Necrovision Recensione PC

Avevate adorato Painkiller e speravate in una specie di seguito? Attenzione, rischiate di essere delusi da un “clone” solamente discreto oppure, più semplicemente, da un titolo in parte diverso.[...]

Necrovision Recensione PCAvevate adorato Painkiller e speravate in una specie di seguito? Attenzione, rischiate di essere delusi da un “clone” solamente discreto oppure, più semplicemente, da un titolo in parte diverso. Detto questo, ci siamo tolti un peso: quello del confronto con il progenitore più o meno diretto, il titolo a cui molto avrebbero associato questo Necrovision. Possiamo così parlarne scrollandoci di dosso pregiudizi e preconcetti.

NecroVision, sparatutto in prima persona, è ambientato nella Prima guerra mondiale, per la precisione durante la battaglia di Verdun (variante sul tema “Guerra Mondiale”, sicuramente tra i trend più fecondi nel mondo videoludico), dove gusteremo le gesta di Simon Bukner, in salsa horror con contorno di orde di non-morti, vampiri, demoni. Ma, in fondo, inutile soffermarsi troppo sulla trama, che poteva essere forse più profonda, e che invece appare in diversi punti poco più del classico pretesto per imbracciare l’arma e sparare ad ogni cosa che si muove. Cosa che non sempre è un difetto, se si è in cerca di altro. Ma anche dal punto di vista di questo “altro”, l’inizio del gioco stesso non entusiasma: eccessivamente lento. Eppure, lo scoprirete, Necrovision è un diesel vecchia maniera, che carbura tardi e rischia di far disamorare chi è abituato ai motori benzina più vivaci e prestanti, ma quando parte sgasa eccome.

Con l’arrivo delle armi “come si deve”, inizia il vero divertimento: scontri molto fisici, adrenalina, masse di nemici i numero tale da spaventare sul serio, e tanta azione dal gusto splatter. Potremo unire anche le armi bianche con i calci e le armi da fuoco: le combo saranno molte e divertenti. Il gioco stesso, anzi, ci invita a fanre di sempre più complesse, segnalandoci le nostre combo migliori. Saranno poi finalmente disponibili innumerevoli strumenti di “piacere”, comprese perfino le cavalcature. Non mancheranno neanche miglioramenti magici e armi “prese a prestito” dai vampiri. A questo punto, Necrovision saprà regalare quel piacere sadico (virtualmente parlando) derivante dallo spappolare teste e far volare gambe: il gioco si prende un po’ meno sul serio, e paradossalmente il divertimento si fa più diretto e “sano”. Lo stesso doppiaggio italiano (volontariamente o meno) alla fine aiuta a vedere tutto con più ironia.

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Mostri e umani cominciano così a volare per lo schermo, il sangue comincia a scorrere, e tutto si fa frenetico, brutale, quasi confusionario: a salvarci una sorta di bullet time che si carica aumentando la furia del protagonista. Un sistema che ci salverà la pellaccia più di una volta in situazioni che a volte assomigliano a caos infernali di nemici che ci vengono vomitati addosso da ogni parte. Tanti nemici, dicevamo, vari anche come tipologia, ma uniti tutti da una caratteristica meno lusinghiera: si comportano praticamente tutti allo stesso modo, e con “modo” per la maggior parte si intende venirvi addosso senza strategia e incastrarsi nello scenario spesso e volentieri, facendo semplicemente da carne da macello più o meno difficile da buttar giù a seconda della resistenza ai colpi. Perfino i boss sono alquanto prevedibili, e un minimo di spirito di osservazione basta a nullificare il senso di sfida.

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Dal punto di vista tecnico, il titolo si difende quasi peggio dei mostri di cui sopra: molte animazioni non convincono, e in generale la grafica, a parte alcuni effetti non male, sa di “vecchio” ai nostri occhi abituati ormai a ben altro (l’engine è pur sempre quello di PainKiller): alcuni modelli tridimensionali e gran parte delle textures appaiono ormai decisamente superati. Senza contare che, non offrendo appunto chissà che vertici grafici, il gioco rimane esigente dal punto di vista dell’hardware, almeno in rapporto a quel che mostra. Almeno, settando per bene i parametri, il frame rate rimane costante anche con molti nemici a schermo, e questo è sicuramente lodevole. Buona però la longevità, aumentata da sfide sbloccabili tramite la campagna principale, sfide che tra l’altro una volta superate vi daranno nuovi bonus per proseguire.

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IN CONCLUSIONE
Necrovision rischia di deludere nelle parti iniziali, ma, nonostante le pecche grafiche, sa prendere il volo grazie ad una decisa vena splatter e ironica che si fa spazio mano a mano, proseguendo nel gioco, che sa farsi più frenetico e divertente. Alla fine è al di sotto dei parametri attuali di un mondo FPS fortemente competitivo, e anche al di sotto (per chi lo ricorda) di PainKiller, ma resta giocabile e gustoso per chi ama uno sparatutto dal sapore fortemente arcade.

GLAMOUR 7
TECNICA 6.5
GAMEPLAY 8
LONGEVITA 7.5
TOTALE 7

Simone Wiizard - Italia Top Games Staff

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