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La prima guerra mondiale sconosciuta: Homo Sapiens vs. Neanderthal?

Secondo la vecchia controcultura schematicamente sessantottarda, la guerra è male e la pace bene senza se senza ma o qualsivoglia congiunzione o altra illusione… grammaticale. Poi si scoprono,[...]

Neanderthal e Homo Sapiens Secondo la vecchia controcultura schematicamente sessantottarda, la guerra è male e la pace bene senza se senza ma o qualsivoglia congiunzione o altra illusione… grammaticale. Poi si scoprono, sebbene meno letale il fenomeno, i grandi guru della pace lisergica et similia, oggi ai vertici dell’orrido capitalismo (qualcuno magari azionista della Beretta…). In ogni caso, al di là di alcune soggettività autentiche, era un grande bluff…neppure inedito.

Pochi oggi lo sanno, ma furono i pacifisti a ritardare la guerra contro Hitler negli anni trenta del novecento, inoltre proprio il movimento pacifista come organisation-organizzazione- fu strategua deliberata e codificata e pianificata proprio dalla Russia di un certo Stalin….

In realtà, già nel mitico 68, già decenni di psicanalisi e lustri di etologia, tra Freud e Lorenz, avevano ben chiarito la dialettica bene male cosiddetti – guerra pace non riducibili a slogan irrealistici, slogan se esteriorizzati persino più guerrafondai di certo Inteventismo dichiarato!

Invero, da sempre, senza persino scomodare le scienze umane del novecento, anche antropologi e paleontologia, poeti e filosofi e storici indicavano necessari approcci relativistici almeno sulla cosidetta Pace e sul pacifismo sociali: ideali da realizzare, ma entro vincoli biologici dell’umana natura non rimuovibili.

Ora, dopo decenni di indizi sempre accennati e mai amplificati, la paleontologia pare dimostrare – nel cosiddetto male/bene, l’ipotesi di cui sopra.

Su La Stampa, La Repubblica recentemente somo usciti diversi articoli significativi sulle recenti comunicazioni scientifiche del paleoantropologo Steven E. Churchill (curioso il cognome…): ovvero secondo l’autorevole ricercatore, il nostro cugino estinto di centinaia di migliaia di eoni fa (ma forse sopravvisse fino a circa il 1000 avanti Cristo) L’Uomo di Neanderthal, non si sarebbe estinto per cause naturali, ma soprattutto per la presenza contemporanea.. non esattamente amichevole dell’Homo Sapiens originario.

Churchill prova a supporto delle sue ipotesi paleointerventistiche… casi di Neanderthaliani reperti fossili chiaramente deceduti per ferite al petto dovute ad armi tipo lance ultraprimitive – ma già efficaci- sintomo di evoluzione militare dei nostri progenitori…

Nel 40° anno di Woodstook, crocevia e paradigma nel cosiddetto male/bene proprio del leggendario 1968… la scienza risponde e-o amplifica- casualmente con la scoperta della prima guerra mondiale sconosciuta, forse: nonostante certo oscurantismo contemporaneo, la più letale a quanto pare; poiché una razza intera del genere homo, i Neanderthal, sarebbero definitivamente scomparsi e soppressi!

Nessun moralismo: eran davvero altri tempi, ci mancherebbe qualche zelante di Amnesty International promotore di qualche processo postumo in quel de L’Aia…. : va da sé, la relativizzazione del simbolismo male/bene alla luce della conoscenza scientifica, compresa quella paleoantropologica più recente, in ogni caso, potrebbe suggerire, finalmente non un pacifismo ingenuo, contraddittorio e ancora ideologico novecentesco, ma francamente meno paranoide o meno idealista e più credibile.

Al contrario la necessaria reinvenzione di ideali umanistici fondamentali da riformattare a partire dal Reale, non solo dall’Immaginario anche se in buona fede.Visioni meno mistiche e più pragmatiche favorirebbero progressi a medio-lungo termine duraturi. E con co-scienza. Al massimo, la possibilità criminale della specie umana, e la Guerra è la sua apoteosi collettiva, può essere sublimata, contenuta, ridotta ai minimi termini, ma probabilmente non estirpabile.

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