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Metal Gear Solid Peace Walker Recensione PSP

Da quando, nel lontano 1998, uscì per Psone lo stupendo Metal Gear Solid, ne è passata di acqua sotto i ponti. Con il primo episodio, in molti, come il sottoscritto, si emozionarono e considerarono[...]

Metal Gear Solid Peace Walker Recensione PSPDa quando, nel lontano 1998, uscì per Psone lo stupendo Metal Gear Solid, ne è passata di acqua sotto i ponti. Con il primo episodio, in molti, come il sottoscritto, si emozionarono e considerarono quel primo capitolo un vero e proprio capolavoro in grado di creare un esplosivo mix tra il mondo dei videogiochi e quello del cinema.

Dopo altri episodi, che hanno saputo mostrare come in realtà l’universo creato da Kojima fosse tanto complesso da rischiare di perdere il filo, ci accingiamo a provare l’ultimo anello della catena (ma solo in ordine cronologico): Metal Gear Peace Walker per Psp.

Partiamo, doverosamente, dalla storia, visto che è forse la caratteristica principale in ogni opera di Kojima: dopo le vicende che hanno visto coinvolto Big Boss in Snake Eater (sì, perché questo gioco è il suo sequel) Snake si trova in Costa Rica, un paese pacifico che, per costituzione, non possiede un esercito regolare. La sua nuova avventura prende forma quando un professore universitario si presenta alla sua porta chiedendo l’aiuto dei “Militaires Sans Frontieres”, il nuovo gruppo armato di mercenari che fa capo al nostro protagonista, per fronteggiare quella che è una vera e propria invasione militare, dietro la quale sembra nascondersi la CIA. Anche in questo caso quindi gli intrighi politici internazionali sono il piatto forte della trama…

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Il gioco parte con un comodissimo tutorial (completamente skippabile, ma vi consigliamo caldamente di seguirlo) che vi permetterà di impratichirvi coi comandi, che tra l’altro potrete scegliere di personalizzare in base a tre tipologie distinte di mappatura, nessuna francamente troppo comoda. Questo è dovuto soprattutto alle caratteristiche della Psp, che mal si adatta alla complessità dei comandi dello stealth game concepito da Kojima.

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Nelle sue meccaniche, infatti, il titolo non si discosta granché dagli episodi precedentemente visti, visto che il gameplay è praticamente invariato, ma sono comunque state aggiunte alcune importanti novità. La prima consiste nella possibilità di inviare qualsiasi soldato nemico che riusciremo a catturare al nostro quartier generale (e questa azione è comunque performabile in qualsiasi ambiente, compresi quelli chiusi): potremo così recapitarlo alla sezione ricerca e sviluppo allo scopo di ottenere nuove armi e gadget, oppure alla sezione di guerra, creando una sorta di esercito personale che potrà lavorare per noi.

L’altra caratteristica inedita è l’implementazione della modalità online: adesso potremo anche portare avanti l’avventura insieme ad un altro “umano” in modo tale da poterci semplificare il compito e creare nuove strategie sul campo.Va detto che comunque tutta l’avventura è godibilissima dall’inizio alla fine, grazie anche (e soprattutto) ad una trama che è come sempre ai massimi livelli e piena di colpi di scena.

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Se questa uscita del grande Snake può rivelarsi dal punto di vista della storia e del gameplay assolutamente al livello (se non superiore) alle versioni “maggiori” già uscite, lo stesso può dirsi dal punto di vista tecnico. Davvero vedendo Peace Walker si ha la sensazione di avere tra le mani uno dei giochi graficamente più performanti (se non il più performante in assoluto) per la console portatile Sony: a schermo è un tripudio di poligoni, che danno vita a personaggi ed ambienti forse mai così complessi come in questo caso, il tutto senza il minimo rallentamento, nemmeno online. Anche le texture sono di assoluta qualità mentre dal punto di vista sonoro ci troviamo di fronte ad un’opera d’arte, con musiche come sempre superbamente orchestrate ed evocative e, soprattutto, un doppiaggio (rimasto in inglese ma con i sottotitoli in italiano) da brivido…

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IN CONCLUSIONE
Metal Gear Peace Walker rappresenta una vera e propria perla all’interno della saga. La trama prosegue gli eventi visti in Snake Eater e continua a narrare le gesta del prode Snake in una nuova avventura ricca di colpi di scena e magistralmente narrata. Rispetto agli altri episodi, sono stati aggiunti nuovi elementi nel gameplay (come la possibilità di inviare i nemici catturati alla propria base) e una modalità online che aggiunge un pizzico di tattica e divertimento in più al prodotto. Peccato per una mappatura dei comandi un po’ scomoda in quello che può essere considerato un altro capolavoro del mitico Kojima…

GLAMOUR 10
TECNICA 10
GAMEPLAY 8.5
LONGEVITA 9
TOTALE 9.4

Nicola “Demon’s Souls” Coccia

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