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Pac-Man Party Nintendo Wii Recensione

Pac-Man, dopo il suo esordio in sala giochi avventuo svariati anni fa, non è riuscito a riproporsi successivamente con videogiochi all’altezza del suo esordio, tanto che la famosissima “C” gialla[...]

Pac-Man Party Nintendo Wii RecensionePac-Man, dopo il suo esordio in sala giochi avventuo svariati anni fa, non è riuscito a riproporsi successivamente con videogiochi all’altezza del suo esordio, tanto che la famosissima “C” gialla ha visto la propria icona sbiadirsi col tempo, complice il fatto di non essersi saputa reinventare col passare degli anni. Oggi ci riprova, con Pac-Man Party, gioco che, come è facile intuire dal titolo, prende chiara ispirazione da Mario Party & Co…

Una volta caricato il gioco, è possibile scegliere tra tre diverse modalità: Storia, Minigames e Classici. Partendo dalla prima, ci troviamo di fronte ad una sorta di gioco dell’oca con i personaggi dell’Universo di Pacman: ciò che caratterizza questo board-game rispetto agli altri è il fatto che il concept è tutto incentrato sulla costruzione dei castelli, che si ottengono avanzando sul tabellone previolancio di dadi (o sfruttando altri minigame dall’esito casuale che comunque assolvono alla stessa funzione).

Tali castelli producono biscotti, che sono la moneta nell’universo pacmaniano e servono sostanzialmente a vincere la partita. Gli scontri, a suon di minigame, avvengono quando un personaggio finisce nel castello dell’altro: in base all’esito si guadagneranno o perderanno nuovi biscotti e si acquisirà o perderà castelli.

Va detto subito che tale meccanica presenta un paio di difetti: il primo è che durante il primo giro del tabellone ci sarà davvero poco da fare, essendo tutto incentrato sulla costruzione dei suddetti castelli: al giocatore non resterà quindi che continuare a tirare dadi per vedere quanto è fortunato. Secondo: la dinamica alla base del gioco non è sicuramente immediata e ciò che è peggio, non è introdotta da alcun tutorial, quindi per il giocatore non resta altro da fare, sulle prime, che procedere tentando di capire qual è la logica che sta dietro al gioco.

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Le cose migliorano decisamente coi vari minigame scelti liberamente, 45 in tutto, cifra di tutto rispetto. In questo caso, come da copione, c’è una certa varietà di gameplay ed è possibile trovarne alcuni più riusciti e altri meno. Pensiamo ad esempio alla bottiglia razzo, in cui si dobbiamo scuotere per alcuni secondi il telecomando Wii il più velocemente possibile, in modo tale che la bottiglia legata alle spalle del nostro personaggio possa esplodere lanciandolo più in alto possibile. Decisamente troppo semplice e poco divertente.

Carino invece quello in cui si deve cercare di salvare le farfalle su una ragnatela facendo possibilmente fuori anche il mega-ragno che la presiede. Oppure quello in cui, trasformati in palle da biliardo, dobbiamo cercare di prendere più frutta possibile senza cadere in buca. In generale quelli basati sulle proprie capacità e a sfondo platform sono i più riusciti e va da sé che sono tutti minigiochi che hanno il loro senso solo se giocati in compagnia.

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A concludere il quadro tre Classici del passato, con la C maiuscola: Pac-Man, Galaga e Dig Dug, trasposizione perfette del coin-op. Solo a vederli viene la nostalgia, e fa un po’ strano pensare che sono molto più riusciti dei minigame di Pac-Man Party, ma tant’è…questo è il peso della storia e soprattutto il loro inserimento è da considerarsi come semplice bonus “gratuito”.

Sotto il profilo tecnico il gioco è ben fatto, con grafica discreta, simpatica e colorata: certo non siamo di fronte ad un titolo complesso visivamente parlando, ma alla fine nessun party game in commercio eccelle sotto questo punto di vista. Ottima la colonna sonora, davvero ispirata, che a tratti sembra provenire direttamente da un gioco Nintendo e che si fregia di alcuni inserimento con campionamento stile musica ad 8-bit che sono assolutamente gustosi.

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IN CONCLUSIONE
Pac-Man Party non è un brutto party-game, solo rischia di perdersi nell’affollata offerta per Wii. In particolare va detto che la scelta di inserire nella modalità Storia la meccanica della costruzione dei castelli non è delle più azzeccate, visto che è “lenta” e rischia di disorientare il giocatore sulle prime battute. Da segnalare poi alti e bassi per quanto riguarda i minigame, un po’ come accade per tutta la concorrenza, d’altra parte, mentre è più che apprezzata l’idea dell’inserimento di 3 classici senza tempo quali Pac-Man, Galaga e Dig Dug.

GLAMOUR 7
TECNICA 7
GAMEPLAY 6.5
LONGEVITA’ 7
TOTALE 6.8

Nicola “Demon’s Souls” Coccia

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