Lo scorso 19 febbraio, RAI Due in tempo reale, live, con lo speciale Il Futuro del Futurismo, per il container televisivo atipico e brillantissimo Palco e Retropalco (a cura di Felice Cappa, Elena Beccalli e altri), ha celebrato significativamente il Centenario di Marinetti e l’avanguardia futurista: lo speciale mediatico più significativo, con scansioni televisive sui centenari più autorevoli, di Roma, Milano, Bologna, Trento, Rovereto; e Ferrara per l’originalità, l’unica a cura di futuristi contemporanei, viventi, prova di certa continuità aggiornata del Movimento Futurista.
Non a caso, in merito, un rapido ma puntuale passaggio televisivo ha avuto per protagonista Graziano Cecchini Rosso Trevi, non solo artista spettacolare e mediatico, ma anche videoartista e conferenziere esplosivo (come ben sottolineato anche dal neofuturista Maurizio Ganzaroli).
Tutt’oggi, ma avviate anche già in anticipo nel 2007/2008… proseguono le inziative celebrative, in Italia e in tutto il mondo: un Futurismo 100 non stop incredibile, fenomeno sconosciuto per qualsiasi celebrazione non solo dell’avanguardia artistica, lo stesso bicentenario di Darwin (ma aggiungiamo oggettivamente un purtroppo) pure ben evidenziato non regge quantitativamente e mediaticamente al confronto.
Insomma, a parte alcune omissioni clamorose (proprio anche a Venezia che pure nel 1986 con Futurismo e Futurismi a cura di Pontols Hutton, rappresentò una svolta ufficiale per Marinetti e il Futurismo, dopo decenni di censure e rimozioni ideologiche…), solo minimamente compensate in Laguna da alcune iniziative collaterali, Futurismo 100 è un Boom non più censurabile o archiviabile dalla cultura italiana, anche perchè il Futurismo aggiornato è ancora in prima linea nella guerra per il futuro e certo umanesimo scientifico contro passatismi e controrivoluzionari, culturali e politici.
Quel che si sottace, la Casta è la Casta, è tuttavia il detonatore di un Futurismo 100 boom del genere: senza la Fontana Rossa di Graziano Cecchini a Roma del 19 10 2007, il centenario, pur sicuramente in ogni caso presentissimo ed efficace, avrebbe avuto un boom assai più contenuto, né probabilmente certo rilancio del futurismo sarebbe stato possibile fuori dalle nicchie dell’avanguardia stessa.
Con un solo Bel Gesto, Rosso Trevi con la Fontana Rossa, mixando idealmente l’arte vita pensiero+azione dei futuristi con i necessari aggiornamenti dei vari Warhol e Christo, ha bucato i media, un bug che come un fungo atomico ha determinato l’effetto domino e farfalla del Futurismo 100 boom.
Né come si è preteso Fontana e Rosso Trevi son stati un’invenzione dei media: controcorrente i Media come Internet sono un divenire incontrollabile da qualsivoglia soggettività umana: è lo spirito della macchina concretizzato a dirigere la danze, necessaria interfaccia uomo-macchina-natura-scienza-tecnologia-media-futuro, dove peraltro il virus umano, in tal caso la potenza dell’azione futurista di Graziano Cecchini, è elemento fondamentale e sorprendente.
Un’altra provocazione meno efficace, diversa, ovvio non avrebbe fatto scattare la radioattività, per così’ dire mediatica, né l’Effetto Rosso Trevi sul Centenario e sul futuro dell’avanguardia futurista.
Tale sottovalutazione dell’azione futurista di Rosso Trevi, non solo la Fontana Rossa, ma certamente quest’ultima un nuovo manifesto live…per gli anni duemila del Futurismo, rivela da un lato il come terminale di troppi presunti esperti culturali persino pretesi dell’avanguardia, soprattutto la miseria di analisi mediatica in Italia… nonostante proprio i precursori futuristi, gli stessi D’Annunzio e Malaparte, oltre a Gramsci, Pasolini e Umberto Eco ( e certa semiotica italiana). Non a caso Rosso Trevi fu subito difeso e spalleggiato dai vari Toscani e Sgarbi, artisti della critica dei media e della pubblicità insoliti in Italia.
L’effetto Fontana Rossa, disvela, infine, proprio la controcultura elettronica insita nei new media anche off line, nel Reale: all’improvviso, qualche fatto, non solo d’arte, fa saltare ogni previsione o scansione lineare, un arcobaleno squarcia il binario, l’azzurro del cielo… in questo caso il Rosso Trevi inaugura orizzonti inediti propulsivi per il futuro.

Roberto Guerra








