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La nuova Futurologia italiana

E’ appena stato edito “DIVENIRE 3 SPECIALE FUTURISMO”, Sestante Edizioni, Bergamo, 2009, a cura dell’AIT (Associazione Italiana Transumanisti ) e del Presidente, Dottor Riccardo[...]

Cover del Libro Divenire 3 Futurismo E’ appena stato edito “DIVENIRE 3 SPECIALE FUTURISMO”, Sestante Edizioni, Bergamo, 2009, a cura dell’AIT (Associazione Italiana Transumanisti ) e del Presidente, Dottor Riccardo Campa, attualmente docente di sociologia della scienza a Cracovia (Polonia).

Stefano Vaj, tra numerosi scienziati e-o artisti membri dell’equipe, docente a Padova, è forse il futurologo (oltre a Campa) più noto del movimento. Appunto, si chiamano Transumanisti, sede a Milano, la griffa contemporanea più autorevole della Nuova Futurologia italiana, sezione Italia del Movimento Internazionale, ex WTA (World Transhumanist Association), oggi H+ (Humanity +), sede a Oxford del celeberrimo Professor Bostrom, tra i fondatori a Yale (Usa) dei Transumanisti poco prima del fatidico Anno Duemila.

Tra i media, Bostrom è noto anche per una delle sue boutade straordinarie (e inquietanti): un saggio sconcertante, tra il serio e il faceto, basato sull’…assioma (in certo senso) di Matrix (film cult dei Fratelli Wachowsky- trilogia sulla Reatà Virtuale- VR): nientaffatto fantascienza…Matrix, noi umani – fin dal Principio – siamo unità digitali che vivono in un Mondo Virtuale, creato da Dio, un Super Ingegnere Elettronico (molto molto succintamente)!

Oltre a Bostrom, e molti “seguaci” transumanisti, scienziati, ricercatori, disseminati nelle più prestigiose università internazionali (alcuni molto celebri quali il leggendario quasi Marvin Minsky del MIT- Silycon Valley, Padre dell’Intelligenza Artificiale- AI), attualmente, forse le figure di maggior spicco sono l’americana Natasha Vita More, lo stesso Max More, autore recente del fondamentale e significativo saggio: “Verso una Filosofia Futurista”, e appunto l’italiano Riccardo Campa.

Non a caso, proprio l’equipe italiana con il Terzo numero della rivista editoriale “Divenire” dedicato al futurismo contemporaneo, si rivela al passo e di corsa con l’ultimo trend internazionale, futurista. Con due trasparenti implicazioni: uno il recupero anche nel logo transumanista più recente della futurologia della terminologia quasi originaria- futurismo- tacita e-o esplicita nei pionieri del secondo novecento, da Asimov e Clarke ai meno notissimi… Jungk, De Jouvenel, Flecther, gli stessi conosciutissimi McLuhan, Toffler, nei vertici di audience del celebre “Lo Choc del Futuro “(Toffler) e a Vienna (i Futurist- Istituti di ricerca sul Futuro- Jungk).

Nello stesso tempo, il riconoscimento della matrice futurista dell’avanguardia storica di Marinetti quale anticipazione, futurologia retrospettiva della moderna scienza di previsione del futuro…

E “Divenire 3…”, a più voci, Guillame Faye, gli stessi Vaj e Campa, Mafalda Grandi, Andrea Aguzzi, Francesco Boco, fino non a caso ai futuristi contemporanei italiani più noti (il notissimo e spettacolare Graziano Cecchini Rosso Trevi, il poeta R.Guerra), espressione più potente di certa continuità proprio artistico-filosofica del futurismo post1944, nell’anno del centenario futurista, è il saggio (quasi 200 pagine, edizione Sestante-Bergamo) probabilmente più autorevole sul futurismo, oggi. Riletto, dai punti di vista, filosofico, antropologico, sociologico, artistico, musicale, letterario, mediatico, epistemico.).

Questo volume, sul futurismo a cura dei transumansiti, più filosofi e scienziati che artisti, è probabilmente l’anello mancante della futurologia italiana, tra le righe: Futurologia italiana, fin dal secondo dopoguerra, già presente, quasi una mosca elettronica rara, nella cultura nazionale, a suo tempo impregnata di gramscismo o umanesimo “convenzionale” cattolico e-o liberale alla Croce. Dalla Società Operativa Italiana di Silvio Ceccato (e diversi ricercatori scientifici e non solo) al noto Club di Roma degli anni 60/70 di Aurelio Peccei, tra gli stessi Roberto Vacca o Eleonora Barbieri-Masini e altri.

Verso e dal duemila, finalmente, dopo forse un ritorno nei laboratori, quasi della futurologia internazionale da un lato, contemporaneamente ad un’altra ala per così dire scesa in campo direttamente nelle stanze dei bottoni dei governi o delle Industrie, quali consulenti o creativi del marketing, è in atto certa rinascita mediatica della futurologia con la New Wave transumanista, figlia non a caso di Internet, anche.

E nel web grazie al cosiddetto Estropico (Estropico) va rintraciata la prima importante divulgazione e informazione…: poi la nascita dell’AIT con Riccardo Campa e successivamente (lo stesso Estropico e altri) del Network dei transumanisti italiani, attivi rispettivamente nei due bordi complementari, l’AIT a livello produttivo e creativo, il Network a livello di divulgazione e informazione, scenari attuali, ovviamente fluidi e dinamici, a volte interfacciati, ad esempio il futurologo e giornalista Ugo Spezza (suo il sito ufficiale nel web della futurologa scientifica.

Va da sé, nella crisi generale e irreversibile delle ideologie, in Italia in particolare, la nuova futurologia, anche recuperando certa sua matrice artistica futurista, appare come esempio concreto e innovativo, al passo con la scienza contemporanea, di nuove pre-visioni fondamentali per la cultura italiana più avanzata del nostro tempo: la futurologia come scienza controculturale, realmente alternativa e finalmente, in Italia, ma non solo, perturbante, come la rivoluzione scientifica, da Galileo a Hawking…nella sua essenza…

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