Uno dei testi futuribili ante litteram più singolari e eretici (c’erano ancora Luigi XIV e lo Stato Pontificio) fu certamente l’Homme Machine del paleoilluminista La Mettrie. All’epoca sembrava fantascienza, tutt’oggi brilla per l’anticipazione psicosociale e culturale a dir poco sorprendente e dirompente. Alla luce dell’ancor giovane scienza newtoniana, galileana e cartesiana, già intrisa appunto della Luce nascente della Ragione e dell’Illuminismo, La Mettrie intuiva la simbiosi uomo-macchina.
Simbiosi non solo simbolica, come magari immaginava La Mettrie, ma poi dopo la cibernetica e l’Intelligenza Artificiale (e Robotica, Bionica) sempre più concreta e probabile nei prossimi decenni.
Parallelamente alla visioni utopiche o distopiche, a seconda delle diverse opzioni filosofiche degli autori, l’archetipo moderno uomo macchina, oggi uomo cyborg o homme robot, è figlio della letteratura fantascientifica e anche del cinema di settore.
Ora, dopo il già classico Blade Runner di Ridley Scott , la stessa trilogia di Matrix(e molti altri), il celebre James Cameron ha realizzato Avatar, anticipato da un trailer di circa mezzora, dal dicembre prossimo nelle sale di tutto il mondo.
“Avatar, il film-rivoluzione” così i primi commenti significativi della stampa specializzata e no, ade esempio da Oggi , Antonella Catena che ulteriormente scrive:
“Abbiamo visto in anteprima la preview di Avatar…e possiamo dire che è uno spettacolo sconvolgente. Perché si tratta di un film a 3D, certo. Ma qui non esce nulla dallo schermo. Qui, con un paio di occhialini ultraleggeri e grazie a una tecnologia che davvero cambierà il modo di fare film, lo spettatore è immerso nella scena, come se fosse al centro del set..”
La trama è di una disarmante e inquietantete prevedibilità, futura normalità? Un diversamente abile, su sedia a rotelle si trasforma volontariamente in Avatar, essere metà real e metà virtuale, per una speciale missione su un pianeta extraterrestre. Pur virtuale, incide eccome nel Reale di quel pianeta alieno.
Ora, più della storia fanta-scientifica in sé (con la lineetta), da sottolineare, grazie alle nuove tecnologie, non solo il film come anticipazione futura di una probabile Realtà ben poco virtuale, ma la simulazione stessa già presente .. fin da dicembre, con il film nelle sale, come evidenziato dai commentatori.
Brevemente, sia il preview che il talento indiscusso di Cameron, suggerisce, dopo Il Pianeta Proibito … 2001 Odissea nello Spazio, Blade Runner e Matrix (solo alcuni link…) una nuova pietra (o monolite?) miliare per la fantascienza contemporanea, non solo come Cinema, ma sempre più chiaramente, per la cibercultura contemporanea, laddove l’ex immaginario tecnoscientifico pare ormai rivelarsi come Realtà d’anticipazione.
Sempre da Oggi: “Sto pensando a questo film da 14 anni- spiega Cameron- “ non l’ho potuto girare prima perchè la tecnologia non era abbastanza avanzata…”

Roberto Guerra








