Seguendo un trend consolidato sia nel medium videoludico che al cinema, Sacred 2 è ambientato ben 2000 anni prima rispetto al primo episodio, proponendosi quindi come prequel della storia (più tipicamente fantasy di così non poteva essere…) che abbiamo apprezzato sui nostri PC nel “lontano” 2004.
Guardando le immagini (oppure se avete giocato con il primo episodio) vi siete già iniziati a fare una prima idea su che tipo di gioco sia Sacred 2: lo devo fare io quel nome? Ok,lo faccio! Probabilmente guardando gli screenshot di Sacred 2 avrete pensato all’oramai cult serie di casa Blizzard chiamata Diablo. Indubbiamente i parallelismi fra le due produzioni esistono e sono piuttosto evidenti, partendo dall’inquadratura in isometria e al genere di appartenza, ovvero RPG fantasy del“sottogenere” Hack’n’Slash.

D’altra parte alcune piccole trovate interessanti o non rendono la saga di Ascaron un mero clone del diavolo “blizzardoso”, riuscendone a distaccarsene anche maggiormente rispetto a titoli precedenti se pur più blasonati. Da non sottovalutare poi le caratteristiche uniche dei 6 personaggi presenti e soprattutto la componente multiplayer (sia in LAN che su Internet) che ci permetterà di sfidarci o collaborare con altri “avventurieri” fino a 16 giocatori in contemporanea.
Riguardo l’aspetto grafico, valutiamo molto positivamente la cura quasi maniacale con cui i programmatori di Ascaron hanno realizzato personaggi, ambientazioni ed effetti luce senza dimenticare alcuni “tocchi di classe” come il ciclo dinamico giorno-notte, gli effetti atmosferici e di vento. Il salto generazionale dal primo episodio poi è veramente evidente, ponendo Sacred 2 agli apici del genere di riferimento anche nel comparto tecnico-estetico. Luci ed ombre invece dal sonoro: se da un lato abbiamo una colonna sonora epica ed accattivante con una band guest star, i “mitici” Blind Guardian, che rendono a tratti monumentale l’accompagnamento musicale, dall’altra abbiamo una localizzazione in italiano non troppo ispirata ed anche parziale. Per intenderci: il nostro alter ego parlerà sempre nel nostro idioma, mentre gli avversari “emetteranno” frasi in inglese e l’effetto non ci è piaciuto per niente! Un difetto non “strutturale” ma di cui avremmo volentieri fatto a meno.
Vi segnalo in conclusione che i requisiti hardware minimi per giocare a Sacred 2 sono fissati a 2.4 giga per il processore, 1 giga di ram, 256 di memoria video e 20 (quasi da guinness dei primati) giga di spazio libero su hard disk. I consigliati salgono ad un Core Duo in fatto di CPU, 2 giga di ram e 512 mega di memoria video. Sul PC con cui è stato testato il gioco (3.5 giga di processore, 2 giga di ram, 256 mega di memoria video) con un lavoro di setting certosino, siamo riusciti ad ottenere delle buone performance senza sacrificare eccessivamente l’appeal grafico.
IN CONCLUSIONE
Ad eccezione di una localizzazione in italiano assolutamente da rivedere, Sacred 2 è un titolo che rasenta la perfezione visto che non presenta alcun vero difetto. Il titolo distribuito in Italia da Koch Media infatti presenta un rapporto qualità / prezzo fuori norma (il gioco costa 29.95 euro, oppure 39.95 se volete la confezione veramente elegante della collector’s edition), un gameplay che ricorda da vicino quel mostro sacro chiamato Diablo 2 ma con qualche ottima variazione sul tema, un livello tecnico generale eccellente e le possibilità di gioco multiplayer: insomma, solo se soffrite di allergia acuta agli RPG fantasy hack’n’slash vi dovete mantenere a distanza, altrimenti correte nei negozi e portatevi a casa una copia di Sacred 2 prima che vada esaurito!
GLAMOUR 9.0
TECNICA 8.7
GAMEPLAY 9.0
LONGEVITA 9.3
TOTALE 9.0

Fabry T

















