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Lost Odyssey

Lost Odissey è un kolossal videoludico, spettacolare, coinvolgente, sublime e sgargiante. Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

































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Hironobu Sakaguchi non è proprio l’ultimo degli arrivati nell’industria videoludica, visto che viene considerato il padre di un “certo” Final Fantasy. Takehiko Inoue è un disegnatore di successo, tra le cui opere è doveroso citare Slam Dunk. Nobuo Uematsu è “solo” l’autore delle più belle musiche di molti degli episodi di Final Fantasy. Prendete questi tre personaggi, uniteli ai programmatori di Fell+ (molti dei quali ex appartenenti a Squaresoft) e potete immaginare da soli perchè con Lost Odyssey ci troviamo di fronte ad un assoluto capolavoro!



Il titolo parte in modo molto particolare. Senza alcuna spiegazione, parte una cut scene pazzesca (solo qualche giorno fa celebravamo i filmati di Devil May Cry 4 ponendoli al di sopra di quanto visto fino ad oggi. Ci dispiace per Dante e soci, ma devono già lasciare il trono a LO!) in cui si affrontano due eserciti piuttosto inconsueti fin quando un meteorite gigante li spazza letteralmente via. Uno dei pochi sopravvissuti è Kaim, il nostro alter ego, che sembra aver perso la memoria. Pian piano, nel corso delle decine e decine e decine di ore necessarie per concludere Lost Odyssey, però scopriamo assieme a lui che si tratta di un soldato millenario in un mondo (rappresentato in modo stupefacente, a metà strada fra Blade Runner e Il Signore degli Anelli) a metà strada tra il fantasy ed il cyberpunk intriso di una forza magica che ha cambiato il mondo per sempre. Ottimo background, tante emozioni, spettacolarità incredibile: Lost Odyssey è un vero kolossal videoludico sotto ogni punto di vista!



Passando alla componente più strettamente ludica, con Lost Odyssey ci troviamo di fronte ad un tipico gioco di ruolo giapponese molto vicino ai canoni più tipici del genere: ecco quindi i combattimenti a turni, quelli casuali (fortunatamente in numero non eccessivo), i party di personaggi, gli items magici e così via. Siamo veramente ancorati alla tradizione più “tradizionale” dei JRPG: questa osservazione non deve però essere letta con un’accezione negativa quanto una scelta ben precisa voluta dai creatori di LO.



Passando infine all’analisi della componente tecnica, abbiamo già idolatrato le cut scene pazzesche. Passando alla parte in game, i programmatori si sono affidati all’Unreal Engine 3 ed il lavoro svolta è senza dubbio molto positivo: tranne qualche piccola sbavatura (ci riferiamo a qualche set di animazioni non proprio allo stato dell’arte), per il resto Lost Odyssey si dimostra un prodotto molto riuscito e rifinito in ogni aspetto grafico. Ancora più eccellente il sonoro grazie al magistrale lavoro di Nobuo Uematsu, autore di composizioni strepitose ed in perfetta empatia con le emozioni del gioco. Encomiabile anche il lavoro di localizzazione: è difficile ascoltare doppiati tutti i dialoghi di un gioco di ruolo nella nostra lingua, per di più con una qualità veramente elevata!











I NOSTRI VOTI


CONCLUDENDO…

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