Puntuale come al solito (sono oramai 15 le versioni del gioco…), anche quest’anno arriva la nuova edizione di NBA Live, la pallacanestro di EA Sports che da qualche tempo se la deve vedere con un osso particolarmente duro, NBA 2K, e se pur i due giochi abbiano una attitudine diversa (Live è un “ibrido”, 2K un simulatore “puro”), il paragone è assolutamente legittimo. L’anno scorso la critica ha preferito nettamente la produzione di 2K Sports. Questa volta come saranno andate le cose? Basta continuare a leggere la nostra recensione per scoprirlo.
Facciamo subito il nostro ingresso trionfale nel menù principale delle opzioni e subito scopriamo che mentre il gioco caricherà le partite, avremo qualche player virtuale con cui aspettare e fare qualche schiacciata per rilassarci. Scopriamo poi le opzioni a disposizione: se avete poco tempo potete tuffarvi subito in una esibizione classica. Per un’esperienza invece più profonda e duratura c’è invece il dinasty mode, una vera e propria modalità completissima che ci farà gestire una squadra dell’NBA in tutte le sue sfaccettature (mercato, giovanili).
Da segnalare la confermata presenza delle nazionali fra cui anche quella italiana e della possibilità di giocare alcuni “scenari” personalizzabili. Infine non mancano neppure le gare delle schiacciate e dei tiri da tre oltre ovviamente alle possibilità di gioco on line dove potremo anche aggiornare i roster (Dynamic DNA) e le statistiche di tutta le NBA (Stagione Dinamica) ed affrontare le partite in 5 giocatori umani contro altri 5 giocatori umani (Adidas Live Run). Non manca neppure la modalità “Be a Pro” in cui controlleremo solo un giocatore della squadra e lo seguiremo nel corso della sua carriera.
Per quanto riguarda il gameplay come al solito NBA Live risulta essere un basket elettronico a metà strada fra la simulazione e l’arcade se pur l’attitudine stia virando maggiormente verso il realismo. In questa edizione la novità principale risiede nel 360° Motion Control, lo stesso apprezzato in Fifa 10 con i movimenti dei giocatori dotati di una fisicità molto più credibile e accurata: gli atleti hanno un peso effettivo, che ne influenza sia la reattività che gli spostamenti sul rettangolo. Migliorata anche la fisica della palla.
Passando poi all’aspetto tecnico, vedendo le animazioni dei giocatori si rimane del tutto basiti: il fotorealismo (anche nella composizione grafica degli stessi) raggiunto è assolutamente di elevatissimo spessore tanto che quando si fa uno slam dunk c’è un grado di assoluto rilievo e credibilità nel gesto mai raggiunto in passato. Strabordanti i riflessi sul parquet così come le ombre. Peccato solo per le poche telecamere a disposizione e per la pochissima spettacolarità dei replay: siamo rimasti piuttosto delusi da questo aspetto visto che si deve proprio ad EA Sports l’operazione di “spettacolarizzazione” degli sport in formato videoludico e vedere così poco curato uno degli aspetti più “gustosi” di un videobasket ci ha lasciato sorpresi in negativo.
La parte sonora è invece composta dalla telecronaca, giustamente lasciata in inglese e realizzata in modo impeccabile, dagli effetti ambientali perfetti ed una soundtrack composta da brani più o meno noti dell’universo Hip-Hop (non poteva essere altrimenti). Anche in questo caso, tutto funziona alla perfezione.
IN CONCLUSIONE
NBA Live 10 fa un deciso passo in avanti rispetto all’edizione dello scorso anno. Il gameplay è nettamente migliorato (più realistico e più profondo), la veste grafica è quasi perfetta (peccato per le poche telecamera ed il replay non eccessivamente spettacolare) e le modalità di gioco sono veramente tante e variegate. Insomma, NBA 2K ha ancora la palma di migliore simulazione sul mercato ma EA Sports effettua il sorpasso nel parametro tecnico e si avvicina anche nel gameplay. Se poi preferite un basket più immediato e meno simulativo, allora NBA Live 10 fa sicuramente al caso vostre e non rimarrete pentiti dalla scelta!
GLAMOUR 9.0
TECNICA 8.9
GAMEPLAY 8.5
LONGEVITA 9.3
TOTALE 9.0

Fabry T




















