Mario Party 8

Super Mario e soci arrivano su Nintendo Wii per una festa a base di 80 minigiochi. Scopriamoli insieme nella nostra recensione!

































Guarda il Trailer di Mario Party 8

Come passa il tempo: mi guardo un attimo indietro e ricordo come se fosse ieri di quando si parlava del primo Mario Party e mi trovo a scrivere qui dell’ottavo episodio, il primo per Nintendo Wii. Ma bando alla malinconia perché la festa di Mario sta per iniziare! La serie Mario Party ha sempre assicurato divertimento per tutta la famiglia e il settimo episodio della serie, non fa certo eccezione proponendosi come il passatempo ideale per trascorrere qualche bella serata estiva.



Se per voi questa è la prima volta in cui venite a contatto di questa serie targata Nintendo / Hudson Soft, non è proprio semplice spiegare nel dettaglio un titolo che poi quando si gioca è intuitivo al massimo. Semplificando un po’, potremmo definirlo come una sorta di gioco dell’oca senza un traguardo o un arrivo ma in cui tramite vari minigames contro altri giocatori umani (al massimo 4) o mossi dall’intelligenza artificiale del Wii acquisirete monete e stelle. La principale modalità di gioco presenta una dinamica simile a quella degli altri episodi della serie Mario Party. L’obiettivo è di portare a termine i diversi obiettivi stabiliti entro un numero preciso di “Turni” mentre si devono raccogliere una quantità minima di monete e stelle. I giocatori tirano alternativamente un dado virtuale ed avanzano sul percorso di gioco in base al risultato ottenuto. Ma ogni casella su cui si fermano corrisponde a un minigioco grazie al quale i personaggi possono vincere monete e stelle sconfiggendo gli avversari.



Se sotto il profilo strutturale non ci sono particolari novità, ci aspettavamo però una bella rinfrescata del brand dai minigiochi che per la prima volta sfruttavano il Wiimote. Purtroppo invece la sensazione è quella di interazioni ludiche riadattate al controller esclusivo della console Nintendo (che questo ottavo episodio fosse originariamente destinato ancora al Gamecube?) e non partorite ad hoc per tale forma di interazione. Sarà che da Mario Party ci aspettiamo sempre molto ma non ci sentiamo di andare oltre una stentata sufficienza in fatto di gameplay.



Sotto l’aspetto tecnico, Hudson Soft ha provveduto ad un buon restyling del precedente episodio se pur la differenza non è così evidente e netta se si escludono i tavoli veramente mutati in meglio. Inoltre a rendere più affascinante il titolo ci pensa sempre il glamour del mondo di Mario che si può dire con un potere immaginifico inferiore solo alla collaudata ditta di Walt Disney. Soliti simpatici motivetti per il sonoro ma niente di trascendentale e che non richiami a cose già sentite in casa Nintendo.











I NOSTRI VOTI


CONCLUDENDO…

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