nostri videogame. Il vero motore dietro AIV è sicuramente stato l’entusiasmo e la voglia di fare bene in un ambito che unisce competenze tecniche e artistiche come pochi altri in assoluto.

Che cosa insegnate ai vostri studenti e quali prospettive possono contare di avere?

AIV insegna a fare videogiochi: il nostro corso parte dalle basi e in 2 livelli più uno stage di sviluppo, porta gli studenti ad avere una conoscenza completa e all’avanguardia per quel che concerne le tecnologie e le modalità per lo sviluppo. Noi puntiamo a formare veri professionisti che possono trovare lavoro presso le numerossissime software house estere, presso le poche valide italiane o direttamente in AIV come è già successo diverse volte. La differenza di AIV stà nel fatto che non si limita a far usare programmi già fatti per fare videogiochi come accade spessissimo purtroppo, ma mette in condizione gli studenti di poterlo progettare da zero! Questo tipo di conoscenza è quella che fa la differenza al momento di un colloquio di lavoro.

Volete parlarci in dettaglio dei vari corsi che avete organizzato?

Esistono due corsi principali: uno per la computer grafica sia come competenza tecnica che artistica ed uno per quel che concerne le programmazione. I corsi sono divisi in due semestri che puntano da dare le basi teoriche nell’arco del primo anno e di un secondo anno interamente dedicato allo sviluppo di un titolo interamente ideato realizzato dagli studenti. Per i suoi studenti AIV mette inoltre a disposizione diversi seminari gratutiti nell’ambito del Game Design e dell’Art Direction digitale.

All’interno della vostra struttura, state anche realizzando un videogame vero e proprio, il Rosso e il Nero Tactics. Volete parlarci di questa esperienza e di come sta avvenendo l’interazione con gli studenti?

Il Rosso e Nero - Tactics (nome provvisorio) è un progetto veramente ambizioso a cui AIV sta lavorando già da un anno a questa parte: si tratta di uno strategico a turni veramente rivoluzionario sia per lo stile di gioco che per la veste grafica ed è un progetto che stiamo sviluppando proprio con i nostri ex-studenti che hanno cominciato a collaborare in veste professionale con AIV. Il gioco sarà finito per Settembre 2008 ma verrà presentato in anteprima all’Independet Game Festival di San Francisco, che rappresenta l’Oscar dei videogames internazionali. Sicuramente un appuntamento che rappresenta per AIV sia un traguardo che una nuova sfida.

Cosa ne pensate della situazione attuale dell’industria videoludica italiana?

L’italia sta rinascendo, il processo è lento ma inesorabile. Fortunatamente nel nostro paese esistono diverse realtà che ormai sono di rilievo internazionale, fra queste citiamo Milestone di Milano, la prima e più fortunata softwarehouse italiana, Raylight di Napoli e ovviamente AIV per quel che concerne il cento-italia oltre a Leader spa sia per distribuzione che per le molteplici attività di cui si occupa fra produzione e marketing. Siamo partiti per ultimi ma finalmente il mercato nostrano comincia ad essere solido ed apprezzato anche all’estero.

Perchè siamo rimasti così addietro rispetto agli altri paesi europei? Riusciremo mai a colmare il Gap?

La sfida maggiore consta nel il riuscire a comunicare con i grandi investitori italiani per spiegare loro che il business dei videogames è enorme e che ha superato Hollywood nel 2004. Basti pensare che i consumatori di videogames in Italia sono 18.000.000 (cifre AESVI) e che rappresentiamo, nonostante la nostra pirateria, un mercato interessantissimo per le multinazionali estere a partire dall’Americana Microsoft per finire con i giganti giapponesi come Sony e Nintendo. Purtroppo l’Italia si porta dietro un retaggio di arretratezza culturale sul piano dell’industria e degli investimenti che non facilita il nostro compito. Un esempio su tutti è la sproporzione fra le aziende occidentali quotate al NASDAQ (la borse dei titoli tenologici) e quelle Italiane: 2 sole contro le centinaia delle altre nazioni. Anche l’industria dell’intrattenimento nostrana subisce questa distanza e infatti da paese di poeti e pittori siamo diventati soprattutto consumatori di prodotti d’intrattenimento esteri. L’unica nostra arma è fare bene e farci conoscere bene anche all’estero. La nostra mission è trasformare il nostro paese da consumatore esclusivo a produttore in linea con le nuove frontiere dell’arte digitale.

Progetti videoludici al di là del Rosso e Nero Tactics?

Assolutamente si! La classe che sta concludendo ora il suo primo anno accademico è in procinto di chiudere lo sviluppo di un titolo interamente pensato e realizzato da loro: Robodrome. Il gioco è ambientato in un futuro remoto in cui gli abitanti dei vari pianeti colonizzati dall’uomo sono appassionati di uno sport ipertecnologico e altrettanto duro, il Robodrome appunto. L’azione si svolge in un’arena in cui giganteschi Robot si scontrano per il predominio. L’azione sarà velocissima e tutta in 3D ispirata ai successi di titoli come Quake Arena e Unreal Tournament.

Uno o più esempi di ottima programmazione in campo videoludico nel corso dell’ultimo anno secondo la vostra opinione.

Di ottimi videogames ce ne sono veramente tanti ma su tutti spicca sicuramente il successo di World of Warcraft della Blizzard per quel che concerne l’accuratezza con cui è realizzato il mondo di gioco e per il favore che milioni di giocatori in tutto il mondo gli hanno tributato. Gears of War della Epic invece è da notare per la grafica veramente brillante e per un gameplay innovativo in un tipo di gioco che sembrava aver già detto tutto. In Italia spicca sicuramente SBK2007 della Milestone, simulatore di corse SuperBike che a ridosso dal lancio ha già convinto la grandissima giapponese Capcom ad affidare a Milestone lo sviluppo del loro titolo di corse motociclistiche GP07.

Un ringraziamento per il tempo che ci avete dedicato e volete salutare i lettori di Dada.Net Console & PC Games?

Vorremmo lanciare non solo un saluto ma anche un proposito: per tutte quelle persone che amano i videogames e sognano di vivere lavorando nel campo videoludico il messaggio è di farsi condurre dalla passione e di studiare veramente tanto perchè i sogni non sono impossibili da raggiungere, e noi lo sappiamo bene. A presto!

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