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Resonance of Fate Playstation 3 Xbox 360 Recensione

I giochi di ruolo giapponesi hanno conosciuto il loro periodo d’oro nell’era Playstation 2: sulla console Sony ne uscirono davvero tantissimi e (quasi) tutti di elevata qualità, in grado tra[...]

Resonance of Fate Playstation 3 Xbox 360 RecensioneI giochi di ruolo giapponesi hanno conosciuto il loro periodo d’oro nell’era Playstation 2: sulla console Sony ne uscirono davvero tantissimi e (quasi) tutti di elevata qualità, in grado tra l’altro, grazie all’estrema varietà, di accontentare sia il giocatore classicista che quello più propenso alle innovazioni all’interno del genere.

Quando quindi, col cambio generazionale e con l’uscita delle console attuali i JRPG cominciano a scarseggiare, in molti rimasero profondamente delusi e “affamati”. Fortunatamente nell’ultimo anno la situazione sembra essersi decisamente sbloccata, ed ora dopo le ottime uscite di Final Fantasy XIII e di Monster Hunter 3 per Wii, è arrivato il turno di Resonance of Fate…

Veniamo accolti all’inizio da una bellissima sequenza (dove si ha da subito la sensazione che i designer si siano ispirati in parte e Final Fantasy ed in parte a Devil May Cry, per movenze ed azioni spettacolari superesagerate a suon di pallottole), davvero accattivante e commovente al tempo stesso che è utile ad introdurci alla trama del gioco: l’uomo, a forza di comportamenti sbagliati e irrispettosi nei confronti della natura (tematica tra l’altro tanto attuale quanto però, va detto, abusata in questo genere di giochi) è arrivato a rendere invivibile il pianeta e si è trovato costretto a costruire un generatore, Basel, che gli garantisce un certo livello di sopravvivenza.

Basel è sostanzialmente suddiviso in vari piani, occupato ognuno da una casta diversa, con il clero situato, ovviamente, nella posizione dominante. I vostri tre personaggi, Zephyr, Vashyron e Leanne, sono dei cacciatori e porteranno avanti le loro missioni andandole a pescare sulle bacheche che troverete sparse per le varie location.

Resonance of Fate Playstation 3 Xbox 360 Recensione

Degno di nota è il sistema di combattimento, davvero complesso e profondo, costituito sostanzialmente da un mix di elementi a turno e in tempo reale. Ogni personaggio avrà a disposizione un intervallo di tempo per produrre le proprie azioni, tipo attaccare, utilizzare oggetti o compiere azioni speciali. Nel contempo però, sarà anche libero di muoversi a 360 gradi nell’area di combattimento, in modo tale da potersi posizionare dove meglio crede: più lontani resterete dal nemico e più sarete protetti dai suoi attaccati, ma al tempo stesso impiegherete più tempo a mirare e quindi a portare a segno i vostri colpi.

Va poi considerata la posizione dei vostri alleati, che sono potenzialmente aggredibili dai nemici intanto che voi effettuate le vostre azioni; il tutto si concretizza insomma in un sistema davvero molto complesso che vi accompagnerà nelle 60 ore di gioco necessarie a completare il gioco.

Resonance of Fate Playstation 3 Xbox 360 Recensione

Dal punto di vista tecnico abbiamo un motore totalmente 3d con inquadrature dinamiche precalcolate, vale a dire che non avrete possibilità alcuna di influire sulla telecamera; sicuramente è stato svolto un ottimo lavoro, visto che i personaggi sono ben modellati (anche se poco originali nelle fattezze) e soprattutto, stupendamente animati. Buoni i fondali, con texture di pregevole livello e solide ambientazioni poligonali; certo, non siamo ai livelli di Final Fantasy XIII ma il titolo si difende comunque piuttosto bene. Solo discreto il sonoro, composto da musiche tutto sommato abbastanza anonime e da un doppiaggio in inglese (con sottotitoli in italiano) non proprio ad alti livelli.

Resonance of Fate Playstation 3 Xbox 360 Recensione

IN CONCLUSIONE
Resonance of Fate è un prodotto ben congegnato, con dalla sua ottime sequenze filmate ed un riuscito comparto audio/video. Se da un lato il titolo è fin troppo classico (e quindi, massificato) nella trama e nell’estetica generale (andando a pescare da Final Fantasy e Devil May Cry) dall’altro il gameplay adottato, davvero profondo e complesso, rischia di rendere questo gioco di ruolo non proprio adatto a tutti. Il consiglio è di prenderlo in seria considerazione, perché se si ha voglia di imparare a sfruttare appieno il sistema di combattimento potrebbe anche rivelarsi un’ottima sorpresa.

GLAMOUR 7
TECNICA 8
GAMEPLAY 8.5
LONGEVITA 8.5
TOTALE 8

Nicola “Call of Juarez” Coccia

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