Tutto si può dire di Ubisoft (o quasi) tranne il fatto che non sia una Software House che si impegna moltissimo a curare ogni singola versione di un titolo per le diverse piattaforme. Prendiamo ad esempio Prince of Persia le Sabbie Domenticate: sono state fatte tante versioni del gioco, ognuna totalmente diversa dall’altra, quante sono le piattaforme su cui girano (eccezion fatta per le console HD che hanno entrambe lo stesso gioco, ovviamente).
Su Playstation 3 e Xbox 360 troviamo così un’esperienza dalla grande atmosfera e dall’ottimo motore grafico, su Wii un’avventura che ricorda da vicino i vecchi giochi del principe e su Psp…beh, per saperlo leggete questa recensione!
Prince of Persia su Psp abbandona quelle che sono le ultime “tendenze” del brand per affidarsi ad una struttura ludica per certi versi semplificata: ci troviamo di fronte infatti ad un classico platform a scorrimento orizzontale. Nei panni del Principe, dovremo quindi seguire il nostro spirito guida (una sorta di folletto) attraverso i livelli dalla struttura lineare cercando di superare ostacoli e difficoltà di ogni genere.
Va subito detto che i controlli sulla console portatile Sony sono davvero ben implementati: saltare, combattere e arrampicarsi sui muri è davvero piacevole ed intuitivo. Alla fine, nonostante lo “stravolgimento” strutturale, si ha comunque sempre la sensazione di giocare a Prince of Persia: oltre alle varie doti salterine, il protagonista dovrà vedersela con svariati enigmi, sia da intendersi in senso classico che dinamici.
Vale a dire che grazie al controllo del tempo (mediante pressione del tasto R) potremmo influire su molti elementi ambientali, come trombe d’aria che potremo far aumentare di volume per trasformarle in piattaforme, oppure altre piattaforme che potremo accelerare e rallentare a nostro piacimento. Nel complesso l’avventura si rivela gustosa, dall’ottima atmosfera e mai frustrante, dandoci la possibilità di viverla al meglio. Gli enigmi svolgono bene il compito di spezzare un po’ l’azione tra un salto e l’altro, tra un combattimento e l’altro.
Sul versante tecnico, Ubisoft Quebec ha lavorato davvero molto bene, creando un principe ben modellato (totalmente 3d, a dispetto del gameplay) e ottimamente animato. Anche le ambientazioni sono stupende a vedersi, riuscendo a ricreare appieno l’atmosfera che si respira nelle versioni per le console “maggiori”: il tutto risente favorevolmente dell’ottima palette di colori utilizzata, delle splendide texture e dei riuscitissimi effetti speciale.
Come da copione, il doppiaggio è a livelli solo discreti, con un principe che cerca di farsi apprezzare per il tono umoristico riuscendoci solo a metà (o, piuttosto, riuscendo a farsi odiare da alcuni). Le musiche invece sono ben implementate e si amalgamo alla perfezione all’azione di gioco, senza essere mai troppo presenti al punto di diventare eccessive, ma “presentandosi” solo dove veramente necessario con lo scopo di migliorare l’atmosfera.
IN CONCLUSIONE
Il Principe su Psp si rifà il look, trasformandosi da adventure a tutto tondo a platform a scorrimento orizzontale. L’operazione è davvero ben riuscita e ci troviamo di fronte ad un gioco divertente, semplice ma collaudato al tempo stesso, che saprà emozionare il giocatore in virtù delle ottime atmosfere e del sapiente mix tra azione ed enigmistica. Un acquisto che ci sentiamo di consigliare a tutti gli amanti storici del principe ma anche a chi ha voglia di farsi una bella avventura…
GLAMOUR 8.5
TECNICA 9
GAMEPLAY 8
LONGEVITA 8
TOTALE 8.4
Nicola “Call of Juarez” Coccia

Fabry T

















