Oggi, quando si parla di arte elettronica, per naturale e storico riflesso condizionato, si pensa subito a Internet, al Giappone, alla fantascienza, alla musica elettronica, a certa computer art o video, alla pubblicità…, oppure a New York, Berlino, a Tokyo, a Barcellona quali capitali di certa avanguardia culturale o cibercultura. Eppure, proprio la nuova arte strettamente elettronica, nel secondo novecento, ha avuto anche l’Italia tra le sue astronavi d’avanguardia.
E non solo, se si vuole, in certa arte visiva di più facile visibilità, tra Biennali e Festival vari, comunque arte elettronica o tecnologica (ricordiamo in Italia i saggi e le iniziative culturali di Renato Barilli sull’estetica tecnologica, post Marshall McLuhan) di confine e frontiera, in senso anteriore, poiché comunque medium d’arte prelettronica…
Ad esempio, oggi, nella cosiddetta Video Art, Napoli, Bologna, Firenze, Trieste, Milano sono forse i centri più all’avanguardia e accreditati: (tra il bordo della sperimentazione, MILANOINVIDEO eccetera o, afterpunk, molti stessi Centri Sociali eredi della vecchia Controcultura): tuttavia, tra gli anni settanta e ottanta, le capitali internazionali erano New York, Tokyo, Berlino, Kassel e …Ferrara.
Grazie a Franco Farina e all’art director Lola Bonora (poi docente anche in Usa del settore), la città rinascimentale emiliana con il celebre all’epoca Centro Video Arte di Ferrara e del Palazzo dei Diamanti fu tra i siti dell’avanguardia video promozionali e produttivi più importanti. Con la rassegna Utape, fino a metà degli anni ottanta, tutti i più grandi protagonisti dell’allora nascente video art (o arte elettronica) passarono,” futurarono” da Ferrara: da Nam June Paick, a Bill Viola e così via. Lo stesso Fabrizio Plessi è decollato in Italia anche grazie al Centro Video Arte di Ferrara. E da Ferrara, oggi celebri, spiccarono il volo gli stessi ferraresi Giorgio Cattani, Maurizio Camerani, Enzo Minarelli, il compianto Gianni Toti e altri.
Recentemente dal 2007, Ferrara ha rilanciato la Video Art o Arte Elettronica con la rassegna The Scientist, a cura dell’Associazione culturale Ferrara Video Arte, composta da artisti e docenti universitari, tra cui il videomaker Filippo Landini, il poeta futurista Futurguerra e Vitaliano Teti; le due edizioni 2007 e 2008 hanno già segnalato (già programmaticamente nel nome del Video Festival) certa differenza “concettuale” tra la Video Art “classica” e contemporanea.
Tra doverose retrospettive dedicate proprio al Centro Video Arte e attenzioni peculiari a certo trend contemporaneo, tra Video Poesia o Danza (Giulia Fontanini) , Video neopop (Laurina Paperina ad esempio ) o neofuturistici (il celebre Graziano Cecchini Rosso Trevi), l’esperimento… oggi è visto come uno dei codici possibili: forse più centrale, al passo proprio con decenni di lezioni pop e postpop, finanche Rock e generalmente effetto sia della nuova cibercultura post-televisva e mediatica, sia, ovvio, dell’avvento di Internet.
Oggi i videoartisti (o computerartisti) privilegiano certa sperimentazione leggera mixata con intenzionali codici comunicativi. Insomma, con una metafora affine : dal purismo di Karl Heinz Stockhausen a certa musica disko e tecnopop (Bowie, Eno, Kraftwerk), più incline ai gusti del destinatario meno elitario.
Per l’edizione 2008, proprio per concretizzare anche concettualmente la mutazione in corso, la casa editrice Este Edition di Ferrara- nella sua collana on line- ha lanciato un ebook Arte in Movimento, breve saggio in pillole sulla nuova Video Arte… nelle sue diverse interfaccia e sfumature, tra video danza, video poesia, video computer eccetera.. alla luce di Internet e della nascente Televisone digitale, dopo la cultura appunto televisiva e di massa al quadrato- per così dire- (Rockpop, pubblicità, fantascienza, cinema d’animazione o meno, video games degli anni novanta e duemila…).
Da segnalare infine, oltre a The Scientist, il boom mediatico dello scorso febbraio, con il Centenario futurista ospitato proprio a Ferrara il 20 2 a cura dello stesso Futurguerra e di Ferrara Video Arte, centenario atipico, poiché l’unico a cura dei futuristi contemporanei, non a caso Convegno e Video…, nelle loro diverse voci polifoniche radunati a Ferrara: Neofuturisti, Transumanisti, Connettivisti, tra arte, fantascienza e futurologia….: Centenario evidenziato su Rai Due nello speciale il Futuro del Futurismo (Palco e Retropalco).

Roberto Guerra








