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Assassin's Creed Brotherhood Xbox 360 Recensione

A lungo atteso da tutti i fan, esce finalmente Assassins’s Creed Brotherhood: a scanso di equivoci va però precisato che questo episodio non è Assassin’s Creed 3, quanto piuttosto un capitolo[...]

Assassin's Creed Brotherhood Xbox 360 RecensioneA lungo atteso da tutti i fan, esce finalmente Assassins’s Creed Brotherhood: a scanso di equivoci va però precisato che questo episodio non è Assassin’s Creed 3, quanto piuttosto un capitolo intermedio che riprende le vicende dove le avevamo lasciate e che soprattutto impreziosisce l’esperienza di gioco con una inedità modalità multiplayer (presto allargato ancora da un DLC gratuito), a gran coro richiesta dai videogiocatori di tutto il mondo…

Come si diceva Brotherhood inizia laddoveddove Assassin’s Creed 2 si è concluso: il giovane Ezio, recuperato dallo zio Mario, fa ritorno a Monteriggioni, ma i festeggiamenti per il gradito ritorno sono destinati a durare poco. Ezio infatti ha lasciato in vita Rodrigo Borgia che, per mano del figlio Cesare decide di attaccare Monteriggioni: Mario viene ucciso e Caterina Sforza rapita e portata a Roma. Questo incipit così violento avrà forti ripercussioni sul carattere del giovane eroe, che sarà in questo capitolo meno scanzonato e goliardico per lasciare posto ad una maggiore responsabilizzazione e serietà (cosa che sarà gradita ai vecchi fan di Altair).

Sul versante del gameplay poco o nulla è cambiato, ritroveremo la stessa struttura a missioni principali e secondarie da portare avanti con tanto di comoda minimappa circolare in fondo a sinistra dello schermo. Come sempre, avremo a disposizione il profilo sia alto (attivabile con R1) che basso, quest’ultimo adatto soprattutto a muoversi indisturbati tra la folla per arrivare silenziosi a commettere il nostro assassinio.

Per passare all’azione e compiere le nostre evoluzioni che ci permetteranno tra l’altro di scalare (quasi) qualsiasi superficie e costruzione, dovremo usare la classica accoppiata costituita da R1 + A e lasciare al buon Ezio il resto: lo vedremo quindi fluidamente arrampicarsi come un ragno perfino sulle pareti più improbabili. Anche il sistema di combattimenti è rimasto più o meno inalterato: sotto questo punto di vista il gameplay è ridotto all’osso, con Ezio che tira fendenti a tutto spiano e soprattutto contrattatacca con mosse letali con la massima semplicità: avere ragione degli avversari è un gioco da ragazzi.

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Tra l’altro in Brotherhood è adesso possibile anche prendere di mira un avversario mentre se ne sta colpendo un altro, per dare vita ad un “balletto” davvero coreografico che vi vedrà far fuori i soldati uno ad uno in maniera davvero spettacolare.

Altra interessantissima novità introdotta è costituita dalla gestione della confraternita, che nel corso della trama principale si andrà a formare intorno a Ezio. Sarà infatti possibile reclutare nuovi adepti, che possono essere chiamati in causa in qualsiasi momento con la semplice pressione del tasto L2.

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Altra new entry è costituita, come si accennava in apertura, dalla modalità online: ognuno degli otto partecipanti potrà scegliersi un avatar ed una serie di abilità particolari e riceveranno un contratto di assassinio. Ogni giocatore svolgerà quindi al tempo stesso il ruolo di vittima e carnefice, muovendosi con circospezione per non farsi scoprire cercando al contempo di fare fuori il proprio avversario.

Sarà possibile affrontare tale modalità in uno scontro tutti contro tutti, a squadre o in coppia: va detto che il tutto sulla lunga risulta un po’ ripetitivo, ma resta comunque una gradevole aggiunta alla storia principale che, da sola, vi terrà impegnati per una ventina d’ore.

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Sul fronte tecnico assistiamo alla solita magnificenza offerta dal motore Ubisoft, che già si è fatto apprezzare nei due precedenti episodi. La densità poligonale è decisamente buona e le texture impreziosiscono degnamente l’immagine che colpisce più nella visione d’insieme piuttosto che nel singolo dettaglio (trattandosi ovviamente di un gioco con struttura freeroaming).

Sono poi state ritoccate le animazioni (soprattutto in fase di combattimento) e le espressioni facciali, in grado di dare maggiore corposità alla recitazione e quindi alla trama, che resta uno dei punti fondamentali di Brotherhood. Ottime le musiche e più che discreto il doppiaggio, che soffre purtroppo di evidenti problemi di sincronizzazione col labiale.

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IN CONCLUSIONE
Assassin’s Creed Brotherhood, pur non essendo il vero e proprio terzo capitolo della saga, saprà far contenti tutti i fan di Ezio Auditore. La trama infatti viene ripresa esattamente dove era stata lasciata e soprattutto è raccontata con la solita maestria e densità di atmosfere a cui la serie ci ha abituati. Il combattimento, pur mantenendo la solita impostazione, si è arricchito con nuove interessanti caratteristiche e soprattutto è stata introdotta finalmente la modalità online che, pur risultando un po’ ripetitiva sul lungo periodo, contribuisce sicuramente ad allungare il tempo di gioco, che può beneficiare di ben 20 ore già nella modalità storia.

GLAMOUR 10
TECNICA 8.5
GAMEPLAY 8
LONGEVITA’ 9.5
TOTALE 9

Nicola “Demon’s Souls” Coccia

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