Nel web è anche vagamente annunciata come ospite per Miss Italia 2009…Virtuale o reale, Miss Paris Hilton la nota ereditiera americana, spesso oggetto di sarcasmo da parte dei media, controcorrente è invece figura postmoderna originale e suggestiva.
Parafrasando i testi sacri…. Il leitmotiv di Miss Paris Hilton è “Non si vive di soli miliardi”: giovane erede (con bancomat o carte dollari illimitati quasi), poteva benissimo vivere quietamente da novella Miss conservatrice e futura first lady di qualche bel rampollo dalla parte dei Kennedy o Bush o altra dinastia americana, a scelta….
Invece, come noto, è riuscita persino a farsi parzialmente diseredare dal capostipite Paperone, per il suo stile di vita ai limiti dell’escort di lusso o semplicemente scandaloso, tra video hard allegramente diffusi in Rete, una mondanità indegna di qualsivoglia collegiale ereditiera…
E sia ben chiaro, una volta tanto, non deliri giornalistici o di paparazzi osceni, ma quasi un marketing intenzionalmente calcolato da Miss Paris per spiccare nelle prime pagine degli Old o i New Media più importanti. E tanto di ….reggicalze, missione compiuta!
In realtà, mutati i codici dopo Internet e decenni di televisione, Miss Paris Hilton, è un graziosissima Barbie elettronica, una svampita virtuale giocosa e autoprogrammata, un’icona a livello di gossip di cultura Alternative degli anni duemila….
Se si vuole, lo strato minimale creativo di certa metaforica piramide mediatica, ma poco importa: incarna - Miss Paris Hilton - certa ribellione postmoderna e postumana a hoc per appunto un certo livello di comunicazione, controcorrente anche molto simpatica. Appunto miliardaria, in realtà rompe tabù sempre dietro l’angolo, come Wilde esalta il superfluo come joi de vivre fondamentale, la sensualità nell’era dell’Aids e di certo puritanesimo sempre incombente nella schizofrenica America.
E, piaccia o meno, certo talento, oltre a quello mediatico, Miss Paris Hilton lo esprime eccome: nel suo new glam pop, ottima electrodisko stile la prima Madonna, negli spot pubblicitari, un’ottima attrice, quasi una Jane Birkin yankee e postmoderna.
Certa presunta antipatia diffusa (ma contraddetta dai suoi costanti audience), in fondo è roba vecchia: in America certo puritanesimo residuo, in Europa o in Italia, certa retorica paraumanistica, finanche archeoclassista o socialista, inerzie del Novecento, dove i moralisti o i puristi scambiano il Novecento con il Duemila, certa giusta critica al consumismo o certo trash con questioni meno edificanti e gloriose intellettualmente…
Appunto, un vero Prolet non invidia mai il Denaro, questione di Stile e di garanzia estetica, laddove l’Arte nei fatti contribuisce di più alla salvezza cosiddetta del Mondo, operando direttamente nello Spirito e le Coscienze, senza le scorciatoie moraliste o ideologiche, si sa, quasi sempre, strategie non per scenari sociali più giusti, ma per sostituirsi nei privilegi e nelle disuguaglianze.
Inoltre, nella condizione postmoderna e cibernetica, la lenta mutazione degli spiriti e delle coscienze non passa solo attraverso la cosiddetta Alta Cultura, anzi, se attardata, essa stessa reificata e alienata, più nociva magari di qualche canzone pop: dove, nei fatti, i Media sono il Reale (SIMULACRI) vero o falso che sia, le mutazioni auspicabili passano per altra via, certo folklore nuovo elettronico o industriale, persino di Plastica; come Miss Paris Hilton, semplicemente una vertiginosa Lolita Cyberpunk, una Paperetta Yè Yè, uscita fuori dai cartoons….
Quando, al contrario identificare il Male, in senso culturale e persino etico, in fenomeni come Paris Hilton e simili, odora già da un pezzo di misticismo avariato e francamente sospetto: e Paris neppure è innocua, ma nei fatti una bambola ribelle ed eccentrica complice del futuro…Parafrasando Kundera, una Sostenibilissima Leggerezza dell’Essere!

Roberto Guerra








